
Nel 2027 il Teatro della Cooperativa, fondato e diretto da Renato Sarti, festeggia i suoi 25 anni di attività. La stagione teatrale 2026/27 è concepita come prima parte di un progetto biennale che proseguirà poi con la stagione 2027/2028. Dal titolo Biennio Rosso, il progetto è dedicato a questo venticinquesimo anniversario e richiama un importante fatto storico, politico e sociale avvenuto nel quartiere di Niguarda a Milano, citato da Roberto Camagni nel libro La notte di Niguarda (2023, Stamperia Christian Laverde). Tra il 1922 e il 1923 il quartiere (fino a dicembre 1923 Comune) fu oggetto di feroci attacchi fascisti. Gli abitanti delle case della Società Edificatrice Niguarda (una tra le più grandi cooperative dell’Italia di allora) – oggi Abitare Società Cooperativa – respinsero questi attacchi. Dove non arriva la violenza, arriva la burocrazia: il 7 giugno 1923, per volere del Duce, con un regio decreto il Consiglio comunale, regolarmente eletto a maggioranza socialista, viene sciolto perché “partigiano e fazioso”.
Dichiara Renato Sarti, direttore del teatro:
“Rimane il fatto inconfutabile che a Niguarda l’antifascismo divenne attivo molto prima che in altre zone della città. Ora, ecco il punto a cui volevamo giungere. In giro per il mondo non mancano teste calde, sovranisti, populisti, xenofobi e razzisti, per cui sarebbe bene tenere presente quello che il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha spesso dichiarato, ossia che nei confronti dei conflitti, del terrorismo e di tutti gli attacchi diretti alla democrazia e alla civiltà è necessaria una risposta non solo istituzionale ma culturale. In sintesi, l’istruzione, la musica, il cinema, i media, le arti in genere, compreso il teatro ovviamente, possono e devono avere un ruolo determinante. Perciò ci sembra giusto in questo biennio teatrale partire e dare risalto a una microstoria di una nobiltà quasi epica e non per vacua autoreferenzialità o come mero rituale celebrativo, bensì per salvaguardare e tramandare la memoria di una piccola comunità che, nonostante le poche forze e le gravi perdite subite, seppe ergersi a roccaforte e porsi a modello imperituro.”.
Da questa eredità “resistente” nasce una stagione teatrale che continua ad affidare al teatro un ruolo culturale e civile: custodire la memoria, interrogare il presente e difendere i valori della libertà e della democrazia. Non mancano, come è consuetudine del Teatro della Cooperativa, spettacoli divertenti che, attraverso il linguaggio dell’ironia e della comicità, portano il pubblico a riflettere su molteplici aspetti della società di oggi.
Il cartellone 2026/2027 propone 20 spettacoli che accompagnano il pubblico verso il venticinquesimo anniversario del teatro fondato a gennaio 2002 nella sala di Abitare Società Cooperativa, proprietaria dello stabile. La stagione 2026/2027 si apre con tre storiche produzioni del Teatro della Cooperativa, tre “cavalli di battaglia” firmati da Renato Sarti e dedicati al tema della memoria e dell’antifascismo: Nome di battaglia Lia e Mai morti, spettacoli storici nati oltre 20 anni fa, e Gorla fermata Gorla.
Tra le prime nazionali, il nuovo spettacolo con la regia di Renato Sarti. Dopo lo storico successo di Ritter, Dene, Voss, Sarti torna a confrontarsi con l’autore austriaco Thomas Bernhard portando in scena L’apparenza inganna, di cui evidenzia la componente ironica e sarcastica, affidando il ruolo dei due fratelli protagonisti ad attori di consumata esperienza comica come Valerio Bongiorno e Carlo Rossi della Filarmonica Clown.
Si ride e si riflette anche in Diva – meglio all’Inferno sui tacchi che in Paradiso con le ballerine, monologo scritto e diretto da Andrea Ibba Monni, vincitore quest’anno del Fringe Festival e del Premio Mariangela Melato per giovani attori che sarà consegnato nella serata finale di Hystrio Festival 2026; lo spettacolo vede in scena Greta Sofia Pilloni, drag queen che mette in discussione stereotipi di genere.
Debutterà in prima nazionale il nuovo lavoro di e con Massimiliano Loizzi, I Macchiaioli. Storia dei ragazzi che fecero la rivoluzione, progetto che si interroga su quel che resta delle rivoluzioni una volta concluse, prodotto dal Teatro della Cooperativa in collaborazione con Mercanti di Storie.
Torna in scena un’altra produzione del teatro, molto apprezzata dagli spettatori e dalla stampa: Ausmerzen – Vite indegne di essere vissute, di Marco Paolini, Mario Paolini, Michela Signori, Giovanni De Martis, con Barbara Apuzzo e Renato Sarti che firma anche la regia e l’adattamento; lo spettacolo racconta l’abominio dell’Azione T4, il primo sterminio di massa nazista tra eugenetica di stato e purezza della razza ariana.
