“Kind of Blue” e “La cantautrice fantasma” al Teatro Gerolamo – comunicato stampa

Sabato 4 ottobre ore 20,00

KIND OF BLUE

tromba Marko Dordević| sax tenore Giulio Visibelli | sax alto Gabriele Comeglio |
pianoforte Claudio Angeleri | basso elettrico Marco Esposito | batteria Tony Arco |
giornalista e scrittore Flavio Caprera
Con il giornalista Flavio Caprera a fare da guida, risuonano i brani di Kind of blue, capolavoro discografico di Miles Davis. Un’interpretazione che non “rilegge”, ma nel centenario della sua nascita “rilancia” – grazie ai musicisti sul palco – il talento del grande trombettista, che qualcuno chiamava “il principe delle tenebre”.

Nel centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane, il progetto Kind of Blue si propone come un atto artistico e culturale che va oltre la semplice riproposizione di un capolavoro discografico.
Inciso nel 1959, non è soltanto uno degli album più influenti della storia del jazz: è un testo fondativo, un punto di svolta che ha ridefinito il rapporto tra scrittura e improvvisazione, tra forma e libertà, tra individualità e costruzione collettiva del suono. 

Riproporlo oggi significa restituirlo nella sua dimensione originaria di laboratorio creativo. In questo progetto la musica dialoga con la riflessione critica, e ogni brano viene introdotto da Flavio Caprera (giornalista e scrittore) offrendo al pubblico una chiave di ascolto storica, estetica e analitica.

Il valore di questa riproposizione risiede soprattutto nella scelta di un approccio filologico che non si traduce in imitazione, ma in condivisione del processo creativo attraverso la sensibilità dei musicisti coinvolti. Marko Đorđević è prima tromba dell’orchestra della radio televisione serba, che vanta collaborazioni con Clarke Terry, Peter Erskine, Dusko Gojkovic. Giulio Visibelli e Gabriele Comeglio, entrambi diplomati al Berklee College of Music di Boston, sono profondi conoscitori sia del linguaggio innovativo modale di Coltrane sia all’idioma bebop con un profondo senso del blues di Cannonball Adderley. Claudio Angeleri, pianista e didatta di vaglia, ha analizzato la figura di Bill Evans non solo come strumentista ma anche come teorico del disco di Davis sulla base dei concetti modali di George Russell. Marco Esposito e Tony Arco, ripropongono in chiave attuale una tra le sezioni ritmiche più iconiche della storia del jazz. 

È un lavoro che riconosce nel disco il testo di riferimento e che, attraverso l’analisi, mira a restituire la qualità del pensiero improvvisativo originario. Un elemento centrale è il richiamo al metodo che Miles aveva maturato poco prima, durante la registrazione della colonna sonora del film Ascenseur pour l’échafaud. In quell’esperienza parigina, l’improvvisazione nasceva davanti alle immagini, su strutture armoniche essenziali e su indicazioni minime, privilegiando l’ascolto reciproco e l’interazione del momento. Una sorta di laboratorio sensoriale da cui scaturisce una musica fortemente unitaria e coesa pur nelle diversità stilistiche dei musicisti coinvolti. Questa poetica della sottrazione, del less is more confluisce in Kind of Blue: centri modali, forme aperte, grande fiducia nella personalità dei musicisti. Riprendere oggi quel metodo significa riaffermare un’idea di jazz fondata sull’intensità del suono, sulla qualità dell’interazione e sulla profondità della pulsazione ritmica.

Ogni brano – da “So What” a “Flamenco Sketches” – viene così restituito nella sua identità formale e insieme riaperto come spazio vivo. Non si tratta di musealizzare un capolavoro, ma di dimostrare come la sua forza risieda proprio nella capacità di essere continuamente riattivato. Nel contesto del centenario di Miles Davis e John Coltrane, questa proposta assume un valore simbolico ulteriore: celebrare due figure decisive non attraverso la commemorazione retorica, ma mediante un atto musicale che ne rinnovi l’eredità.

