
Presentata oggi la stagione 2025/2027 dalla Direzione artistica del Teatro Carcano che, prendendo a prestito una citazione di Alessandro Bergonzoni, assume il titolo di “Voto di vastità”.
Ecco il comunicato dell’ufficio stampa del Teatro che qui si condivide:
Il teatro unisce, tiene stretti, è vicinanza, prossimità, comune sentire, stesso sguardo, passione condivisa. Ma è anche complessità, applica uno scandaglio profondo al pensiero, sviscerandolo, ampliandolo, allargandolo fino a contemplare tesi e antitesi, oltre ogni limite, fuori dai confini. Restituendolo per quello che è e deve essere: vasto. La reminiscenza di una citazione di Alessandro Bergonzoni ci è venuta in aiuto, precisa, per scolpire con luminosa chiarezza il senso del nostro essere teatro con gli artisti in scena e con il pubblico: insieme facciamo ‘voto di vastità’, ampliamo gli orizzonti, guardiamo di fianco e oltre, impegnandoci a non restare chiusi, piccoli.
Ad accogliere i primi spettatori sarà proprio lui, Alessandro Bergonzoni, impegnato, con un monologo che dà il titolo alla stagione, nel primo dei molti Follow the Monday che si avvicenderanno al Carcano fino a maggio. Chiamati a declinare in mille direzioni la complessità del ragionare: Jacopo Fo, Matteo Lancini, Daria Bignardi, Paolo Colombo, Serena Dandini, Diego Passoni, Tomaso Montanari, Concita De Gregorio e Erica Mou, Federico Rampini, Vittorio Lingiardi, Sigfrido Ranucci, Maria Bosco (Geopop), Jacopo Veneziani, Francesco Piccolo, Telmo Pievani, Alessandro D’Avenia, Ascanio Celestini, Gabriella Greison, Thony e l’Orchestra Multietnica di Arezzo.
Subito dopo, in occasione dell’istituzione del 4 ottobre Festa Nazionale per San Francesco d’Assisi, patrono del Paese, andrà in scena l’evento speciale Francesco con Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi. A seguire un ‘volo di vastità’ con Il Piccolo Principe di Saint Exupery in formato musicale (in scena Paolo Ruffini e Nicholas Ori, regia di Stefano Genovese) che ci ricorda che ‘non si vede bene che con il cuore’.
Stesso assunto di Questioni di cuore di Natalia Aspesi, il primo dei tre monologhi con cui Lella Costa inaugura la nuova stagione del Carcano interpretando le moltissime voci di coloro che per anni si sono rivolti alla giornalista, sulle colonne de Il Venerdì di Repubblica, per avere consigli sulle loro pene d’amore. A seguire Intelletto d’amore, viaggio tra le donne che compaiono nella Divina Commedia dantesca: Beatrice, ideale dell’amore puro del poeta; Francesca che finalmente ci spiegherà perché Dante l’ha mandata all’inferno insieme al suo Paolo; Taide, la prostituta delle Malebolge. E Gemma Donati, la moglie del poeta, madre dei suoi figli. Infine, Patria Oh Patria! ispirato ad una poesia di Patrizia Cavalli che inizia coi versi ‘certo, sarebbe un gran vantaggio poterla immaginare, tutta intera, dai tratti femminili, dato il nome’. Sul palco anche Cesare Chiacchiaretta al bandoneon e Giampaolo Bandini alla chitarra.
Dall’8 al 25 ottobre verrà inoltre allestita in foyer la mostra Tra un manifesto e uno specchio. Artisti in camerino, a cura del fotogiornalista Giuseppe Nicoloro. Le circa 40 fotografie, realizzate nei maggiori teatri di Milano, restituiscono uno sguardo intimo e rivelatore sugli artisti nei loro camerini: quello spazio discreto e privato in cui avviene la metamorfosi dalla “persona” al “personaggio”.
Le Produzioni
A distanza di oltre 15 anni Ambra Angiolini riporta in scena La misteriosa scomparsa di W firmandone la regia e scannerizzando, attraverso il virtuosismo letterario di Stefano Benni, anche i resti del suo passato da ricomporre. Un “soliloquio di gruppo”, tragicomico, buffo e amaro, luminoso e cupo. Uno spettacolo biologico, dove tornare ad essere noi è l’unico artificio. In uno spazio abitato dai conigli della Cracking Art (collettivo che rigenera la plastica in arte per sottrarla alla distruzione tossica), illuminato con poesia da Marco Filibeck, fatto vibrare con suoni emotivi potentissimi e spesso non conformi da Dardust, W torna ad essere una donna nuovamente intera, solida nelle crepe di fragilità (debutto a Ravenna Festival il 14 giugno).
