“The False Room” allo Spazio Teatro No’hma – Recensione

Sorprendente e coinvolgente. È lo spettacolo da me visto ieri sera allo Spazio Teatro No’hma: “The False Room” dell’IPKOASON Studio costituito da giovani cantanti e maestri suonatori della Repubblica di Corea specializzato nella rappresentazione del pansori, genere di narrazione musicale la cui nascita risale al diciassettesimo secolo e originariamente eseguito da un cantante chiamato sorikkun e da un percussionista. Quella alla quale ho assistito è una versione contemporanea dove la parte cantata è stata eseguita da due voci così come l’accompagnamento musicale è stato affidato a una coppia di musicisti che, oltre al tradizionale tamburo buk, hanno suonato anche la batteria e, in un punto, la tastiera.

La rappresentazione, tratta dal romanzo “Les Misérables” di Victor Hugo, è incentrata sul personaggio dell’Ispettore Javert, ossessionato dall’idea di assicurare alla giustizia il galeotto Jean Valjean, visto attraverso alterne vicende e sotto diverse angolazioni. A sostenerne il ruolo due virtuosi artisti che con il loro canto si alternano nel rivivere i momenti salienti della sua esistenza da quando, ancora adolescente, aveva lasciato il carcere dove era nato e vissuto, essendo figlio di un carceriere e di una cartomante prigioniera, al momento in cui, avendo compreso che la società è formata da due categorie di uomini, quelli che la proteggono e quelli che la distruggono, decide di far parte della prima. Da un’iniziale incarico di secondino passa a diventare ispettore. Quel suo nuovo lavoro, simbolo di potere, è per lui una forma di riscatto verso una società spietata che puntava il dito contro di lui a causa dei suoi natali.

A iniziare il racconto è la descrizione di una stanza bianca quadrangolare dove entra un uomo con una pila di fogli che appoggia su una scrivania, anche questa quadrangolare, e scrive il proprio nome: Javert. Firma e elenca poi i nomi dei prigionieri. É la presentazione del personaggio e i suoi gesti indicano i punti salienti di quella che sarà la sua esistenza. Un’altra stanza è protagonista della pièce e ha un altro tenore. È quella che costituisce l’umile abitazione dell’uomo, a lungo desiderata e finalmente ottenuta nonostante sia situata in una zona periferica e malfamata della città. L’unica finestra è costituita da un varco minuscolo dalla forma simile al palmo di una mano e da dove l’uomo può osservare il paesaggio ma questo basta a procurargli una forma di gioia.

I due sorikkun si passano la parola nel raccontare la vita di Javiert ma più che narrazione il loro canto è un rivivere i suoi gesti e quelli degli altri personaggi del romanzo di Hugo. Come per esempio quello delle sofferenze della madre povera e affamata, e particolarmente drammatica è la scena del parto che si svolge nel carcere. O quella dei tumulti del 1832 dove muore il piccolo Gavroche che non a caso indossa un gilet rosso (e qui è forse ipotizzabile un richiamo alla rivoluzione sud coreana del 1960 capeggiata da lavoratori e studenti che abbatté il regime di Rhee).

Javier continua a cercare di assicurare Jean Valjean alla giustizia e solo alla fine comprenderà che il senso del dovere può diventare inutile se si scontra contro la realtà: “Un ex galeotto ha liberato un poliziotto e un bambino innocente è stato ucciso nel mezzo di una piazza. Ma il mondo è ancora lo stesso. Identico! Questo deve essere un errore”. E alla fine c’è la cosapevolezza che il mondo sia una grande stanza piena di errori.

L’azione finale di Javert è nota. Rimane l’incanto della dolce ninna nanna che la madre cantava al suo piccolo perché potesse vedere le stelle anche nella notte completamente buia.

L’Ipkoason Studio ha il grande merito di portare in scena uno spettacolo la cui vicenda, pur essendo conosciuta ai più, non sottrae sorpresa allo spettatore perché la sua realizzazione è densa di trovate inaspettate oltre a essere ricca di una musicalità che non conosce momenti di stanchezza. I due sorikkun si sono dimostrati eccellenti e generosi interpreti nella gestualità e nella multiforme vocalità a volte possente, altre dolce e armoniosa, altre ancora nostalgica, specie nei punti più drammatici, sempre e comunque in sintonia tra loro e con gli strumenti musicali. Questi ultimi, di ottimo sostegno alla vicenda, hanno saputo realizzare il ritmo adatto alla resa dinamica della vicenda.

Il recitar cantando, proprio del ponsori, così come è stato attualizzato è senz’altro da ascrivere quale momento felice di tutto lo spettacolo paragonabile, osservate le dovute distanze, a una forma, mi si consenta l’espressione, di musical da camera del tutto atipico e inedito dove l’assenza di grande orchestra e di un numeroso corpo di cantanti e di ballo che sarebbero ingombranti è un punto a favore per la godibilità della rappresentazione alla quale peraltro sono bastati i sapienti tagli di luce e l’affascinante uso dei ventagli a rendere ancora più magica.

“The False Room” ha riportato un grosso successo da parte del pubblico presente. L’unica replica è prevista per questa sera alle ore 21:00 e se ne consiglia la visione. L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite.

Lo spettacolo fa parte della XVII edizione Premio Internazionale “Il Teatro Nudo” di Teresa Pomodoro. Al termine dell’evento, come in ogni rappresentazione parte del Premio Internazionale il pubblico sarà chiamato a votare lo spettacolo. La somma dei voti, insieme alle preferenze della Giuria Internazionale composta da nove rappresentanti del teatro, tra cui il regista Tadashi Suzuki e l’attore Toni Servillo, completeranno la classifica finale. Gli spettacoli vincitori verranno premiati in apertura della stagione 2026/2027.

Visto il giorno 8 luglio 2026

(Carlo Tomeo)

Mercoledì 8 e giovedì 9 luglio 2026 – ore 21
Stagione 2025/2026 – Uno sguardo oltre, una realtà solidale
XVII edizione Premio Internazionale
“Il Teatro Nudo” di Teresa Pomodoro
Spettacolo:
The False Room
di IPKOASON Studio
Paese di provenienza: Repubblica di Corea
PRIMA NAZIONALE

Crediti:
Musiche e testi:
IPKOASON
Drammaturgo e Regista:
Ri Sangsook
Produttore:
Yu Hyunjin
Direttore di scena:
Kim Jimyeong
Scenografo:
Jeong Seoungjun
Lighting Designer:
Lee Yujin
Sound Designer:
Jang Taesoon
Traduzione inglese:
Lee Insoo
Produzione:
IPKOASON
Foto courtesly Spazio No’hma

Categorie RECENSIONI

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