CALENDARIO degli SPETTACOLI
Il primo appuntamento della stagione è Nome di battaglia Lia (10 e 11 ottobre), scritto, diretto e interpretato da Renato Sarti, e con Marta M. Marangoni e Rossana Mola. Lo spettacolo racconta uno degli episodi più tragici della Liberazione della città di Milano. Colpita al ventre da una raffica di mitra sparata dai nazisti in fuga, moriva – incinta di otto mesi – Gina Galeotti Bianchi, nome di battaglia Lia, una delle figure più importanti del Gruppo di Difesa della Donna; un ritratto della Niguarda resistente e un omaggio alla partigiana Lia, agli eroismi anonimi delle donne e al loro coraggio.
Dal 13 al 18 ottobre torna in scena Mai morti di Renato Sarti, con Gabriele Falsetta, un testo storico del teatro civile italiano che, attraverso il monologo di un nostalgico del Ventennio, affronta colonialismo, squadrismo e terrorismo neofascista, non tralasciando alcune vicende del passato più prossimo e del nostro presente, dalla strage di Piazza Fontana nella Milano incandescente del 1969, fino al G8 di Genova.
Il 24 e 25 ottobre lo spettacolo Gorla fermata Gorla racconta il tragico bombardamento del 20 ottobre 1944 che colpì la Scuola elementare milanese Francesco Crispi e causò la morte di 184 bambini; il lavoro è scritto e diretto da Renato Sarti, con Elena Callegari, Federica Fabiani e Marta M. Marangoni.
Dalla memoria al contemporaneo, con Diva – meglio all’Inferno sui tacchi che in Paradiso con le ballerine (dal 27 ottobre all’8 novembre), un monologo comicissimo fra stand-up, autobiografia e teatro di narrazione, ideato, scritto e diretto da Andrea Ibba Monni: Greta Sofia Pilloni, drag queen dalla lingua tagliente, racconta la propria vita tra famiglia, provincia, amori disastrosi e desiderio di appartenenza. Con ironia feroce e inattesa tenerezza, trasforma fragilità e fallimenti in uno spettacolo liberatorio che celebra il diritto di reinventarsi e diventare protagonisti della propria identità.
Ancora uno spettacolo che suscita sorrisi e commozione: dal 12 al 15 novembre, Il fanciullino, scritto e diretto da Renata Ciaravino, nasce da oltre cento interviste che la regista ha condotto incontrando donne e uomini tra i settanta e i cento anni, molti del quartiere di Niguarda, e porta sul palco storie vere di amori senza età, raccolte ai bordi delle piste da ballo e intrecciate con la storia italiana dal dopoguerra a oggi. Quattro anziani si confessano tra balli e spumante, rivelando passati difficili e sogni futuri: storie reali che intrecciano amore, sesso e solitudine. In scena Renato Avallone, Camilla Barbarito, Laura Pozone, Alessandro Sampaoli.
Dal 17 al 22 novembre, l’anteprima nazionale di Ma come ho fatto a sopravvivere? Cronache semiserie del mio teatro sociale, di e con Marta M. Marangoni. Un monologo ironico, commovente e politico nato da quattordici anni di esperienza nel teatro sociale nel Nord Milano. Un racconto tra stand-up comedy e narrazione, che rivela come nel caos della diversità si nasconda un teatro vivo, necessario e umano.
A seguire, dal 26 al 29 novembre, Bravissime, una produzione di ATIR; scritto da Marcela Serli e Giulia Trivero, con Giulia Bertasi, Matilde Facheris e Virginia Zini, il progetto si interroga sull’imperativo della perfezione fisica, del successo a tutti i costi e purtroppo, cosa che succede spesso negli ambienti sportivi giovanili, di stalking.
Sono due gli spettacoli in programma a dicembre: dal 9 al 13 dicembre, per la prima volta in scena a Milano, lo spettacolo Aria di libertà, di e con Giancarlo Biffi, ricostruisce le vite di Elie, staffetta partigiana cattolica, e di Lucio, comunista sopravvissuto ai lager, ricordando che la libertà non è mai conquistata una volta per tutte.
Dal 15 al 20 dicembre, Laura Curino e Anna Marcato sono protagoniste di Don Chisciotte senza mancia, spettacolo presentato in prima nazionale, scritto da Domenico Ferrari e Rita Pelusio, diretto da Marco Rampoldi: un’insegnante in pensione e la sua badante si confrontano in una “commedia letteraria” che, giocando con la figura di Don Chisciotte, interroga il nostro tempo attraverso la vecchiaia, la cura e la responsabilità delle parole.