Nello spettacolo Eumenidi. Tutta, tutta del padre io sono di Serena Sinigaglia, che debutterà al festival di Spoleto a luglio, Eschilo illumina un passaggio epocale da un’era dove la giustizia era in mano alle Erinni, ad un’altra dove la giustizia, voluta da Atena, passa in mano agli uomini: una giustizia che si erge sul principio maschile e sul principio del padre che protegge la casa. In scena le stesse attrici di Supplici: Francesca Ciocchetti, Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Sandra Zoccolan, Debora Zuin.
Scheda Bianca nasce invece da un’idea di Mariangela Pitturru, covata per anni: portare in scena quella struggente rivoluzione pacifica che Saramago immagina nel suo Saggio sulla Lucidità. Nella capitale di uno stato imprecisato, il giorno delle elezioni i cittadini accedono in massa alle urne e votano scheda bianca. Le votazioni si ripetono ma il risultato è lo stesso: un fiume di schede bianche. Una metafora caustica, visionaria e lucidissima delle società cosiddette democratiche, in cui la figura del commissario, interpretato da Rocco Papaleo, la sua rettitudine morale, la sua stanchezza, l’infaticabile esercizio dell’indipendenza del pensiero ne fanno, nell’adattamento di Emanuele Aldrovandi e sotto la guida registica di Serena Sinigaglia, un eroe scanzonato e fragile, una sorta di Don Chisciotte moderno.
Dopo aver ripassato con Lella Costa il romanzo e la vita del suo autore, il secondo capitolo del progetto triennale sui Promessi Sposi, C’è chi dice no: Renzo, Lucia, i giovani porta al centro ragazzi e ragazze, coinvolgendo sul palco un gruppo di adolescenti che per un anno ha partecipato al laboratorio condotto da ATIR su uno stimolo che il Manzoni ci suggerisce: i “no” di troppo. I giovani Renzo e Lucia ricevono un “no” pesantissimo, un “no” da cui si genera tutta la nota vicenda (e i molti patimenti). Da qui si è andati a scavare per far emergere i “no” che i ragazzi si sentono rivolgere oggi. Cosa vivono come un freno, quali i “no” che percepiscono come necessari e persino utili, quali i “no” che fanno male, che non servono e ancora: ci sono dei no? Accanto alla voce di allievi e allieve del laboratorio, una voce ancora giovanissima ma già strutturata e definita nel percorso formativo e nell’esperienza: Riccardo Pedicone, scrittore, autore, presidente dell’associazione culturale Noce, volto social e televisivo della letteratura in Italia.
E dopo le repliche tutte esaurite della scorsa stagione Lella Costa/Lisistrata torna sul palco, irresistibile e attualissima, per gridare: “Donne di tutto il mondo, unitevi!” con Marco Brinzi, Stefano Orlandi, Maria Pilar Pérez Aspa, Giorgia Senesi, Irene Serini diretti da Serena Sinigaglia. Una guerra interminabile, un mondo sull’orlo del collasso e un’unica, folle arma di ribellione: lo sciopero del sesso.
Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
Anche quest’anno il Carcano dedica un tempo pieno alla sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne. E varca i confini milanesi. Capitanate da Lella Costa, che oltre a interpretarlo in Italia fu a Boston con Eve Ensler nel primo V Day, tre o più attrici ridaranno voce a I monologhi della vagina, libro nato dalle interviste a più di 200 donne sulla loro idea di sesso, di relazione e di violenza contro le donne. Emergono storie di abusi, mutilazioni, sesso (buono e cattivo), orgasmi (veri e simulati). La vagina diventa uno strumento di emancipazione e parla una lingua divertente e disinibita. Nel 2006 il New York Times definì I Monologhi della Vagina “forse la più importante opera di teatro politico del decennio”. Lo spettacolo, realizzato grazie alla collaborazione di Fondazione AEM e Teatro della Cometa, sarà a Roma al Teatro della Cometa, al Teatro Era di Pontedera, al Teatro Duse di Bologna.
Riprenderemo poi la produzione realizzata ad hoc, Uomini si diventa con Alessio Boni (Omar Pedrini alla chitarra), impegnato a dare voce alle elucubrazioni di uomini violenti scritte da Massimo Carlotto, Andrea Colamedici, Pino Corrias, Edoardo Erba, Maurizio De Giovanni, Marcello Fois, Daniele Mencarelli, Francesco Pacifico. E Stai Zitta! tratto dall’omonimo libro di Michela Murgia, una carrellata di personaggi e di situazioni surreali, dal mansplaining all’uso indiscriminato del nome proprio per le donne, passando per la celebrazione della figura “mamma e moglie di” cui Antonella Questa, Valentina Melis e Letizia Bravi, guidate dalla regia di Marta Dalla Via, danno vita portando lo spettatore dentro la lotta contro gli stereotipi di genere.
