Spettacoli “Selvatico Ancestrale” e “Giovinette – le calciatrici che sfidarono il Duce” in Abbazia di Mirasole, Opera – comunicato stampa

DUE GIORNI DI TEATRO CON OPERA LIQUIDA ALL’ABBAZIA DI MIRASOLE
TRA MEMORIA, LIBERTÀ E NATURA

Il 25 settembre “Selvatico Ancestrale”, il 26 “Giovinette – le calciatrici che sfidarono il Duce”: con questi spettacoli l’Abbazia di Mirasole inaugura due nuovi spazi nell’ambito del progetto “Battiti di Abbazia”

Opera Liquida, che lavora da 18 anni nella Casa di Reclusione Milano – Opera con i detenuti di media sicurezza, per l’inaugurazione di due nuovi spazi all’Abbazia di Mirasole – il Caffè Letterario e la Casa delle Associazioni – presenta due spettacoli, inseriti nel progetto “Battiti d’Abbazia”, all’interno del quale la stessa Opera Liquida cura la direzione artistica della programmazione teatrale.

Venerdì 25 settembre, Opera Liquida presenta “Selvatico Ancestrale”, per la prima volta fuori dalle mura del carcere. Lo spettacolo porta in scena il rapporto tra uomo e natura, la cura e la devastazione, accanto al tema della trasformazione.

Sabato 26 settembre PEM Habitat Teatrali porta sul palco “Giovinette – le calciatrici che sfidarono il Duce” per raccontare, invece, una storia di donne, sport e resistenza.

Due storie diverse, accomunate dalla stessa necessità: dare voce a chi, in tempi e modi diversi, deve e ha dovuto conquistarsi uno spazio di libertà.

L’iniziativa si inserisce nel progetto “Battiti di Abbazia”, realizzato da Progetto Mirasole, partner Opera Liquida, con il sostegno di Fondazione Cariplo, nell’ambito del Bando Luoghi da Rigenerare, e con fondi PNRR.

25 SETTEMBRE, ore 20.30 – SELVATICO ANCESTRALE di Opera Liquida

Un filo d’erba, un albero, un’ape. Sono le forme di vita apparentemente più semplici a diventare protagoniste di “Selvatico Ancestrale”, progetto teatrale di Ivana Trettel, regista e drammaturga di Opera Liquida, che intreccia teatro, fotografia, arte cinetica e inclusione per interrogarsi sul rapporto tra essere umano e natura.

Lo spettacolo nasce dall’urgenza di dare voce a ciò che non ne ha e di raccontare la resistenza della natura e degli esseri senzienti di fronte alla distruzione. Al centro c’è la ricerca di una possibile armonia tra umano e mondo naturale, raccontata attraverso il corpo, la parola, le immagini, i costumi e lo spazio scenico.

Fondamentale il sodalizio con la giornalista e fotografa Giuditta Pellegrini, che da dieci anni attraversa e documenta le foreste del mondo. Le immagini del suo progetto Selvatico Ancestrale entrano nello spettacolo e, trasferite sulla materia serica, diventano parte dei costumi ideati da Salvatore Vignola, realizzati dai detenuti costumisti sotto la guida di Tommaso Massone, per divenire simbolo di vita, distruzione e speranza.

A costruire il paesaggio scenico contribuisce un’evoluzione di “Strutturazione Tricroma”, opera del 1964 dell’artista cinetico Giovanni Anceschi, che, insieme a Ivana Trettel, Marina Conti e i detenuti scenografi, l’hanno espansa, fino a diventare antro, grotta, rifugio. I colori elementari dell’opera diventano la rappresentazione di un possibile equilibrio tra l’essere umano e la natura.

In scena, insieme a Michelangiola Barbieri Torriani, attori detenuti ed ex detenuti interpretano diverse figure di questo conflitto e di questa possibilità: il corpo foresta, i distruttori, l’essere senziente. Musiche originali di Nicolini/Troiani. Allestimento tecnico di Silvia Laureti con i detenuti tecnici audio e luci.

Il coinvolgimento delle persone detenute non si limita alla scena: realizzano costumi, scenografia e allestimento tecnico, affiancati dai professionisti del progetto. Il teatro diventa così anche un’esperienza concreta di trasformazione, collaborazione e responsabilità.

Lo spettacolo è sostenuto dalla rete nazionale “Per aspera ad astra. Come riconfigurare il carcere attraverso cultura e bellezza”.

