
© Vittorio Borsari
A CASA LA SAPEVO
Manuale di sopravvivenza alla scuola italiana
prima milanese
dal 28 al 31 maggio
ideazione e regia Vittorio Borsari
dramaturg Giulia Lombezzi
scritto da Vittorio Borsari, Tomas Leardini, Giulia Lombezzi, Marcello Mocchi, Camilla Zanini
con Tomas Leardini e Marcelllo Mocchi
Leonardo Bassi, un giovane supplente di italiano. Un’armata di genitori, colleghi e ragazzi pronti a intaccare ogni sua certezza. Una stampante che diventa comunista. Due bidelli che la devono riparare. Una classe, invisibile ma presentissima, che prova a respirare tra tutte le parole degli adulti, una classe di terza generazione che da questi adulti viene osservata, giudicata, amata e temuta.
Sono i protagonisti di A casa la sapevo – Manuale di sopravvivenza alla scuola italiana, una produzione Chronos 3 in prima milanese al Teatro Filodrammatici dal 28 al 31 maggio per la regia di Vittorio Borsari, coautore della drammaturgia insieme a Tomas Leardini, Giulia Lombezzi (Dramaturg), Marcello Mocchi e Camilla Zanini
In un susseguirsi esilarante di episodi surreali, momenti di sconfitta e barlumi di speranza, A casa la sapevo prova, col sorriso e senza facili moralismi, a parlare di educazione. Di quelli che non sono preparati abbastanza e di quelli che non sono più capaci di improvvisare. Da una parte la scuola, dall’altra la famiglia: universi in collisione all’ora di ricevimento.
NOTE DI REGIA
di Vittorio Borsari
A casa la sapevo nasce da una domanda semplice: cosa succede oggi dentro una scuola italiana, quando professori e genitori smettono davvero di capirsi?
In questo spettacolo non vogliamo raccontare la scuola come luogo astratto o ideologico, ma attraversarla come spazio umano, fragile, esilarante e contraddittorio. Un luogo in cui convivono paura del fallimento, desiderio di essere ascoltati, burocrazia soffocante, ansia educativa, solitudine, rabbia e bisogno disperato di relazione.
La scuola che raccontiamo è anche la fotografia di un Paese profondamente cambiato: classi attraversate da lingue, culture, identità e storie differenti che oggi rappresentano non un’eccezione, ma la normalità del presente. In A casa la sapevo la multiculturalità non è uno sfondo sociologico, ma una presenza viva, concreta, quotidiana, che mette continuamente gli adulti davanti ai propri limiti, alle proprie paure e ai propri automatismi linguistici e culturali. La scuola contemporanea diventa così uno dei pochi luoghi in cui il confronto con la complessità del mondo accade davvero, ogni giorno, dentro la stessa aula.
Il professor Bassi, supplente precario e disarmato, diventa la calamita intorno a cui oscillano altri personaggi che gravano intorno alla scuola fotografati tra comicità e dolore: genitori incapaci di parlare coi figli, insegnanti schiacciati dal sistema, studenti invisibili, bidelli trasformati negli ultimi custodi di una macchina ormai inceppata. Persino la fotocopiatrice, che apre lo spettacolo, finisce per assumere il ruolo di coscienza politica e poetica di questo mondo.
Il lavoro sul testo è frutto di una scrittura collettiva coordinata magistralmente da Giulia Lombezzi grazie anche ai tanti insegnanti che hanno aiutato rispondendo a questionari e interviste, contribuendo con il loro punto di vista a questa istantanea imperfetta ed esilarante della scuola italiana.
La regia lavora su un equilibrio instabile, oscillando tra il ritmo della commedia e lo svelamento emotivo dei personaggi. Le scene si muovono con un ritmo rapido, fatto di collisioni, cambi improvvisi di tono, cortocircuiti linguistici e momenti di sospensione più intima.
La risata non serve mai a semplificare: serve ad abbassare le difese dello spettatore, per poi colpirlo in profondità. Abbiamo cercato una scena essenziale, viva e autentica, continuamente trasformabile, dove gli attori possano passare con fluidità da personaggi grotteschi a confessioni dolorosamente autentiche. Il lavoro sul corpo e sulla parola è centrale: i dialoghi spesso accelerano fino al paradosso, quasi a restituire il sovraccarico continuo a cui siamo sottoposti oggi nelle scuole, nelle famiglie, nelle relazioni.
