La prova – recensione

commedia di Bruno Fornasari

con Tommaso Amadio, Emanuele Arrigazzi, Orsetta Borghero, Eleonora Giovanardi
regia Bruno Fornasari
scene e costumi Erika Caretti
disegno luci Fabrizio Visconti
movimenti coreografici Marta Belloni
video Martina Brunelli
foto di Laila Pozzo
assistenti alla regia Denise Brambillasca, Ilaria Longo 
direzione tecnica Silvia Laureti
produzione Teatro Filodrammatici di Milano
con il sostegno di Regione Lombardia
e Fondazione Cariplo – Progetto NEXT 2018/2019
Prima nazionale

Nella nuova commedia di Bruno Fornasari“La prova”, un’agenzia di comunicazione sta cercando lo spot più adatto per vincere una gara sulla discriminazione femminile. Quattro i personaggi coinvolti nel lavoro: il titolare Fede (l’attore Emanuele Arrigazzi), l’amministratore Edo (l’attore Tommaso Amadio), Tina (l’attrice Eleonora Giovanardi), esperta in spot pubblicitari che faceva parte della compagnia in passato e che aveva lasciato l’agenzia dopo una discussione con Edo con il quale aveva un rapporto sentimentale e Lucy, assistente e amante di Fede (l’attrice Orsetta Borghero).

Tina, che viene giudicata particolarmente creativa nel mestiere, viene chiamata in agenzia per dare la sua consulenza che potrebbe essere vincente. La donna in un primo momento accetta ma poi decide di rifiutare perché la sera precedente si è sentita molestata da Fede.

Sul fondale della scena, che si svolge in un ambiente moderno, appaiono le scritte che dovrebbero dare indicazioni sul tempo in cui si svolgono i fatti cui lo spettatore è chiamato ad assistere.

Mentre viene diffusa la voce di Madeleine Peyroux che canta “Dance Me To The End Of The World”, che non è scelta a caso e viene riproposta ancora durante momenti critici dello vicenda, la commedia inizia con un colloquio tra Edo e Tina che aspettano l’arrivo di Fede, per la la riunione prevista per quel pomeriggio.

Nell’attesa la donna informa l’uomo sulla sua decisione di ritirarsi dal compito assegnatole motivandone le ragioni. All’arrivo di Fede e della sua assistente, la discussione, che sarebbe dovuta essere finalizzata alla ricerca dello spot migliore da sottoporre al cliente,  diventa inevitabilmente accesa, di fronte al rifiuto di collaborare opposto da Tina e soprattutto sulla sua motivazione. I dialoghi si fanno sempre più convulsi, né si tralasciano parole volgari che oggi sono diventati termini comuni, specialmente in certi ambienti di lavoro. Ciascuno dei quattro esterna il proprio malessere e invano Fede cerca di ricomporre la cosa in termini costruttivi.

La stesura della commedia, che presenta diversi colpi di scena, non è lineare ma è costituita da fatti avvenuti in precedenza e da momenti del presente.

Sullo schermo viene indicato la scena in cui gli avvenimenti si riferiscono al passato, tanto che il risultato è una sorta di collage che lo spettatore deve costruire per farsi un’idea globale di tutta la storia. Questa scelta drammaturgica di Bruno Fornasari dà alla commedia quasi il carattere di un film giallo, dove, volutamente, non si distinguono i veri caratteri dei quattro personaggi e i loro atteggiamenti nelle varie azioni sono discontinui. La verità della storia, grazie alla costruzione di questo sistema di flash back, non è oggettiva: ciascun personaggio ne presenta una propria, e talvolta più di una, creata naturalmente dal proprio inconscio o dall’interesse materiale che consapevolmente vuole perseguire. L’argomento principale dovrebbe essere la discriminazione femminile, che però può essere anche ribaltabile ora che la donna ha trovato “l’atout” giusto per far valere i propri diritti: l’accusa di Tina a Edo di essere omosessuale ne è un esempio, così come lo è lo sfiorare da parte di un uomo una spalla nuda di una donna che, pur considerata una “micro-aggressione”, è ritenuta comunque dalla parte femminile una forma di superiorità che l’uomo crede ancora di possedere.

L’idea di tutta l’opera e la drammaturgia ironica (“Danzami fino alla fine dell’amore”, canta la Peyroux ), e in alcuni casi sprezzante di Bruno Fornasari, oltre alla sceneggiatura da lui scelta che dà la possibilità a più di un’interpretazione, specialmente nella parte finale, che fornisce il colpo di scena, rendono questa commedia una preziosità da aggiungere al curriculum del regista.

Tutti e quattro gli attori in scena hanno recitato le parti loro affidate con grande professionalità (una citazione in più meritano Tommaso Amadio e Eleonora Giovanardi).

Sold out alla prima rappresentazione con un pubblico attento e applausi copiosi con molte chiamate sul proscenio degli attori e poi del regista e di tutto lo staff.

Durata: 90 minuti

Dal 10 al 27 gennaio 2019

ORARI DI RAPPRESENTAZIONE: martedì, giovedì e sabato ore 21.00 | mercoledì e venerdì ore 19.30 | domenica ore 16,00
BIGLIETTI: Intero: 22.00 euro | ridotto convenzionati: 18.00 euro |

ridotto under 30: 16 euro | ridotto over 65 e under 18: 11 euro |

online con prezzo dinamico: da 11 euro

Carlo Tomeo: ogni diritto è riservato

 

Categorie RECENSIONi

Un pensiero riguardo “La prova – recensione

  1. interessante

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