“Hamlet, cronache dall’interzona” al Teatro Corvetto – comunicato stampa

© Luca Del Pia

Teatro Corvetto, dal 29 ottobre al 1° novembre 2026

HAMLET

CRONACHE DALL’INTERZONA

Al Teatro Corvetto una riscrittura contemporanea del classico shakespeariano tra filosofia, psicoanalisi e Beat Generation.

Dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, alle ore 21, al Teatro Corvetto va in scena Hamlet – Cronache dall’Interzona, spettacolo scritto da Pasquale Stanziale, con adattamento di Antonio Perretta e regia di Leda Kreider. In scena Antonio Perretta, Mauro Lamantia e Leda Kreider.

Lo spettacolo è prodotto da Tieffe Teatro, Centro Teatrale Bresciano, Trento Spettacoli con il sostegno di Operaestate Festival Veneto e di Centro Santa Chiara Trento.

Progetto vincitore del Bando Vene.Re 2025 a cura del Centro di Residenza del Veneto – Vene.Re

Amleto è il viaggiatore. Non più il principe danese consumato dall’indecisione, ma un nomade del pensiero “figlio del dubbio”, uno spirito inquieto che cerca risposte in un mondo dove la logica è collassata. Qui i suoi tormenti si fondono con il pulsare organico di un’umanità mutante, figure che lui conosce e non conosce, trasfigurate, che parlano una lingua talvolta lucida, talvolta spezzata. Il suo celebre dilemma “Essere o non essere” risuona ora come un’eco distorta, filtrata dalla paranoia, dal desiderio e dalla crudeltà di un’epoca in disfacimento. Probabilmente la nostra epoca contemporanea.

L’Interzona è anche una mappa di conflitti interiori: il desiderio e la colpa, il potere e la disillusione, la carne e il verbo. Qui Amleto dialoga con Gertrude, Claudio, Polonio, Laerte, Ofelia, Jaques Lacan e Burroughs stesso, figura demiurgica e guida scettica che, sin dall’apertura del testo lo sfida a riscrivere il proprio destino. Ogni incontro che si sussegue, diventa per Amleto una battaglia per ridefinire l’identità e il significato della libertà nell’era del tecnocapitalismo.

Potremmo definire questo testo una riscrittura dell’Amleto in chiave contemporanea. Amleto si trova nell’Interzona – a questo siamo introdotti proprio dal personaggio Burroughs, che apre le danze – e in loop perenne si ritrova davanti sua madre, Ofelia, Claudio, e poi Lacan, e il dubbio di Amleto si mescola con le voci degli altri personaggi; grazie alla presenza/ombra di Lacan si disquisisce in modo ironico e tagliente sul concetto di Desiderio – centrale – in Amleto. Una danza di vita e di morte sospesa nel limbo dell’Interzona: siamo a Tangeri, siamo in Danimarca, siamo in una città metropolitana americana, siamo in una città europea contemporanea, e Amleto, portato allo stremo delle forze da queste visioni spettrali, non desidera altro che cercare di uccidere il suo autore per poter fermare questo vortice infernale. Ce la farà? E cosa accadrà al personaggio Amleto, una volta libero dal proprio padre-autore? Quale varco si apre a chi resta senza origine? Shakespeare/Burroughs/Amleto, Ofelia/Joan, Guglielmo Tell, relazioni, rischi e uccisioni, corrispondenze lontane secoli di vicende reali e inventate, che ritornano e circolano davanti ai nostri occhi in un caleidoscopio di vite passate e presenti

Pasquale Stanziale (Sessa Aurunca, CE, 11/11/1942), autore teatrale, docente di Storia e Filosofia, già docente emerito di Filosofia teoretica presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale — ISSR Caserta, negli anni ha articolato il suo lavoro culturale nell’ambito filosofico e psicoanalitico, socio-antropologico, teatrale e letterario. Stanziale si è occupato in particolar modo dello psicoanalista Jacques Lacan — considerato l’effettivo erede di Freud — mostrando come la psicoanalisi lacaniana costituisca a tutti gli effetti una imprescindibile antropologia entro cui collocare il soggetto moderno.