A casa la sapevo non vuole offrire soluzioni pedagogiche né formulare giudizi morali. Vuole piuttosto permettere allo spettatore di riconoscersi nella narrazione attraverso linguaggi, dinamiche e situazioni che appartengono profondamente al presente e alla vita quotidiana. Vuole piuttosto aprire domande. Quanto ascoltiamo davvero i ragazzi? Quanto gli adulti riescono ancora a mostrarsi vulnerabili? Quanto il linguaggio che usiamo costruisce o distrugge relazioni?
PROFILI
Vittorio Borsari, direttore artistico, regista
Nato nel 1985, laureato in Filosofia alla Statale di Milano e diplomato alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano come regista. La formazione si è articolata seguendo le lezioni di Lella Costa, Giampiero Solari, Carmelo Rifici, Paolo Rossi, Antonio Albanese, Tatiana Olear, Sancis Sinisterra, Kuniaki Ida.
Nel 2013 con Manuel Renga e Valentina Malcotti fonda la Compagnia Teatrale Chronos 3 e dallo stesso anno la scuola di teatro A.C.T. nella provincia di Brescia.
Lavora con continuità in circa dieci scuole del territorio bresciano e mantovano. Ha collaborato dal 2016 al 2019 come insegnante nei progetti di Direzione alla Scuola Civica Paolo Grassi, ed è stato docente di ‘Analisi del testo e Regia’. Ha seguito come tutor della scuola Paolo Grassi il Progetto Europeo Metropolis e il progetto “Bando SIAE – SILLUMINA – Periferie Urbane”.
Nel ruolo di assistente alla regia ha seguito i lavori di Giampiero Solari e Carmelo Rifici lavorando con le produzioni pubbliche e private più importanti in Italia: Teatro stabile di Trieste, Teatro stabile di Bolzano, Teatro Piccolo di Milano, Teatro Franco Parenti di Milano, Lac di Lugano, Teatro Grande di Brescia, Sky, Bags Enterteinment, Vodafone, RAI.
Lavora nell’ambito della drammaturgia contemporanea con diverse realtà nazionali. È regista degli spettacoli di Chronos 3 e dal 2014 insieme a Manuel Renga è ideatore, condirettore artistico e organizzativo della stagione teatrale diffusa nel territorio del lago di Garda Circuito Contemporaneo.
Giulia Lombezzi, dramaturg
Giulia Lombezzi, nata a Milano nel 1987, è drammaturga, sceneggiatrice e scrittrice.
Si diploma a Belleville con borsa di studio nel 2018. Finalista al premio Calvino 2020 col primo romanzo, La sostanza instabile (Perrone 2021), e premio Kihlgren Opera Prima nel 2022. Nel 2025 esce L’estate che ho ucciso mio nonno (Bollati Boringhieri), premio Fiesole 2025 e terzina al premio Katundo 2025. Collabora con, tra gli altri, il Piccolo Teatro Grassi, il LAC di Lugano e l’Iranshahr Playhouse di Teheran. È tra gli autori di Storytel per Mi dica tutto. Collabora con la Scuola Belleville, la NABA e la Scuola Holden.
Tomas Leardini, attore
Nato nel 1990 si diploma alla civica Scuola Paolo Grassi di Milano. Dopo gli studi in accademia lavora come attore in diverse produzioni teatrali, recita in alcuni film e fondato insieme ad altri due ex studenti e compagni di corso il trio comico Trejolie, vincitore dell’edizione 2017 del talent show targato SKY Italia’s Got Talent.
È sempre alla ricerca di opportunità di crescita e nuove sfide da affrontare.
Marcelllo Mocchi, attore
Nasce a Milano nel 1985. Laureato a pieni voti in Lettere Moderne all’Università di Pavia, si diploma nel 2013 alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi dove viene diretto nello spettacolo Storia di Qu di Dario Fo e Franca Rame in scena al Piccolo Teatro.
