“Diario sentimentale di una donna libera – Ornella Vanoni. Le parole, la musica” al Teatro Strehler – comunicato stampa

Pacifico © Bernardo Baluganti

Teatro Strehler, martedì 22 settembre

Diario sentimentale di una donna libera

Ornella Vanoni. Le parole, la musica

Nel giorno del suo 92° compleanno, una serata per Ornella Vanoni, il ritratto di una donna fuori dal comune. A tracciarlo è Pacifico, cantautore e autore tra i più stimati del panorama italiano, che ha scritto per lei canzoni e ne ha raccolto i ricordi nella biografia, Vincente o perdente, edito da La Nave di Teseo. 

© Marinetta Saglio

Diario sentimentale di una donna libera è un omaggio, in parole e canzoni, a un’artista intelligente, impetuosa, anarchica, ma anche ironica, leggera. Pacifico ci restituisce l’Ornella più emozionante e divertente, quella che ci apre le porte di casa, dove si ritrova con i suoi ricordi, quelli cari da convocare, quelli amari da fuggire. Dove si dichiara golosa, dispettosa e smemorata ma solo per strategia, per tenere a bada la malinconia. Ospiti speciali di questa serata, che si inserisce, allungandosi fino al 2028, in un arco celebrativo triennale dedicato a Ornella Vanoni, saranno Francesco Gabbani e Veronica Lucchesi.

Il 22 settembre 2026 Ornella Vanoni avrebbe compiuto 92 anni. Crediamo non ci sia luogo migliore per celebrarla di quello che lei stessa definiva «una casa» e «una scuola irripetibile»: ecco, allora, il Piccolo Teatro tornare ad accoglierne la voce con Diario sentimentale di una donna libera, nato dal sodalizio con Pacifico e presentato al Teatro Strehler, davanti all’aiuola con la targa a lei dedicata, lo scorso 9 gennaio, dal Sindaco della Città di Milano. È un ritorno nel Teatro che Ornella ha abitato da protagonista e frequentato, fino agli ultimi anni, da appassionata e assidua spettatrice; un legame profondo, identitario, quello con il Piccolo, che merita di essere celebrato. Per questo, proprio all’avvio della Stagione dell’Ottantesimo, d’intesa con il Consiglio di Amministrazione, vogliamo rendere il 22 settembre una vera e propria ricorrenza, nella quale far risuonare, ogni anno, le infinite sfumature della sua voce. Nell’arte, nella musica, nello sguardo intelligente e ironico di Ornella riconosciamo un nitore, una materia inattaccabile dal tempo, che risplende attraverso le generazioni. Fra i suoi lasciti più preziosi, certamente la libertà: dai canoni e nella capacità di inventarne di propri, di trasformarsi, di leggere il presente con sguardo affilato; quella “sprezzatura” in cui la tenace matrice popolare affiora attraverso il filtro di una sofisticata eleganza, facendo dialogare ironia e passionalità in un timbro capace di parlare a tutti. Proprio come, da sempre, si propone di fare il Piccolo, Teatro d’arte per tutte e tutti. (Lanfranco Li Cauli, direttore generale, Claudio Longhi, direttore artistico Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa)

Lo spettacolo è lo stratagemma che mi sono inventato per continuare ad avere appuntamento con Ornella. È il resoconto dei nostri incontri durante la scrittura del suo Diario sentimentale, il racconto di come me la trovavo davanti: vispa, impertinente, furibonda, affranta, generosa, dispotica, affamata. Sempre più dalla parte dell’Infrazione che del Principio Solido e ragionato. Mai come te la aspettavi. Mi piacerebbe che chi esce dallo spettacolo se la sentisse vicina, sentisse più la presenza che il ricordo. (Pacifico)