Stanziale ha compiuto una ricerca sul concetto di Interzona nell’opera letteraria di Burroughs. Un non-luogo, il cui nome trae ispirazione dall’International Zone di Tangeri, Marocco, in cui Burroughs si trovava dopo aver ucciso accidentalmente sua moglie, Joan Vollmer Burroughs. L’Interzona è un limbo senza confini definiti, creatura del caos visionario di William Burroughs, dove il tempo si disarticola e gli spazi si contorcono sotto il peso di pulsioni non dette. Per avere un’idea più chiara — o, forse, meno chiara — l’Interzona è associabile cinematograficamente alla “Zona” di Tarkovskij (Stalker, 1979).

Kerouac afferma che Burroughs passava lunghe ore coi libri di Shakespeare in grembo: c’è un continuo rapporto di amore e odio con il Bardo immortale, come lo definisce Burroughs. Per questo Stanziale crea una corrispondenza tra la figura di Amleto, nucleo e centro della letteratura teatrale Shakespeariana di tutti i tempi, e la scrittura/pensiero/vita di William Burroughs, con il suo humour vitreo, il suo rude buonsenso e la sua visionarietà, creando una nuova drammaturgia psichedelica che tiene conto del testo classico e delle (non) regole della Beat Generation.

“Ci vorrebbe una notte intera per raccontare di Old Bull Lee; […] le cose che imparava erano quelle che considerava e chiamava i fatti della vita; le imparava non solo per necessità, ma per scelta. Aveva trascinato quel suo corpo […] in giro per tutti gli Stati Uniti, e in gran parte dell’Europa e del Nord-Africa, ai suoi tempi, solo per vedere cosa succedeva; negli anni Trenta aveva sposato una contessa russa in esilio solo per strapparla ai nazisti. […] Faceva tutte queste cose solo per sperimentarle. Ora si dedicava allo studio della tossicodipendenza. […] Passava lunghe ore coi libri di Shakespeare in grembo; il Bardo Immortale, lo chiamava”. (Jack Kerouac, Sulla Strada)

LA PRIMA STAGIONE DEL TEATRO CORVETTO

A Milano un nuovo luogo di cultura nel cuore del quartiere Corvetto. Una stagione di prosa con grandi interpreti e compagnie, un progetto aperto anche alla musica e alle diverse comunità del territorio.

Da settembre 2026 lo spazio di viale Lucania, conosciuto per anni come Politeatro, assume un nuovo nome e una nuova identità: nasce il Teatro Corvetto. Con la gestione di Teatri Possibili, la direzione artistica di Corrado d’Elia e il contributo e patrocinio del Comune di Milano la sala apre una nuova fase della propria storia e propone alla città una programmazione teatrale continuativa.

L’ambizione è costruire un teatro di prossimità capace di dialogare con l’intera città. Un luogo per chi abita a poche centinaia di metri e, nello stesso tempo, artisticamente autorevole, riconoscibile e attrattivo, per cui valga la pena raggiungerlo. La collocazione geografica diventa così parte fondamentale del progetto. Diverse esperienze europee hanno dimostrato che la qualità della proposta artistica, la continuità e il rapporto con il territorio possono ridisegnare la geografia culturale di una città.

Chiamarlo Teatro Corvetto è una dichiarazione di appartenenza. Corvetto è un quartiere popolare e composito, abitato da generazioni, culture, lingue e storie differenti.

Teatro Corvetto | Dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 ore 21:00
Hamlet- Cronache dall’Interzona

di Pasquale Stanziale
adattamento di Antonio Perretta
regia di Leda Kreider
con Antonio Perretta, Mauro Lamantia, Leda Kreider
assistente alla regia Noemi Radice
scene Francesca Sgariboldi
costumi Gianluca Carrozza
luci Fabrizio Visconti
progetto sonoro Gianluca Agostini
movimenti scenici Leda Kreider
video Matteo Bonanni
animazioni Martino Prendini
Produzione Tieffe Teatro, Centro Teatrale Bresciano, TrentoSpettacoli
con il sostegno di Operaestate Festival Veneto e con il sostegno di Centro Santa Chiara Trento
Progetto vincitore del Bando Vene.Re 2025 a cura del Centro di Residenza del Veneto – Vene.Re

ORARI:
Tutti gli spettacoli hanno inizio alle ore 21:00
L’accesso in sala non consentito dopo le ore 21.
PREZZI:
INTERO: 18 €, RIDOTTO universitari / over 65: 12 €, SCUOLE DI TEATRO: 9 €

TEATRO CORVETTO Viale Lucania 18 Milano

M3 CORVETTO – Bus 84 e 93

Informazioni e prenotazioni: www.teatrocorvetto.it info@teatrocorvetto.it

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