“Se non posso ballare…non è la mia rivoluzione” al Teatro Carcano – Recensione

LELLA COSTA

SE NON POSSO BALLARE…NON É LA MIA RIVOLUZIONE
Ispirato a IL CATALOGO DELLE DONNE VALOROSE di Serena Dandini

RECENSIONE:

Uno spettacolo in cui Lella Costa in stato di grazia omaggia le donne che sono entrate nella storia per meriti svariati e che tuttavia non sempre vengono ricordate come sarebbe giusto. Ispirato al libro di Serena Dandini, dove la scrittrice narra la biografia di 34 donne, lo spettacolo creato dalla stessa Lella Costa e da Serena Sinigaglia, che lo ha anche diretto, aumenta l’elenco delle donne che si sono distinte in svariati campi, fino a portarle a un centinaio, tutte meritevoli di essere citate, magari per un minuto solo o anche solo nominate. Diverse sono quelle famose, altre lo sono di meno e questo a torto perché con il loro operato, con le loro invenzioni, hanno contribuito all’evoluzione dell’umanità.

Lella Costa si muove su una scena vuota, sulla quale è posto solo un muretto sfregiato dal quale fuoriescono fogli di erba verde, quasi una metafora della vita portata dalla donna in un mondo costituito da un monolite che sembra non voler accettare quella sorte di “invasione”. Eppure quell’invasione è vitalità che, pur stentando a farsi strada, non per questo, o forse proprio per questo, vuole imporsi perché portatrice di novità per il miglioramento della società. In tutti i campi: sia quello scientifico, sia quello artistico, sia quello che riguarda i diritti civili.

Mentre Lella Costa nomina queste donne che sono oggetto dello spettacolo, vengono proiettati sul muretto i loro nomi, un modo ulteriore per “fissarli” meglio nella memoria. E intanto l’attrice li richiama e li presenta al pubblico, spiegando le qualità delle donne che sono state portatrici di quei nomi..

Scrittrici, poetesse e giornaliste come Emma Lazarus che scrisse un sonetto che fu inciso sul piedistallo della Statua della Libertà a New York, o Agatha Christie, Virginia Wolf, Emily Dickinson, Marguerite Yourcenar, Amelia Rosselli, Gertrude Steiner, Isabelle Bird, scrittrice e viaggiatrice (e questa citazione permette alla Costa di fare un commento dai toni cinici e divertenti “La morte del marito è un gran dolore cui nessuna donna rinuncerebbe”), Nelly Bly, giornalista, che fece il giro del mondo in 72 giorni battendo quello immaginario di 80 giorni del famoso romanzo francese di Verne.

Vengono elencate attrici e cantanti famose: Eleonora Duse, per la quale Lella Costa usa una breve frase impostando opportunamente la voce, Marlene Dietrich che a chi le chiese cosa pensasse del nazismo, rispose: “Un’altra domanda idiota da un altro americano idiota: Lei mi chiede perché. Per decenza!”, Mae West che aveva il reddito più alto d’America perché scriveva di quello che sapeva fare meglio: il sesso, Audrey Hepburn, Anna Magnani e altre ancora.

Non mancano le numerose cantanti: Edith Piaf, che nonostante i dolori passati, aveva ancora la forza di comporre canzoni come “Je ne regrette rien”, Judy Garland, Josephine Baker, Miriam Makeba che, a causa della canzone “Pata pata” che significa “tocca tocca”, parole vietate nel suo paese, fu costretta all’esilio. Altra grande cantante, famosa perché con le sue canzoni, si batteva per i diritti civili, era Mercedes Sosa, argentina, che fu esiliata dal suo paese dopo l’instaurazione della dittatura militare. Viene ricordata Chavela Vargas (della quale si ascolta il suo cavallo di battaglia “La llorona”) che usava vestirsi da uomo, fumava il sigaro e fu amica di Frida Kahlo. Divertente il confronto fatto fra Renata Tebaldi e Maria Callas: alla prima veniva chiesto quale era la cantante lirica più grande e costei rispondeva “Io, perché sono alta 1,70”. Nel frattempo vengono diffuse le prime note di “Casta Diva” cantata prima dall’una e poi dall’altra cantante. Naturalmente la Costa non prende posizione, si limita solo a lanciare un sorrisetto furbo.

