
© Umberto Lopez
Il ricordato, il sognato, l’immaginato. O forse il contrario, o forse altro ancora…
È stato definito come un testo dalla “natura anfibia” quello rappresentato in questi giorni al Piccolo Teatro Grassi e che vede protagonisti Lino Guanciale e Gianmarco Saurino. Lo ha scritto Christian Di Furia, vincitore della menzione speciale Franco Quadri al Premio Riccione 2021, e ha per argomento un viaggio nella mente umana a percorrere tutto ciò che questa possa contenere. Un fluire di ricordi, di sensazioni legate a un passato che riemerge a tratti e in maniera disordinata, una serie di flash che si accendono nel buio per spegnersi subito, quasi a non voler aprire del tutto la coscienza di episodi dimenticati che potrebbero far male. Il tutto avviene in un monologo recitato a due voci che si palleggiano il ruolo del protagonista visto da adulto e da bambino con la chiamata in causa, per raccogliere un sì di consenso, degli spettatori ben disposti a collaborare.
Che si tratti di un’analisi del passato e del presente lo dicono già le parole di Lucio Dalla in una sua canzone d’epoca e i cui versi aprono lo spettacolo: “Il passato è un fuoco che brucia i pensieri / Il passato è un ragazzo che diventa uomo” mentre “Il presente ha tutti questi anni da ricordare / Il presente ha tutti questi anni da ricordare”, mentre a sottolineare i vari episodi sono i versi di brani dei Nirvana, dei Radiohead, delle KD/A, dei MotorHead, di Nick Cave…
La forte oscurità facilita ai due l’ingresso nel mondo che fu, in quello attuale e anche in uno immaginario che tra loro si confondono in uno sdoppiamento tra l’essere bambino e contemporaneamente adulto, mentre nel frattempo prendono corpo altri personaggi come il capitano Achab che, nonostante la chiamata di sua madre che gli chiede di tornare a casa almeno per Capodanno, rifiuta di abbandonare il Pequod se prima non avrà ucciso Moby Dick. O Pinocchio che chiama la fatina dai capelli turchini, che in realtà è bionda, dalla quale desidera avere tutt’altra cosa che una semplice amicizia. O, infine, immaginari personaggi del ‘700 raggiunti indossando giacche coeve dell’epoca.
A solcare i mari c’è anche un’altra nave ed è così somigliante al Titanic da suggerire ai due di interpretare la scena dell’omonimo film dove Di Caprio abbraccia Kate Winslet. In alto intanto vola l’albatros ma attenzione a non ucciderlo perché porterebbe male! A ricordi lieti si accompagna anche quello del rimorso del sedicenne che vive in carcere per aver ucciso un bambino di quattro anni e ora domanda alla propria madre di chiedere scusa in sua vece a quella del bambino ucciso.
Accanto a un passato evocato c’è anche il tema della morte a essere affrontato però con una sorta di leggerezza e in modo surreale per esempio sul cosa fare per morire con classe. E a tal proposito sorgono slogan come “Compra il nostro gel e morirai con stile”.
Tutto questo viene vissuto all’interno di una stanza che è parte della casa d’infanzia del protagonista che lui stesso aveva acquistato senza però mai abitarla. Sul fondale della scena sono proiettati in modo rapido disegni di colore bianco come i tratti di un gessetto su una lavagna di oggetti inerenti alla narrazione, tra cui l’immagine di una balena, di un albatros, le onde del mare e, molto simbolicamente, una camera da letto che riprende in modo stilizzato quella del celebre quadro di Van Gogh, oltre a un labirinto, metafora di un luogo mentale di non facile accesso.
La scenografia di Iole Cilento, che lei stessa ha videoanimato sul fondale insieme a Cristina Zanoboni, è elemento di grande fascino insieme all’eccellente recitazione degli straordinari Lino Guanciale e Gianmarco Saurino che, in una recitazione complice e vivace, hanno reso una storia in cui azione e testo convivono in una poetica armonia.
Lunghi e copiosi sono stati gli applausi del pubblico nella serata della prima alla quale ho assistito. Repliche fino a domenica 31 maggiuo. In calce all’articolo i crediti e le INFO per acquisto biglietti.
Visto il giorno 25 maggio 2026
(Carlo Tomeo)
Piccolo Teatro Grassi, dal 25 al 30 maggio
Flusso
di Christian di Furia
regia Lino Guanciale
con Lino Guanciale, Gianmarco Saurino
videoanimazione Iole Cilento, Cristina Zanoboni
scenografia Iole Cilento
foto e video Peperonitto film, Zerottantaproduzioni, Umberto Lopez
coproduzione Teatri di Bari, Wrong Child Production, Riccione Teatro
testo vincitore della menzione speciale “Franco Quadri” al 56° Premio Riccione per il Teatro 2021
Spettacolo in lingua italiana, con sovratitoli in italiano e in inglese a cura di Prescott Studio
Durata: 1 ora senza intervallo