26 SETTEMBRE, ore 20.30 – GIOVINETTE – LE CALCIATRICI CHE SFIDARONO IL DUCE in forma di reading – PEM Habitat Teatrali

Nel 1932, nel pieno dell’era fascista, un gruppo di ragazze milanesi decide di giocare a calcio. Nasce così il GFC – Gruppo Femminile Calcistico, la prima squadra di calcio femminile italiana. La loro storia, durata meno di un anno, diventa una piccola ma significativa sfida al regime e alla mentalità dominante.

È questa vicenda, sorprendente e poco conosciuta, a essere raccontata in “Giovinette – le calciatrici che sfidarono il Duce”, spettacolo tratto dal romanzo di Federica Seneghini e Marco Giani, con la regia di Laura Curino e interpretato da Federica Fabiani, Rossana Mola e Rita Pelusio.

Le autorità federali consentono inizialmente alle ragazze di allenarsi, ma impongono condizioni paradossali: niente partite in pubblico, pallone di gomma invece di quello di cuoio, gonne al posto dei pantaloncini, passaggi esclusivamente rasoterra e un ragazzino adolescente in porta. Il tutto, per tutelare, secondo la retorica del tempo, le loro “capacità riproduttive”.

Attraverso comicità, narrazione e memoria, lo spettacolo racconta una vicenda sportiva che diventa una storia di libertà, diritti e resistenza agli stereotipi. Una storia che guarda al passato ma interroga il presente, mostrando quanto siano difficili da sradicare alcuni pregiudizi e come la conquista della libertà possa passare anche dalla possibilità di scegliere ciò che si vuole fare.

Lo spettacolo è una co-produzione PEM Habitat Teatrali e Rara Produzione, con il sostegno della Fondazione Memoria della Deportazione e della Sezione A.N.P.I. Audrey Hepburn.

A seguire, presentazione del libro “La nazionale senza casa. Calcio, sogni e resistenza in Palestina”, incontro con l’autrice Giulia Bassi insieme a Monica Nacchi, realizzato con il sostegno del Nazra Palestine Short Film Festival .

  • SCHEDA SPETTACOLO – 25 SETTEMBRE ore 20.30

SELVATICO ANCESTRALE

Drammaturgia e regia: Ivana Trettel
Testi: Ivana Trettel, Alessandro Arisio, Christopher Santos, Vittorio Mantovani
In scena: Anwar Ahmed, Alessandro Arisio, Carlo Bussetti, Alfonso Carlino, Michelangiola Barbieri Torriani, Vittorio Mantovani, Nunzio Saglimbene, Christopher Santos, Nicolae Stoleru
Costumi: Salvatore Vignola, realizzati dai detenuti costumisti sotto la guida di Tommaso Massone
Scenografia: Marina Conti e Ivana Trettel, con l’artista cinetico Giovanni Anceschi e la sua opera Strutturazione Tricroma
Realizzazione scenografica: a cura dei detenuti scenografi guidati da Marina Conti con Simona Venkova
Allestimento tecnico: Silvia Laureti, con i detenuti tecnici audio e luci
Musiche originali: Nicolini/Troiani
Assistenza alla regia: Eleonora Cicconi
In collaborazione con il progetto fotografico Selvatico Ancestrale di Giuditta Pellegrini

Con il sostegno della rete nazionale “Per aspera ad astra. Come riconfigurare il carcere attraverso cultura e bellezza

  • SCHEDA SPETTACOLO – 26 SETTEMBRE ore 20.30

GIOVINETTE – LE CALCIATRICI CHE SFIDARONO IL DUCE

Tratto dal romanzo di Federica Seneghini e Marco Giani
Regia: Laura Curino
Con: Federica Fabiani, Rossana Mola, Rita Pelusio
Collaborazione artistica: Marco Rampoldi
Adattamento drammaturgico: Domenico Ferrari
Con la collaborazione di: Laura Curino, Rita Pelusio
Scene e scelte musicali: Lucio Diana
Realizzazione costumi e assistente alla regia: Francesca Biffi
Datore luci: Valentino Ferro
Fotografie: Laila Pozzo
Co-produzione: PEM Habitat Teatrali, Rara Produzione
Con il sostegno di: Fondazione Memoria della Deportazione, Sezione A.N.P.I. Audrey Hepburn

INFORMAZIONI

Luogo: Abbazia di Mirasole

Indirizzo: Strada consortile del Mirasole, 7 – Opera

25 settembre – “Selvatico Ancestrale” ore 20.30
26 settembre – “Le calciatrici che sfidarono il Duce” ore 20.30

Ingresso gratuito – offerta libera

In copertina un’immagine dello spettacolo “Selvatico Ancestrale” © Ludovica Sagramoso Sacchetti

(L’articolo è una condivisione del comunicato stampa del Teatro Opera Liquida di Milano)

Categorie comunicato stampa

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