Non mancano le citazioni delle coreografe che portarono novità nell’arte della danza, come Martha Graham e Pina Bausch. E neppure, sempre restando nel campo artistico, questa volta figurativo, Peggy Guggenheim che amava dichiarare” Un’opera d’arte al giorno, toglie il medico di torno” e Artemisia Gentileschi che fu stuprata: “dello stupratore oggi non si conosce neanche il nome” precisa Lella Costa, “mentre un quadro di Artemisia oggi vale circa un milione di euro”.

E poi informazioni sulle donne che si occuparono di scienza come le vincitrici dei premi Nobel e infine quelle che si sono battute per i diritti civili: Rosa Parks, che nel 1955 si rifiutò di cedere il posto in autobus a un uomo bianco salito dopo di lei e che, secondo le leggi razziali fu imprigionato, dando inizio al boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, Eleanor Roosevelt, Anna Kuliscioff, Emma Goldmann, che si batté negli Stati Uniti per il controllo delle nascite e l’aborto, fino ad arrivare a Teresa Sarti che con il coniuge Gino Strada fondò Amnesty International.

Lella Costa, mentre cita, racconta, si esprime anche in spagnolo quando si riferisce a una donna di quella lingua, percorre con agilità tutto il palcoscenico dalla destra alla sinistra, saltella al suono delle varie musiche che accompagnano i vari momenti dello spettacolo e che sono state scelte con cura da Sandra Zoccolan. Si rivolge anche al pubblico quando si verifica un fuori programma proveniente dalla platea (uno spettatore fotografa con il flash che appare in tutta la sala, nonostante sia vietato fotografare durante lo spettacolo). L’attrice si interrompe e racconta di come in uno spettacolo dove erano presenti circa settecento spettatori giovani nessuno aveva osato accendere il cellulare, mentre adesso uno spettatore, di età più matura, si era dimostrato un giurassico della SIP! Anche questo è teatro nel teatro, oltretutto non previsto. La sua capacità, ormai rodata da anni di lavoro sempre dal valore artistico crescente, le dà modo di essere in grado di affrontare con sagacia anche piccoli incidenti di percorso che si possono verificare, usando termini e battute improvvisate che sanno suscitare il riso.

Lo spettacolo è molto piacevole, costruito con intelligenza e originalità, ma che è anche motivo in più punti di riflessione, oltre che concedere spazio al divertimento grazie alle battute paradossali che sono tipiche nel teatro di Lella Costa. Sala sold out e moltissimi gli applausi. Lo spettacolo sarà ancora in scena questa sera e domani.

Visto il 12 Aprile 2022

(Carlo Tomeo: diritti riservati)

SE NON POSSO BALLARE…NON É LA MIA RIVOLUZIONE
Ispirato a IL CATALOGO DELLE DONNE VALOROSE di Serena Dandini

Con Lella Costa
Progetto drammaturgico di Serena Sinigaglia
Scrittura scenica di Lella Costa e Gabriele Scotti
Scene di Maria Spazzi
Regia di Serena Sinigaglia
Ambientazione sonora di Sandra Zoccolan
Disegno luci di Roberta Faiolo
Costumi di Antonio Marras
Un progetto a cura di MISMAONDA prodotto da CENTRO TEATRALE BRESCIANO e TEATRO CARCANO Partner THE CIRCLE ITALIA

INFO: in scena fino al giorno 14 Aprile

ORARIO: ore 20.30

PREZZI: poltronissima € 38,00 |poltrona/balconata € 30,00

PRENOTAZIONI TELEFONICHE: 02 55181362 

VENDITE ONLINE: biglietti.teatrocarcano.com | vivaticket.it

TEATRO CARCANO corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano

info@teatrocarcano.com | www.teatrocarcano.com

UFFICIO STAMPA TEATRO CARCANO Cristiana Ferrari ufficiostampa@teatrocarcano.com

Categorie RECENSIONI

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