Entrare in Diario sentimentale di una donna libera ha significato per me, prima di tutto, trovare la giusta distanza. Gino Pacifico è stato accanto a Ornella Vanoni per anni, raccogliendone parole, pensieri, ricordi, confidenze. Io appartengo a un’altra generazione e non possiedo quella prossimità: per lui è Ornella, per me è Ornella Vanoni. Ho sentito quindi la necessità di entrare in questa storia in punta di piedi, senza cercare di appropriarmi di un’intimità che non mi appartiene. Da qui nasce l’idea registica: costruire non tanto uno spettacolo su Ornella Vanoni, quanto un’atmosfera capace di vivificarne il ricordo. Una presenza che appartiene alla memoria e alle orecchie di tutti e che, attraverso il racconto, torna progressivamente a essere persona: amatissima, piena di vita e di entusiasmo, sensuale, ironica, intelligente, ma attraversata anche da ombre, fragilità e dolori. In scena Pacifico non interpreta un personaggio. È un testimone. Ciò che mi ha colpito fin dal nostro primo incontro è stata la sua attenzione a non abusare mai della storia che possiede e conosce, a non crogiolarsi nel privilegio di quella vicinanza. La sua presenza nasce invece dal desiderio di farsi tramite, di consegnare al pubblico qualcosa di intimo senza violarlo. Questo pudore è diventato per me un principio della regia. Il rapporto tra Pacifico e Simona Boo è costruito innanzitutto attraverso il suono. Le parole di Pacifico non hanno la struttura della semplice prosa: possiedono un ritmo interno, quasi poetico, che permette loro di entrare naturalmente in relazione con la musica e con le parole delle canzoni. Abbiamo però scelto di mantenere due territori sonori distinti. Il racconto di Pacifico è accompagnato, in alcuni momenti, da musiche originali di natura elettronica: scegliamo volutamente di non utilizzare le musiche di Vanoni come commento alle sue parole, perché il ricordo non si trasformi mai in illustrazione o nostalgia. A questa dimensione sonora fanno da contrappunto il pianoforte, eseguito dal vivo dal maestro Carlo Gaudiello, e la voce intensa e personale di Simona Boo, il cui temperamento interpretativo permette di attraversare il repertorio di Vanoni senza mai cedere alla tentazione dell’imitazione. È attraverso di loro che quelle canzoni riaffiorano nello spazio scenico non come citazione o riproduzione di un modello, ma come materia viva, attraversata da una sensibilità nuova. Le canzoni vengono così evocate, mai imitate, e diventano il luogo in cui il racconto di Pacifico può trasformarsi, quasi impercettibilmente, in memoria emotiva. Parola e canto si cercano, si interrompono, si prolungano reciprocamente. Il passaggio dall’uno all’altro deve avvenire quasi senza essere percepito, come accade con i ricordi, quando un racconto richiama improvvisamente una voce, una melodia, una sensazione. La regia lavora dunque per sottrazione. Non vuole ricostruire Ornella, né trasformarla in un’icona da celebrare. Vuole lasciare uno spazio vuoto nel quale la sua presenza possa essere avvertita proprio attraverso la sua assenza. E lentamente, tra una parola e una canzone, prende forma il ritratto senti mentale di una donna libera, che ha saputo attraversare amore, dolore e fragilità senza rinunciare all’ironia, alla sensualità e, soprattutto, a un inesauribile amore per la vita. (Gabriele Russo)

Piccolo Teatro Strehler (Largo Greppi – M2 Lanza), martedì 22 settembre, ore 20.30

Diario sentimentale di una donna libera 
Ornella Vanoni: le Parole, la musica
di Pacifico
regia Gabriele Russo
coordinamento artistico Gianmarco D’Alessandro
voce Simona Boo, pianoforte Carlo Gaudiello
coproduzione Savà Produzioni Creative, Teatro Bellini Napoli  

Prezzi: platea 25 euro, balconata 22 euro

Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org

(L’articolo è una condivisione del comunicato stampa del Piccolo Teatro – Teatro d’Europa)

Categorie comunicato stampa

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