La programmazione riprende nel nuovo anno, con una delle più importanti ultime produzioni del Teatro della Cooperativa, in programma dal 12 al 17 gennaio: Ausmerzen − Vite indegne di essere vissute, scritto da Marco Paolini, Mario Paolini, Michela Signori e Giovanni De Martis, per la regia e l’adattamento di Renato Sarti, che è anche in scena insieme all’eccezionale attrice Barbara Apuzzo. Lo spettacolo racconta l’Azione T4, il primo vero e proprio sterminio di massa nazista operato contro i malati di mente, le persone disabili e i bambini affetti da malformazioni. Trecentomila persone su cui, per la prima volta, vennero sperimentate le camere a gas, una tragica anticipazione della “Soluzione finale”.
Generazione X e millennials s’incontrano e si scontrano in Noi due dobbiamo parlare. Generazioni a confronto (dal 19 al 24 gennaio), presentato in prima nazionale: attraverso sketch e musica, Vincenzo Albano e Francesca Puglisi mettono a confronto differenti scelte e modelli di vita. Lui, esponente di una generazione X che si barcamena tra matrimonio, due figli e la routine di un maschio cisgender che cerca ancora di capire le regole del gioco; Lei, millennial, orgogliosamente femminista, senza matrimonio né figli per scelta e perdutamente innamorata del suo cane. Due approcci alla vita, due visioni del mondo e due modi di affrontare le sfide quotidiane che si scontrano, si intrecciano e – soprattutto – si prendono in giro. Una produzione del Teatro della Cooperativa.
Un nuovo appuntamento dedicato all’antifascismo dal 26 al 31 gennaio, con la prima nazionale di Le pietre della Libertà, di e con Alessandro Milan, che intreccia la vicenda di Angelo Aglieri, impiegato del Corriere della Sera, e di sua moglie Aldina, a quella di Libero Temolo, operaio alla Pirelli, e del figlio Sergio. Con la regia di Renato Sarti, accompagnato dalle musiche dal vivo di Raffaele Kohler, Milan racconta di donne e di uomini che, in una Milano oppressa dalla guerra e dall’occupazione nazifascista, non sono rimasti indifferenti.
Ancora un ironico confronto tra generazioni e mondi che cambiano, con La vendetta dei Boomers (dal 2 al 7 febbraio), in prima nazionale. Claudio Batta e Stefano Chiodaroli ripercorrono con comicità i ricordi di due uomini in attesa di conoscere il proprio destino davanti alle porte del Paradiso, in una divertente riflessione tra passato analogico e presente digitale.
Tra le nuove produzioni del teatro, debutta in prima nazionale, martedì 23 febbraio (in scena fino al 7 marzo), L’apparenza inganna, di Thomas Bernhard, per la traduzione di Roberto Menin, Éditions du Seuil, per gentile concessione di Agenzia Danesi Tolnay. Valerio Bongiorno e Carlo Rossi, diretti da Renato Sarti, vestono i panni di due fratelli, Karl e Robert, che si incontrano due volte alla settimana nelle rispettive case. I due si scontrano in un faccia a faccia senza esclusione di colpi, tra l’ipocondria dell’uno, la megalomania dell’altro e gli intricati legami sottintesi di natura familiare e sessuale. Come spesso avviene nei testi di Bernhard, anche in questo caso i personaggi sembrano impossibilitati a uscire dalla loro gabbia esistenziale, della quale però non possono – o non vogliono – fare a meno.
Dopo il successo di A volo d’angelo, l’autrice e regista Federica Cottini torna nei Balcani con Nessun luogo (dal 12 al 21 marzo), in debutto nazionale: perché noi, occidentali, ci spostiamo dove vogliamo, senza che nessuno ci chieda il motivo? Perché siamo “viaggiatori” e un ragazzo pakistano è un “migrante”? Lo spettacolo, che vede in scena Michelangelo Canzi (oltre al resto del cast in via di definizione) già acclamato in A volo d’angelo, affronta il tema delle migrazioni indagando la situazione lungo la rotta balcanica, attraverso il punto di vista di due operatori occidentali che prestano servizio presso due ONG con approcci diversi, e quello di una persona in movimento, che in movimento non è, bloccata in un non luogo invisibile agli altri. Nessun luogo è finalista al Premio Scintille, Asti Teatro 2026 e semifinalista al bando Testinscena, Fondazione Claudia Lombardi 2026.