Le ospitalità
La vastità del claim di stagione pervade anche gli spettacoli che abbiamo scelto: tante storie, potenti, dense, corali. Punti di vista ariosi, difficili, non omologati. Personaggi dall’alta statura morale o toccati dalla grazia del dubbio o resi inquieti dall’uscita dalle zone di conforto. Molte le eroine e le interpreti eccezionali.
Mariangela D’Abbraccio è Martha in Chi ha paura di Virgina Woolf? di Edward Albee con Fabrizio Croci, Marta Jacquier, Alberto Carbone. Regia di Marco Tullio Giordana. Il ritratto di una società universitaria carrierista e baronale fa da sfondo alla crisi della coppia di mezza età, all’agonia delle antiche aspirazioni e alla dipendenza psicologica di ragazzi indecisi fra servilismo e ribellione.
Iaia Forte è la Norma de Il viale del tramonto con Massimo Verdastro in un progetto di Muta Imago. Trattamento originale ispirato alla sceneggiatura del celebre film, dialoga con la storia del teatro italiano. Un gioco di specchi tra finzione e realtà, dove i corpi e le biografie degli attori diventano materia drammaturgica.
Lunetta Savino è Anna Fierling, la Madre Courage e i suoi figli di Brecht. Nella regia di Leo Muscato una donna non travolta dalla guerra, ma che vive grazie alla guerra. Una sopravvissuta amorale, attraversata da un’energia feroce e vitale all’interno di uno spettacolo che ha forza di un concerto, suonato e cantato dal vivo.
Anna Bonaiuto è la Nora di Casa di Bambola rivista da John Fosse in Too Late. Dopo la fuga da casa verso la libertà, ripercorre la sua storia cercando di dare un senso ai ricordi e ai frammenti del passato che la “visitano”, interrogandosi sulle ragioni e le conseguenze di una scelta di affermazione di sé che forse non si è rivelata giusta ma è stata inevitabile.
Pamela Villoresi è una moderna Elettra, ambientata dall’autore e regista Giancarlo Nicoletti nella Roma occupata della Seconda Guerra Mondiale, nel 1944. Il testo è un thriller familiare che intreccia eventi reali e finzione teatrale, facendo convivere il fatto storico e la libertà della narrazione. Il mito tragico attraversa il Novecento italiano e lo illumina dall’interno: non come citazione ma come struttura del conflitto.
Due spettacoli forti e inquietanti riguardano lo strapotere dei media nelle nostre vite. Network – Quinto Potere di Lee Hall, con Elisabetta Pozzi e Graziano Piazza e un nutrito cast di attori guidati da Daniele Salvo, è la storia del persuasore occulto che più ha cambiato le nostre vite: la televisione. Howard Beale, commentatore televisivo della UBS di Los Angeles, viene licenziato con un preavviso di due settimane, dopo undici anni di presenza sui teleschermi, causa calo dell’indice di gradimento. Prima di congedarsi annuncia in diretta: «Questa è la storia di Howard Beale, il primo caso conosciuto di un uomo che fu ucciso perché aveva un basso indice di ascolto».
In Stato contro Nolan invece Alessandro Gassmann, regista, ripercorre il processo al direttore del giornale di una piccola città di provincia nell’America degli anni Sessanta, interpretato da Daniele Russo, accusato di aver manipolato l’informazione per scopi privati. L’uccisione di un vagabondo scambiato per un rapinatore o stupratore era stata montata in modo da creare una paura diffusa in tutta la contea. La locale azienda di armi aveva moltiplicato i profitti, e Nolan, che ne era un importante azionista, si era arricchito. Il dibattimento diventa un processo alle parole, al loro valore e al loro potere, alla generazione di fake news, che non è molto diversa dalla costruzione dei miti.
Dramma della gelosia riscritto da Dacia Maraini l’Otello, diretto e interpretato da Giorgio Pasotti con la star di Mare Fuori Giacomo Giorgio, segue il filo rosso di una violenza che cresce senza motivo, l’illusione del possesso, fino al delitto e al suicidio per stupidità.
Dalla tragedia alle commedie
Elegante e senza età Le false confidenze di Marivaux, con Elena Sofia Ricci e Arturo Cirillo che ne cura anche la regia, è un modernissimo trattato psicoanalitico sul tema dell’innamoramento, in cui non vi è malattia né esasperazione, ma un gioco sottile e ambiguo tra il falso (le confidenze) e il vero (il cuore: il cuore che ritorna…), in cui può accadere di cominciare ad innamorarsi senza accorgersene.
