Queen Lear – recensione

Uno spettacolo Nina’s Drag Queens
testo Claire Dowie da William Shakespeare
musiche originali Enrico Melozzi – Ideazioni Francesco Micheli – traduzione Michele Panella e Lorenzo Piccolo
interpreti e regia Alessio Calciolari, Gianluca Di LauroSax Nicosia, Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò – scene Erica Natati – costumi Rosa Mariotti – luci Andrea Violato – fonico di palco Alessandro Baldo – parrucche Marco’s Wigs – sassistente alla regia Camilla Brison – incisioni musicali Orchestra Notturna Clandestina, direzione Enrico Melozzi  – produzione musicale e edizioni Casa Musicale Sonzogno  – Distribuzione International Music e Art – con il sostegno Fondazione Cariplo nell’ambito del progetto fUnder 35, Manifatture K , Kone Foundation (FI) , Kilowat Festival, Sorellanza

Produzione Aparte Soc. CoopCentro d’arte Contemporanea Teatro CarcanoTeatro Metastasio di Prato 

Felice debutto in prima nazionale al Teatro Carcano di “Queen Lear”, interpretato e diretto dal Gruppo Nina’s Drag Queens: prendendo spunto dall’autrice inglese Claire Dowie, la storia del Re Lear viene trasformata in una commedia musicale “en travestì” ambientata ai nostri giorni. Il vecchio Lear diventa nella commedia l’anziana Lea Rossi (interpretata da Sax Nicosia), proprietaria di in negozio di giocatoli che, nel decidere di lasciare l’attività, interroga, come avviene nel dramma di Shakespeare, le sue tre figlie per apprendere quanto sia amata dalle tre. Mentre le le prime due, Gonerilla e Reagana (interpretate rispettivamente da Lorenzo Piccolo e Ulisse Romanò) non lesinano, mentendo, parole altisonanti per dichiarare il loro amore verso la madre, la terza figlia, Cordelia, (interpretata da Alessio Calciolari) dichiara il suo amore sincero con parole normali che appaiono non così allettanti alle orecchie di Lea che la disereda, decidendo di distribuire il suo patrimonio alle prime due figlie che si impegnano a ospitarla, un mese ciascuna, nelle proprie abitazioni.

Come evolve la storia è risaputo, sia pure aggiornata ai tempi nostri, e questo avviene in un genere proprio della commedia musicale, sulle musiche scritte da Enrico Melozzi e recitato (anche ballando e cantando) dalle Nina’s Drag Queens con un ritmo travolgente dove le due sorelle cattive cercano di portare acqua al proprio mulino, mentre Lea finisce in un ospizio. Il finale è consolatorio per l’anziana Lea che ha modo di rivedere la figlia che aveva diseredato.

La qualità dello spettacolo è accattivante sotto diversi punti di vista: prima di tutto il fatto che, essendo uno spettacolo recitato da uomini permette a uno di essi (Alessio Calciolari) di recitare la doppia parte femminile e maschile: oltre alla parte di Cordelia interpreta anche la parte di Edmund, assistente della casa di riposo, molto vicino all’anziana Lea che fa pensare a una specie di protettore voluto da Cordelia, la quale, pur essendo stata allontanata ha sempre a cuore lo stato fisico e mentale della madre.

Non vengono tralasciati i generi teatrali più disparati: alcune scene vengono rese in un genere a volte iperrealistico, altre volgenti al grottesco. La commedia è in due atti e tra una scena e l’altra non mancano le citazioni in inglese riprese dal testo di Shakespeare.

Il Gruppo delle Drag Queen di Nina non si risparmia e dimostra ottime qualità non solo interpretative ma anche registiche.

Il fatto che sia una commedia musicale con una drammaturgia che tende al comico, non disconosce del tutto il dramma del Re Lear che, trasferito ai nostri tempi, mette anche in risalto piaghe che affliggono l’umanità moderna, attenta alla ricerca del benessere assoluto, all’abbandono di quelli che dovrebbero essere gli affetti più cari,all’egoismo e al tema dell’invecchiamento e della morte . Perciò, tra una battuta divertente, c’è spazio anche per la commozione.

Unico punto a sfavore è costituito dalla presenza delle canzoni che, sia pur necessarie, trattandosi di una commedia musicale, non sempre sono all’altezza della vicenda perché appaiono troppo tradizionali. Forse si sarebbe dovuto osare di più, proprio a livello musicale.

Il pubblico ha comunque gradito molto lo spettacolo e i protagonisti si sono mostrati, dopo lo spettacolo, nel foyer del teatro a raccogliere i complimenti del pubblico che non ha risparmiato i selfing.

TEATRO  CARCANO – Corso di Porta Romana 63 – 20122 Milano

 info @teatrocarcano.comhttp://www.teatro carcano.com

ORARI DI RAPPRESENTAZIONE: mercoledì,  giovedì e sabato ore 20.30 – martedì e e venerdì ore 19.30 – domenica ore 16,00
BIGLIETTI: Poltronissima: 34.00 euro – balconata : 25 euro – ridotto (over 65): 22,00/18,00/17,00/14,50 euro – ridotto (under 26): 15,00/13,50 euro  – Prenotazioni: 02/55181357, 02/55181382 – Prevendite on line: http://www.ticketone.ithttp://www.happyticket.ithttp://www.vivaticket.it. – E’ valido “invito a teatro”

(Carlo Tomeo: ogni diritto è riservato)

 

Categorie RECENSIONi

Un pensiero riguardo “Queen Lear – recensione

  1. Bellissima recensione..

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