Dal 2016 al 2023 è membro del trio comico Trejolie con cui vince l’ottava edizione del talent show Italia’s Got Talent. È attore in numerosi eventi, programmi televisivi e web tra i quali Il Milanese Imbruttito, Gialappa’s Show, Boris 4, Saturday Night Live, Che Tempo Che Fa, Salone Internazionale del Libro di Torino, Tedx Città di San Marino.
Lavora in numerosi teatri italiani ed esteri tra cui: Teatro Elfo Puccini, Teatro Franco Parenti, La Contrada Teatro Stabile di Trieste, Dramma Italiano di Fiume, Ass. Centro Teatrale MaMiMò, Teatro Fraschini di Pavia, Napoli Teatro Festival, MTM Teatro Litta, Teatro San Babila, Compagnia Chronos3.
Collabora in numerosi video del collettivo Il Terzo Segreto di Satira.
Chronos 3, produzione
Chronos3 nasce nel gennaio 2013 presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano dall’incontro di tre registi: Manuel Renga, Vittorio Borsari e Valentina Malcotti. Oggi il direttivo della compagnia è composto dal Vittorio Borsari, Manuel Renga e Nina Arioli, conduttrice di percorsi di formazione teatrali e di teatro sociale e pedagogico.
Nei primi tre anni di vita la compagnia è stata una fucina creativa che ha dato origine a diversi progetti diventati poi veri e propri spettacoli, messi in scena con un gruppo stabile di attori diplomati alla Paolo Grassi. I tre registi hanno creato progetti collettivi o singoli presentati nei teatri più importanti di Lombardia e Piemonte, tra cui Piccolo Teatro, Teatro Franco Parenti, ATIR, Teatro Libero, Teatro della Cooperativa, Festival di Asti, Festival Fringe di Torino, IT Festival Milano. Tutti i progetti targati Chronos3 si collocano nell’ambito della drammaturgia contemporanea mettendo in scena le opere di giovani autori impegnati ad indagare la complessa realtà dell’oggi.
Dal 2014 la compagnia è socia del Teatro Libero a Milano e dal 2016 Manuel Renga diventa condirettore artistico del teatro. Dal 2015 la compagnia fa parte di C.L.A.P.Spettacolodalvivo (Circuito Lombardia Arti Pluridisciplinari), dando valore ad un lavoro che si sta consolidando sul territorio della regione. Nel 2016 viene selezionata per la prima volta per il bando NEXT di Regione Lombardia, circuitando così in alcuni importanti teatri (Teatro Verdi Padova, Teatro India Roma, Piccolo Teatro di Milano), e nello stesso anno vince il finanziamento triennale del bando FUNDER35 di Fondazione Cariplo col progetto Circuito Contemporaneo / Switch on!
Dal 2017 inizia una collaborazione con la Compagnia Centopercento Teatro nella direzione artistica della stagione Circuito Contemporaneo Brescia (prosa e musica) e Piccoli Passi sul palco (teatro ragazzi) al teatro Chiostro San Giovanni di Brescia, che vede come partner e sostenitore la Fondazione ASM di A2A.
Come Centro di Formazione Teatrale Permanente, Chronos3 organizza nelle province di Brescia e Mantova corsi di teatro per amatori e professionisti, e propone laboratori d’arte e workshop intensivi rivolti a bambini, ragazzi e adulti. Nel 2022 vince il finanziamento triennale del bando FUNDER35 di Fondazione Cariplo, con il progetto annuale ‘Luoghi parlanti’, che prosegue nel 2024 e 2024 con ‘In My Place’, che accresce il progetto di visite teatralizzate nei luoghi della cultura, uno sguardo a forme d’arte più inclusive.
Teatro Filodrammatici di Milano
Piazza Paolo Ferrari, 6 (angolo via Filodrammatici)
Stagione 2025/2026
S.C.L.E.R.O. – Se Cala L’Empatia, Ritrovarsi Ossigena
Direzione artistica
Tomaso Amadio e Bruno Fornasari
Orario spettacoli
Mar. – sab. 20.30, mer. e dom. 19.30
Tariffe
Intero €25, under30/over65 €15, università €11,50, convenzioni €14
Biglietteria
Tel. +39 02 36727550
biglietteria@teatrofilodrammatici.eu
Social
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IG @teatrofilodrammaticimilano
(L’articolo è una condivisione del comunicato stampa del Teatro Filodrammatici di Milano)