Rumori fuori scena è considerato il capolavoro comico per eccellenza, tre atti dal ritmo inarrestabile che mettono in scena un irresistibile osservatorio sul mondo del teatro e sulle sue infinite, sorprendenti, e rocambolesche dinamiche. Il progetto di Massimo Chiesa, produttore e regista, è quello di affidarsi ad un gruppo di giovani attori molto talentuosi, The Kitchen Company, capaci di dare a quel meccanismo collaudato vibrazioni diverse, convincendo sempre nuovo pubblico.
Ugo Dighero con Mariangeles Torres, Alberto Giusta e Laura Mazzi si misurano col bel testo di Yasmina Reza Tre variazioni della vita, regia Luigi Saravo. Quella che sembra una tranquilla serata mondana prende presto una piega inattesa. Vecchi rancori, tensioni sopite e verità taciute emergono con forza, trasformando la serata in un campo di battaglia emotivo. La stessa serata viene raccontata tre volte, in tre variazioni, ognuna dal punto di vista di un personaggio diverso.
Sulla stessa lunghezza d’onda Le nostre donne dell’autore contemporaneo franco-tunisino Eric Assous (Premio Molière come miglior autore francofono nel 2010), in cui si sono cimentati i mostri sacri del cinema e del teatro d’oltralpe Jean Reno e Daniel Auteuil. Una commedia raffinata e dissacrante, leggera e spietata, che gioca con il ribaltamento dei ruoli e con i colpi di scena. Una prova d’attore tutta al maschile per Luca Bizzarri, Enzo Paci, Antonio Zavatteri diretti da Alberto Giusta, in cui le donne del titolo non ci sono fisicamente, ma invadono comunque la scena: amate, odiate, rimpiante, assenze materializzate dai discorsi dei loro uomini in crisi.
Una rivolta in forma di spettacolo musicale in perfetta sintonia con le tematiche di casa al Carcano è invece La Rivolta della Gioia. Sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, racconta la storia di un gruppo di dodicenni e adolescenti che, in un mondo straziato dai conflitti, si ribella allo squallore e agli orrori delle guerre per scatenare una festa che prova a cambiare la storia. Dopo il successo de La merda, Cristian Ceresoli torna a firmare un testo che vede in scena Silvia Gallerano, cantante e attrice con Fabio Monti, la fisarmonica di Gianluca Casadei e un coro bianco.
Musical anche in finale di stagione per ricordare la storia di Andrea Spezzacatena, il quindicenne che si tolse la vita perché vittima di bullismo e cyberbullismo. Il ragazzo dai pantaloni rosa (produzione il Sistina), con gli stessi interpreti del film Samuele Carrino e Sara Ciocca, vuole contribuire al racconto dell’amara vicenda attraverso il linguaggio universale della musica, che coinvolge e unisce, nella speranza che arrivi forte, da più parti, il monito al rispetto dell’individualità degli altri. Perché che cosa c’è di più vasto dell’inclusione?
La danza
La danza contemporanea è uno degli orizzonti artistici del Teatro Carcano. Dal 2024 questa vocazione si è arricchita della collaborazione con l’Accademia Ucraina di Balletto, diretta da Caterina Calvino Prina, che ha preso sede ai piani superiori del teatro fondando la Scuola di Danza Teatro Carcano con docenti provenienti dai più importanti teatri europei e dell’ex Unione Sovietica. Da questa partnership nascono il progetto di dance family show La Fille mal Gardée, il balletto più antico in repertorio, commedia brillante tra umorismo e virtuosismo tecnico e, in prima nazionale, lo spettacolo con regia di Davide Iacobone, ispirato a Don Chisciotte, una danza che esplora l’identità frantumata dell’uomo contemporaneo tra rigidità e follia creativa.
Di più lunga data è invece l’amicizia con Kataklò Athletic Dance Theatre, che torna al Carcano con Seasons – Oltre le Stagioni, sotto la direzione artistica di Giulia Staccioli, uno spettacolo sulle note di Vivaldi reinterpretate da Max Richter, in cui atletismo, tecnica e poesia visiva si fondono in un’esplorazione dei cicli della vita e della connessione tra l’essere umano e la natura.
Gli spettacoli delle feste
Poco prima di Natale ospiteremo la magia de La notte del Gospel: sul palco Vincent Bohanan & The Victorious Army, direttamente da Atlanta. Vincitore degli Stellar Awards 2025 e tra le voci più influenti del gospel mondiale, Bohanan guida il suo coro in un’esperienza di pura spiritualità, dove potenza e passione si fondono in comunione con il pubblico.