Nel mese di aprile la programmazione prosegue con il debutto nazionale de I Macchiaioli. Storia dei ragazzi che fecero la rivoluzione (dal 2 all’11), una produzione del Teatro della Cooperativa, di e con Massimiliano Loizzi, in collaborazione con Mercanti di Storie. Loizzi porta in scena la vicenda artistica, politica e umana dei Macchiaioli: la storia, tragica e incredibilmente moderna, di Giovanni Fattori e del gruppo di giovani artisti toscani che cercarono disperatamente di costruire un mondo nuovo, ispirati dalle idee rivoluzionarie di Mazzini. La storia di uno straordinario insuccesso. Non esiste un vero lieto fine, perché nessuna rivoluzione è mai veramente perduta, le conseguenze continuano a vivere nelle generazioni.
A seguire, dal 13 al 18 aprile, la prima milanese di Il giudice e il bambino, di e con Gianfelice Facchetti, tratto dal libro di Dario Levantino, un toccante testo che immagina l’incontro in paradiso tra Paolo Borsellino e Giuseppe Di Matteo, il bambino ucciso dalla mafia nel 1996. Uno spettacolo adatto anche ai ragazzi che illustra in modo chiaro, con un tono impegnato ma insieme leggero, gli anni che hanno caratterizzato la lotta alla mafia.
121 api operaie, di Alice Agnello, è stato uno dei testi vincitori dell’edizione 2025 di Drammaturghi in circolo, progetto del Teatro della Cooperativa sulla drammaturgia emergente: lo spettacolo, in programma dal 6 al 9 maggio, unisce slam poetry, concerto live e poesia performativa in un viaggio dentro il corpo femminile, alla ricerca di nuove possibilità di immaginarsi. In scena Alice Agnello, Teresa Bisoni e Susanna Re. Tre corpi – Donna, Cuore e Utero – che danno forma a un’unica identità e affrontano il tema della sterilità, del desiderio e della libertà di scelta.
Dall’11 al 16 maggio, Antonello Taurino torna in scena con (s)Permaloso. Quattro matte risate sull’infertilità maschile, lavoro all’insegna della comicità che rompe un tabù e riflette su paternità, patriarcato e associazione fra virilità e fecondità.
La stagione si conclude con il debutto nazionale di La scena degli avanzi (dal 19 al 23 maggio), del noto cabarettista, musicista e umorista Flavio Oreglio, una performance costruita con fondi di magazzino, residui musicali e frammenti di repertorio ai quali viene offerta una nuova vita sul palcoscenico. Uno spettacolo sostenibile e a basso impatto ambientale; un capolavoro ecologico nel segno del recupero, del riciclo e della green economy.
Due gli appuntamenti in altre sale milanesi, nell’ambito di “Fuori Niguarda”. Il 17 e 18 novembre, il Teatro Fontana ospita Nell’occhio del labirinto. Apologia di Enzo Tortora, scritto e diretto da Chicco Dossi e interpretato da Simone Tudda; la storia di Enzo Tortora si fa racconto di una battaglia, estranea agli schieramenti politici, per una giustizia giusta.
La neurolinguistica è al centro dello spettacolo del 24 febbraio al Cinema Teatro Wagner: Sono bravo con la lingua, di e con Antonello Taurino, scritto con Carlo Turati: un viaggio comico tra gli idiomi del mondo, i meccanismi cerebrali e lo sviluppo dei chatbot.
Dopo il successo della scorsa edizione viene riproposto Drammaturghi in circolo, un laboratorio aperto dedicato alla scrittura teatrale e alla drammaturgia emergente. In collaborazione con la Biblioteca Niguarda il progetto coinvolge direttamente il pubblico nella lettura di otto testi inediti che saranno poi letti sul palco del Teatro della Cooperativa.
Dal 15 al 18 ottobre il Teatro della Cooperativa partecipa a Teatro City – Milano città dei Teatri, un’iniziativa promossa dal Comune di Milano. Per l’occasione la Cooperativa propone un laboratorio per attori, le repliche di Mai morti, storico monologo di Renato Sarti con Gabriele Falsetta, e due spettacoli di burattini che saranno in scena anche durante la stagione, per i bambini del quartiere, grazie ai Maestri burattinai Lorenzo Falchi e Gabriele Vollaro dell’Associazione QuintAssenza di Niguarda.
Teatro della Cooperativa Via Hermada 8, Milano – Telefono: 02 6420761
E-mail: info@teatrodellacooperativa.it www.teatrodellacooperativa.it
Orari degli spettacoli:
martedì, giovedì, venerdì e sabato alle ore 20.00; mercoledì alle ore 20.30; domenica alle ore 17.00.
Lunedì riposo.
Biglietti:
intero – 20€, under 27 – 10€, over 65 – 12€, diritto di prenotazione 1€
Orari biglietteria:
Da martedì a venerdì: 17.00 – 19.00
Sabato: 18.00 – 19.30 (nei giorni di replica)
Domenica: 15.00 – 16.30 (nei giorni di replica)
Biglietti acquistabili online sul circuito VIVATICKET.