“BREL” al Piccolo Teatro Strehler – Recensione

© Anne Van Aerschot

“Quand on n’a que l’amour / À s’offrir en partage / Au jour du grand voyage / Qu’est notre grand amour” canta Jacques Brel sul palcoscenico del Teatro Strehler immerso nella penombra e illuminato a malapena da un cerchio di luce lunare mentre, a tradurre con il corpo il testo di quella canzone e le altre che seguiranno nel corso dello spettacolo, è Anne Teresa De Keersmaeker. Le fa compagnia Solal Mariotte, dapprima in lontananza e poi, nel corso della danza, sempre più d’accosto fino a raggiungerla nella complicità di un passo a due. La scena è vuota, a occuparla c’è solo un microfono ad asta che peraltro verrà usato poco. E in effetti, più che uno strumento necessario alla performance, è un omaggio al cantautore la cui voce pervade tutto lo spettacolo.

Anne Teresa De Keersmaeker è una delle artiste più celebri della danza contemporanea, fondatrice di una propria compagnia di danza nel 1983, chiamata Rosas. Recentemente è stata premiata a Tokyo con il Praemium Imperiale 2025 noto come il “Nobel per le Arti”. Solal Mariotte è un danzatore proveniente dalla breakdance e dall’hip hop già facente parte della compagnia Rosas e poi fondatore di una propria (la Foreshadowing. Solal Mariotte). La De Keersmaeker lo ha voluto con sé per questo spettacolo che ha debuttato nel 2025 al Festival di Avignone. Questa rappresentata a Milano è la prima nazionale e fa parte del Festival Presente Indicativo | Crocevia 2026 del Piccolo Teatro.

Anne Teresa De Keersmaeker appare in un abito grigio dalla foggia maschile e si muove pianissimo con piccoli scatti quasi impercettibili che non sono esattamente sincronizzati con la canzone: sembra che si stia per svegliare da un sogno. Nel fondo, ad attraversare lo spazio da una quinta all’altra, si intravede una figura che sovrappone con alte tonalità la propria voce a pochi versi di quelli di Brel e si intuisce che si tratta di Solal Mariotte essendo co-protagonista della danza. Sono poi le note di “La valse a mille temps” a far crescere di movimento l’azione che si fa travolgente per meglio seguire i tempi più veloci della voce del cantante. Qui i corpi, senza mai toccarsi, ruotano su loro stessi in estranianti “a solo” che crescono sempre più vorticosamente secondo i tempi veloci del brano.

Da qui è tutto un susseguirsi delle canzoni più note del cantautore belga. Non ci sono dialoghi se non quelli coreografici propri di Anne Teresa che appaiono quasi severi rispetto agli altri più liberi e turbinosi di Solal. È un incontro di due generazioni che trovano comunità di intenti nella passione per la musica di Brel che per Anne Teresa è di vecchia data mentre per Solal rappresenta una scoperta fatta casualmente su internet. E, come racconta, ci sono alcune canzoni che lo hanno segnato. Come “Ne me quitte pas” per la quale, durante la danza, appare sul fondale l’immagine proiettata del volto di Brel mentre l’esegue dal vivo. Commozione ma anche ironia nel momento in cui nella frase “Laisse-moi devenir / L’ombre de ta main / L’ombre de ton chien” Anne Teresa fa il verso di un cane che si lamenta.

Perché dalla poetica delle canzoni di Brel viene tratto tutto e non solo la tematica riguardante l’amore come spiega De Keersmaeker nelle note di presentazione dello spettacolo «Abbiamo prestato grande attenzione anche al suo sguardo sul mondo – la giustizia sociale, l’amore, le relazioni, le donne, la vecchiaia, l’infanzia, la famiglia, l’amicizia, la complicità – e a ciò che detestava, come la violenza di cui spesso cantava. I suoi testi esplorano temi legati all’identità, al rapporto con il proprio paese, ma anche al legame genitori-figli e alla tradizione. Ci siamo impegnati a confrontarci con questi argomenti, mantenendo però una distanza necessaria a capire come le sue canzoni potessero, ancora oggi, sollevare domande significative». Ed è qui che trovano posto canzoni come “Les Bourgeis”, “Les vieux”, “Plat Pays”, “Les crisantemes”, “Le port d’Amsterdam”.

Un balletto tutto costruito sulla musica del grande cantautore belga scelto da un’icona della danza contemporanea quale è Anne Teresa De Keersmaeker che ha costruito una coreografia esaltante per la complicità che si crea tra i danzatori provenienti da due esperienze diverse. Particolarmente avvincente è il numero di ballo di Solal Mariotte sulla canzone “Mariecke”, così come è commovente “La chanson des vieux amants”,

La coppia è stata molto apprezzata e parecchio applaudita dal pubblico presente alla prima. Ultima replica domani sera alle 20,30. In calce all’articolo i crediti, il trailer e le INFO per acquisto biglietti.

Visto il giorno 28 maggio 2026

(Carlo Tomeo)

PICCOLO TEATRO STREHLER

BREL
PRIMA ITALIANA
concezione, coreografia e danza Anne Teresa De Keersmaeker, Solal Mariotte
canzoni Jacques Brel
luci Minna Tiikkainen
scene Michel François
costumi Aouatif Boulaich
drammaturgia Wannes Gyselinck
responsabili e assistenti alle prove Nina Godderis, Johanne Saunier
ricerche sulla danza Pierre Bastin
ricerche sulla musica France Brel – Fondation Jacques Brel, Filip Jordens
suono Alex Fostier
produzione Rosas
coproduzione Concertgebouw Brugge | Festival d’Avignon | Grec Festival de Barcelona | ImPulsTanz | La Comédie de Clermont-Ferrand | La Comète, scène nationale de Châlons-en- Champagne | La Monnaie / De Munt | L’Intime Festival | Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa | Théâtre de la Ville de Paris
con il supporto di Dance Reflections by Van Cleef & Arpels
spettacolo realizzato grazie al sostegno del Tax Shelter del governo federale del Belgio via Casa Kafka Pictures
Rosas è sostenuta dalla Comunità Fiamminga e dalla Commissione della Comunità Fiamminga (VGC)

Canzoni in lingua francese. Spettacolo con sovratitoli in italiano e inglese.

Durata: 1 ora e 20 minuti senza intervallo

Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro

Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org

Categorie RECENSIONI

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