Per il 31 dicembre, il Carcano rinnova il suo rito di Capodanno con il Late Night Show: Chi ride a Capodanno… di e con Gioele Dix, accompagnato alla chitarra da Savino Cesario. Attore, autore e affabulatore di lungo corso, Dix porta in scena un repertorio antologico dei suoi grandi monologhi intrecciato con materiali inediti, radiografando con la sua comicità feroce e intelligente le manie del nostro tempo. Al termine dello spettacolo, brindisi e dj set.
Al Carcano in Pè
Questa stagione si inaugura Al Carcano in Pè, rassegna dedicata alla stand-up e alla comicità dal vivo, il cui titolo si ispira alla citazione di Jannacci cara al nostro teatro. Un cartellone trasversale: Daniele Tinti, tra i comici più rappresentativi della stand-up italiana della generazione dei Millennials e co-host del popolarissimo podcast Tintoria con Stefano Rapone (monologanti sul palco) storico complice, che si distingue per una comicità volutamente monotona capace di esplodere nel momento più inaspettato. La comicità femminile vede insieme Francesca Reggiani, comica, cabarettista e imitatrice di lungo corso, e Chiara Becchimanzi, una delle voci più originali della scena comica italiana contemporanea; Paola Minaccioni, attrice e comica pluripremiata, Nastro d’Argento e Globo d’Oro, e la poliedrica Annagaia Marchioro. In programma anche Francesco Fanucchi, comico lucchese dallo stile caustico e dissacrante, e Tiziano La Bella, romano con una carriera tra Italia e Regno Unito e un dark humor senza censure. Chiude la rassegna Il Terzo Segreto di Satira, collettivo di autori e videomaker che dal 2011 produce satira sociale e politica, capace di muoversi con uguale maestria tra web, cinema e palcoscenico.
Piccoli sguardi
Per l’undicesimo anno consecutivo, forte del costante successo riscosso di stagione in stagione, torna al Teatro Carcano la compagnia bolognese Fantateatro con gli ormai abituali appuntamenti per le famiglie, I Fantaweekend, che andranno in scena in alcuni fine settimana tra l’autunno e la primavera: i classici per l’infanzia trasformati in spettacoli coloratissimi, vivaci e pieni di passione che attingono a piene mani a vari linguaggi artistici per avvicinare fin dalla tenera età al magico mondo del teatro. Si inizia ad ottobre con Pinocchio per celebrare il bicentenario della nascita del suo autore, Carlo Collodi, per poi dare il via alle festività natalizie con Gli elfi di Babbo Natale e al periodo carnevalesco con Il Carnevale degli animali. Passando per Robin Hood e La Regina Carciofona, la rassegna si chiuderà ad aprile con Il Gatto con gli stivali.
Media partner della rassegna è la rivista per famiglie Giovani Genitori.
Le scuole al Carcano
Rinomato da decenni per una programmazione ad hoc, Carcano Scuole, dedicata al pubblico di scuole di ogni ordine e grado, il nostro teatro conferma l’attenzione per le nuove generazioni e la loro formazione. Circa venti appuntamenti da ottobre a maggio tra adattamenti dei grandi classici per l’infanzia e dei capolavori della letteratura prodotti da Fantateatro e repliche in matinée di titoli inseriti nel programma per tutto il pubblico. Particolare attenzione andrà alle figure femminili, alcune delle quali consentiranno di celebrare ricorrenze importanti come la Giornata della Memoria e di trattare varie tematiche a noi care come la lotta per i diritti e per l’equità tra uomini e donne. Infine, si rinnoverà l’impegno all’educazione alla legalità e alla memoria delle vittime di mafia con uno spettacolo dedicato. Il cartellone completo di titoli e date sarà reso noto prossimamente sul nostro sito nell’apposita sezione SCUOLE. Indipendentemente dalla rassegna Carcano Scuole, per docenti e studenti è possibile godere di agevolazioni anche agli spettacoli in scena alla sera e nelle repliche per tutto il pubblico.
QUI L’ELENCO di TUTTI gli SPETTACOLI CON le SINOSSI, le DATE, i PREZZI e il TASTO D’ACQUISTO IMMEDIATO dei BIGLIETTI in VENDITA:
https://teatrocarcano.com/stagioni/2026-2027.htm
TEATRO CARCANO corso di Porta Romana, 63 Milano – MM3 Crocetta, MM4 Sforza Policlinico | info@teatrocarcano.com | www.teatrocarcano.com