“Come nei giorni migliori” al Teatro Franco Parenti – Recensione

Nasce nel 2023 questo spettacolo che narra di una storia d’amore vissuta da due giovani di oggi vista nelle sue varie fasi che partono dalla nascita fino alla conclusione e che tenne banco al Teatro Gobetti di Torino per poi essere ripreso nel 2025 alle Fonderie Limone e rappresentato quindi al Teatro India di Roma e al Teatro Franco Parenti di Milano. Nell’attuale stagione, grazie al lusinghiero successo ottenuto nelle due stagioni precedenti, è stato nuovamente proposto in entrambi i teatri e ora è in scena al Teatro Franco Parenti con repliche fino al 3 maggio.

A scriverne il testo è il ventiseienne Diego Pleuteri, direttore artistico junior del Teatro Stabile di Torino, e già allievo di Leonardo Lidi che cura la regia.

Gli interpreti sono Alessandro Bandini e Alfonso De Vreese che, agendo in uno spazio completamente sgombro da arredi utile a rappresentare diversi ambienti e dovuto a Nicolas Bovey disegnatore anche delle luci, vivono e in parte evocano la storia sentimentale dei due personaggi fatta di passione, di complicità ma anche di dissapori propria di una generazione alle prese con i primi impulsi amorosi che chiedono di essere assecondati ma che nello stesso tempo recano problematiche dovute alle differenti condizioni caratteriali.

Conosciutisi in modo tempestoso nello studio del medesimo psicanalista, i due iniziano a frequentarsi ribattezzandosi scherzosamente con i nomi di Billy Elliot e Jessica Fletcher, personaggi di famosi film che rappresentano in qualche modo le loro personalità: il primo, infatti, ama moltissimo frequentare le discoteche, ha in mente di diventare un fotomodello ed è in attesa di partire per Parigi per frequentare uno stage di un anno da Prada. Il secondo lavora come uomo delle pulizie in un museo è amante del cinema e delle serie televisive. Se il primo ha un carattere esplosivo e si sente uno spirito libero, il secondo è un tipo tranquillo e sogna con l’altro un rapporto di convivenza.

La storia si sviluppa nei tanti capitoli che sono un po’ la tipologia di vicende analoghe: i primi entusiasmi, i primi screzi, l’esigenza da parte di uno di creare occasioni di litigio perché questi aiutano nella conoscenza che si scontra contro il rifiuto dell’altro che desidera solo armonia, il sospetto del tradimento, la conoscenza delle reciproche famiglie dove una è formata da componenti che vivono in concordia mentre l’altra è funestata dall’Alzheimer che colpisce la madre, e poi tanti altri episodi di ordinaria vita quotidiana in alcuni casi fonti di malesseri non avvertiti o malamente soppesati.

Il personaggio di Elliot/Bandini, con il suo fare impositivo da dominatore è in alcuni momenti da “prendere a schiaffi” ma poi, nel momento in cui si esamina più a fondo il suo animo (non a caso lui esce in lacrime dalle sedute dello psicanalista), si scopre di come sia persona fragile e insicura al punto da assumere una maschera comportamentale dalla funzione difensiva. E allora acquista la solidarietà del pubblico. Più lineare il comportamento di Jessica/De Vreese che si pone come figura che sa accettare per amore le svariate prese di posizione dell’amico anche se non sempre comprese e solo nel finale sarà in grado di dimostrare di saper prendere una decisione definitiva anche se poi tale non sarà.

L’allestimento di Leonardo Lidi è di forte realismo e non ci sono censure né nella lingua, che è quella comune della generazione rappresentata, né nella performance fisica dove i due attori, nell’ars amandi e tanto per citare un bravo critico amico, “ci danno dentro con passione”. In effetti Alessandro BandiniAlfonso De Vreese si dimostrano veri fuoriclasse nel sapersi calare alla perfezione nella psicologia dei loro personaggi e non solo nel linguaggio verbale, ricco di ampie sfumature che vanno dall’urlato al sommesso, dall’incalzante al mesto, ma anche nell’eccellente e non comune gestione dei corpi che si manifesta nella simulata partita a padel e nelle continue, veloci corse dal parterre ai punti più alti della sala raggiunti attraverso gradinate non sempre agevoli.

Ironia e malinconia, contenute in frasi taglienti e dolenti, si alternano a comicità e nostalgia, dove Elliot canticchia un motivetto di Annalisa e Jessica ricorda momenti felici, sono il vestito ideale per un bel testo che sa raccontare una realtà capace di suscitare allegria unita a commozione.

Lo spettacolo, applaudito a lungo e con ovazioni da un pubblico numeroso, sarà in scena fino al 3 maggio. Vista l’affluenza, è consigliabile prenotare.

Visto il giorno 25 aprile 2026
(Carlo Tomeo)

COME NEI GIORNI MIGLIORI
di Diego Pleuteri
regia Leonardo Lidi
con Alessandro BandiniAlfonso De Vreese
scene e luci Nicolas Bovey
costumi Aurora Damanti
suono Claudio Tortorici
assistente regia Alba Maria Porto

produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

In scena al Teatro Franco Parenti fino al 3 maggio 2026

Categorie RECENSIONI

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