In un’epoca segnata da accelerazioni e frammentazioni, Kind of Blue continua a proporre un modello di profondità, essenzialità e ascolto. Riproporlo con consapevolezza filologica e tensione creativa significa riaffermare una visione del jazz come linguaggio etico prima ancora che stilistico, capace di coniugare libertà e responsabilità, memoria e presente.

durata spettacolo: 80 minuti

ORARI: spettacolo ore 20
PREZZI: da 12 a 30 €
INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI
uffici: 02.36590120 / 122 | biglietteria 02 45388221 biglietteria@teatrogerolamo.itinfo@teatrogerolamo.itwww.teatrogerolamo.it

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domenica 4 ottobre 2026 ore 16

anteprima milanese

LA CANTAUTRICE FANTASMA
uno spettacolo di e con Ivan Talarico
canzoni di A.F. e AA. VV.
produzione Rabidusmile

Immaginiamo un’immensa artista, che viene saccheggiata nelle musiche e nelle parole da cantautori più famosi: con quest’idea sale sul palco Ivan Talarico, per la prima volta a Milano, per giocare su creatività, talento, imitazioni e plagi. Tra risate e canzoni, un pomeriggio che tra Roma, Genova e Milano, con Conte, De Andrè, Modugno e altri, ci accompagna in un viaggio sorprendente.

È una storia incredibile, che parte da un libro raro trovato per caso: una lunga intervista a una cantautrice sconosciuta che è la vera autrice di canzoni di grandissimo successo. Grazie all’intervista, Talarico ne ripercorre la storia, gli spostamenti tra Roma, Genova e Milano, il rapporto con molti cantautori famosi che hanno plagiato le sue canzoni, fino al ritiro dalle scene e alla sparizione di questa figura gigantesca ma dimenticata. Come è stata possibile la sua sparizione? E ancora come funzionano i meccanismi creativi, cos’è un’idea, chi può dirsi veramente autore di qualcosa?

A. F. è stata una cantautrice veneta, nata nel 1923 e scomparsa dalle scene nel 1969. Il suo percorso artistico è stato poco fortunato: tutti i cantautori che ha incontrato hanno apprezzato le sue canzoni e molti le hanno plagiate. Da quei plagi sono nati grandi capolavori della musica italiana e non solo, da Domenico Modugno a Lucio Battisti, da Luigi Tenco a Patti Smith, tutto è stato scritto da A. F., ma nessuno lo sa e lei è rimasta un fantasma.

Ivan Talarico è un personaggio immaginario creato da Ivan Talarico. Da anni scrive e interpreta spettacoli teatrali, reading e concerti. È stato ospite al Premio Tenco 2016 e ha vinto il premio come miglior testo a Musicultura 2015. Ha pubblicato due libri di poesie, uno di racconti e un disco di canzoni. Conduce laboratori di scrittura creativa in diverse città italiane, è tra i fondatori del format teatrale “Sgombro” e co-autore e co-conduttore del programma di Radio Rai 3 “Le ripetizioni. In televisione è stato più volte ospite di Fiorello “Viva Rai2” e di Valentina Cenni e Stefano Bollani a “Via dei matti n. 0”.

Così la stampa:

Talarico ha un suo modo serioso, riflessivo di esporre questioni, capace d’incantare gli spettatori, che certo ridono a ogni nuova sorpresa” Valeria Ottolenghi, Dramma.it

L’ironia che attraversa surreale e dolceamara ‘La cantautrice fantasma’ ci parla di qualcosa che riconosciamo ma non conoscevamo. È un’avventura dell’incredibile, dove il talento niente crea, niente distrugge, ma tutto trasforma in successo” Matteo Brighenti, Hystrio

durata spettacolo: 70 minuti

ORARI: spettacolo ore 16
PREZZI: da 12 a 30 €
INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI
uffici: 02.36590120 / 122 | biglietteria 02 45388221 biglietteria@teatrogerolamo.itinfo@teatrogerolamo.itwww.teatrogerolamo.it

TEATRO GEROLAMO
Piazza Cesare Beccaria 8 – 20122 Milano

(L’articolo è una condivisione del comunicato stampa del Teatro Gerolamo di Milano)

In copertina: Ivan Talarico © Luca del Pia

Categorie comunicato stampa

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