“Il fanciullino” al Teatro della Cooperativa – comunicato stampa

© Alvise Crovato

Biennio Rosso | Stagione 2026/2027

DA GIOVEDÌ 12 A DOMENICA 15 NOVEMBRE

Il fanciullino

Renata Ciaravino porta in scena storie vere di amori senza età,
raccolte ai bordi delle piste da ballo e
intrecciate con la storia italiana dal dopoguerra a oggi.

Torna ad alzarsi il sipario al Teatro della Cooperativa di Milano dove, da giovedì 12 a domenica 15 novembre, è in programma Il fanciullino, spettacolo scritto e diretto da Renata Ciaravino, con Renato Avallone, Camilla Barbarito, Laura Pozone, Alessandro Sampaoli nei panni di quattro anziani che si confessano tra balli e spumante, rivelando passati difficili e sogni futuri. Il fanciullino nasce da oltre cento interviste che la regista ha condotto incontrando donne e uomini tra i settanta e i cento anni, molti del quartiere di Niguarda, e porta sul palco storie vere di amori senza età, raccolte ai bordi delle piste da ballo e intrecciate con la storia italiana dal dopoguerra a oggi.

Lo spettacolo, ambientato nella notte di Capodanno alle Orchidee, una sala da ballo ricavata in un capannone nell’hinterland milanese, ha per protagonisti Sandro, Marisa, Vincenzo, Irma e il racconto delle storie che hanno segnato la loro esistenza: sono nati durante la seconda guerra mondiale e sulle loro spalle portano la storia di un’intera Repubblica. Hanno vissuto la guerra e il dopoguerra, gli anni ‘60 e il boom economico, il terrorismo e le contestazioni degli anni ‘70 e ‘80, i primi flussi migratori degli anni ‘90. Hanno quasi quattrocento anni di vita in quattro, eppure ora sono qui a fare i conti non più (o non solo) con quello che sono stati, ma anche con quello che vorrebbero essere e fare ora. Amare ancora, ancora e ancora, mentre nell’aria si diffonde la musica di una vita: tanghi, mazurke, balli di gruppo, Leonard Cohen, Raoul Casadei, Adriano Celentano, cha-cha-cha, Dean Martin…

Il titolo dello spettacolo si ispira all’omonima opera di Giovanni Pascoli per chiedersi oggi dove cercare il fanciullino se non in chi è così lontano per età da quello spirito. Il fanciullino diventa allora nello spettacolo quel bambino che sopravvive dentro di noi e che guarda il mondo con l’ingenuità, l’innocenza e l’intelligenza proprie di quell’età; che si emoziona per motivi che non si possono comprendere con la sola ragione. È un “fanciullo musico” che si rifiuta di porre l’attenzione solo su ciò che della nostra vita non va, ma che si entusiasma ancora di piccoli dettagli strabilianti. Il fanciullino è quel punto di vista dentro di noi che spesso non riusciamo ad ascoltare più e che invano reclama attenzione. Il progetto prevede il coinvolgimento di una coppia di anziani ballerini della città, che chiude lo spettacolo ballando sulle note di Dance Me to the End of Love di Leonard Cohen.

“Sono stata tre anni ai bordi pista delle balere della mia città per intervistare e guardare i vecchi ballare. Ballavano, mi parlavano d’amore, facevano le acrobazie coi doppi sensi, facevano merenda coi biscotti, civettavano, cinguettavano, si dimenavano come i tori con la banderilla conficcata nel collo. All’inizio non capivo. «Tu vuoi parlare del passato ma noi vogliamo ballare!». Mi sono dovuta buttare in pista per avere qualche speranza di capirci qualcosa. Guardandoli ballare, pieni di rughe, cicatrici, dita storte e impossibilità, quei corpi imperfetti diventano anche i nostri, noi, tutte quelle volte che, nonostante le cadute, decidiamo che non è ancora finita. Si può e si deve continuare a ballare… E ascoltandoli mi sono resa conto che queste storie parlavano anche di me. Di me che avevo metà dei loro anni. Perché l’età anziana è la metafora perfetta della fragilità umana. Nostra, di tutti. Nessuno di noi sa se il proprio corpo non sarà debole a breve, o quanto tempo gli resta da vivere. Si naviga tutti a vista. A fare i conti col tempo perso, i sogni da realizzare, le cose ancora da vivere. Allora forse quello che cercavo erano delle testimonianze estreme di chi continua a scommettere e lottare ancora per un altro po’ di felicità. Anche quando ci sembra tardi. E tutto sembra lavorarci contro.”  (Renata Ciaravino, regista)

Il fanciullino

con Renato Avallone, Camilla Barbarito, Laura Pozone, Alessandro Sampaoli

e con la partecipazione straordinaria di Bice Todisco e Nello Vescovi

testo e regia Renata Ciaravino

assistente alla regia Teresa Tanini

collaborazione artistica Fabrizia Mutti

luci e suono Alessandro Bigatti

produzione Dionisi e Campsirago Residenza
con il contributo di Fondazione di Comunità Milano, Comune di Milano, Fondazione Cariplo – lacittàintorno, Municipio IX Milano

durata 70 minuti

Informazioni e prenotazioni
Teatro della Cooperativa
Via Hermada 8, Milano
Telefono: 02 6420761 | Mail: info@teatrodellacooperativa.it
www.teatrodellacooperativa.it

Orari degli spettacoli
Martedì, giovedì, venerdì e sabato: ore 20.00
Mercoledì: ore 20.30
Domenica: ore 17.00

Biglietti
Intero: 20 € | Under 27: 10 € | Over 65: 12 €
Diritto di prenotazione: 1 €, non applicato agli abbonamenti e ai biglietti acquistati online.
Biglietti acquistabili online sul circuito Vivaticket.

Orari biglietteria, Info, prenotazioni e ritiro

Dal martedì al venerdì, dalle ore 17.00 alle ore 19.00.
Nei giorni di replica: dal martedì al venerdì, dalle ore 17.00 alle ore 20.00 o 20.30 (il mercoledì); sabato dalle ore 18.00 alle ore 20.00 e domenica dalle ore 15.00 alle ore 17.00.
Lunedì chiusura.

Categorie comunicato stampa

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