Spazio Teatro No’hma Gran Finale di stagione 2025/26 con Gangbé Brass Band – comunicato stampa

Mercoledì 15 luglio

Stagione 2025/2026 – Uno sguardo oltre, una realtà solidale

Gran Finale con Gangbé Brass Band

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Livia Pomodoro e Rufin Doh Zeyenouin

La stagione 2025/2026 di Spazio Teatro No’hma giunge al termine con il Gran Finale, l’evento che ogni anno coinvolge il teatro e l’interno quartiere di Città Studi. Una grande festa collettiva che segna la chiusura di una stagione molto speciale, che ha visto come assoluta protagonista del cartellone di Spazio Teatro No’hma l’Africa, con 16 compagnie da altrettanti Paesi, ognuno con la propria tradizione teatrale, musicale e artistica.

Perfetta conclusione di questa rassegna dedicata al Continente africano è l’arrivo dal Benin della Gangbé Brass Band, che partendo dal Giardino Zen di Piazza Piola dedicato a Teresa Pomodoro, attraverserà il quartiere fino al palco del teatro, dove è atteso un evento tutto da scoprire, che coinvolgerà in prima persona Livia Pomodoro, Presidente di Spazio Teatro No’hma, e l’attore e regista Rufin Doh Zeyenouin, noto al grande pubblico per aver interpretato il Papa nel film “La Grazia” di Paolo Sorrentino.

La stagione 2025/2026 dal titolo “Uno sguardo oltre, una realtà solidale” ha visto susseguirsi sul palco 41 spettacoli provenienti non solo dall’Africa, ma anche dalla Corea del Sud, dal Myanmar, dalla Francia, dagli Stati Uniti e dall’Australia.

Un insieme di voci e talenti che hanno dato vita alla XVII edizione del Premio Internazionale “Il teatro nudo” di Teresa Pomodoro, la cui premiazione nel mese di novembre 2026 sarà uno dei momenti più attesi della prossima stagione.

Musicisti di altissimo livello, da Ronnie Jones a Treesha fino ai Fulu Miziki e Orchestra Patenguè, formata da artisti provenienti dalle etnie Bantuu e Pigmea e che ha aperto ufficialmente la stagione, hanno costellato la rassegna Armonie e Suoni, dedicata alle sonorità del mondo.

Non sono mancati grandi interpreti italiani del teatro: Claudio Moneta, Elena Bucci, la Compagnia del teatro d’ombre UnterWasser, Max Pisu, Giovanni Calcagno… Solo per citare alcuni degli attori e delle compagnie di primissimo livello che si sono esibite nel corso della stagione, portando sul palco classici della drammaturgia e interpretazioni contemporanee.

Ognuno di questi spettacoli ha rappresentato un grande successo di pubblico per il No’hma, che sin dalla sua fondazione fa della gratuità dell’ingresso il suo valore più alto. L’abbattimento della barriera economica permette a chiunque di accedere all’arte, dando inoltre la possibilità di esplorare culture molto distanti dalla propria, in una vera missione di educazione alla bellezza, principio fondamentali in un mondo sempre più intorbidito dalla violenza e dalla discriminazione.

Il Gran Finale del 15 luglio 2026 vuole essere un momento in cui tutte le attività e le esperienze maturate durante la stagione 2025/2026 di Spazio Teatro No’hma convergono insieme: la musica, il teatro, l’Italia e il mondo, il contenitore e il contesto in cui si trova, il forte legame con il pubblico, maturato in 32 anni di attività teatrale, di cui 18 sotto la guida di Livia Pomodoro, donna di legge diventata donna di teatro.

Un giorno di festa collettiva a cui tutti sono invitati, per salutare una stagione di successi e inaugurarne una nuova, in attesa di scoprire quali mondi e quali talenti calcheranno il palco dello Spazio Teatro No’hma.

Gangbé Brass Band

La Gangbé Brass Band nasce in Benin nel 1994 e da allora si distingue per la vivace fusione di ritmi voodoo, afrobeat e jazz, con melodie coinvolgenti e ballabili.
Le loro melodie gioiose hanno conquistato il cuore del pubblico di tutto il mondo, portando la musica beninese sulla scena internazionale.
Il gruppo, scoperto da Fela Kuti, ha registrato il suo ultimo album “FROM OUIDAH TO ANOTHER WORLD” nel 2025, reinterpretando il repertorio emblematico delle brass band di New Orleans nel proprio stile.
Gangbé significa “suono del metallo” nella lingua fon del Benin meridionale. La loro musica è caratterizzata da una fusione tra percussioni tradizionali africane e sonorità jazz, una simbiosi tra le percussioni vudù beninesi e gli strumenti a fiato, come il sassofono, il trombone ecc. Influenzato dall’afrobeat e dalla musica di Fela Kuti, il gruppo coinvolge il pubblico con potenti ottoni, sostenuti dai ritmi dell’Africa occidentale. Il tutto è accompagnato da una performance scenica che unisce danza ed emozione.

Spazio Teatro No’hma Teresa Pomodoro
No’hma nasce dalla mente creativa di Teresa Pomodoro come realtà viva e indipendente, in continuo movimento nei luoghi più disparati della città, dal centro alle periferie, portando il teatro in spazi non convenzionali.
Nel 1994 il progetto No’hma approda nella ex palazzina dell’acqua potabile di via Orcagna: dopo due anni di lavori nasce lo Spazio Teatro No’hma, un esempio di recupero del patrimonio urbano restituito alla cittadinanza come luogo della cultura.
Il progetto architettonico è stato rispettoso dell’edificio industriale, rendendo viva e tangibile la fluidità di un luogo dell’acqua attraverso la luminosità e versatilità degli spazi, dal foyer al palco.
Per Teresa Pomodoro il rapporto tra contenitore e contenuto è sempre stato fondamentale, come ritroviamo nelle sue parole: “[…] È ciò che è capitato quando per la prima volta mi trovai davanti a questa palazzina in rovina; murata, degradata… Le mura mi guardarono con intenzione, fecero un cenno…e la convinzione di farne la casa di NO’HMA sembrò destino, passionale, fatale, piacere e amore dell’arte realizzate.”
Da quel giorno lontano fino a oggi, con la direzione della Presidente Livia Pomodoro, lo Spazio Teatro No’hma Teresa Pomodoro ha continuato a essere casa e fucina delle arti, ospitando compagnie e artisti da ogni parte del mondo, con una stagione che mescola teatro tradizionale, arti performative, musica e iniziative diffuse. Mutabile come l’acqua.
Fiore all’occhiello della programmazione è senz’altro il Premio Internazionale “Teatro Nudo” Teresa Pomodoro, che vede sul palco quattordici compagnie da altrettanti Paesi del mondo, premiati da una giuria composta da 12 protagonisti della scena teatrale internazionale (quest’anno, tra gli altri, l’attore Toni Servillo e il regista e direttore della Compagnia Scot Tadashi Suzuki), affiancati dal giudice più severo: il pubblico, che tramite lo speciale Passaporto per la Cultura può esprimere la sua preferenza verso lo spettacolo che più lo ha coinvolto.
A corollario del palinsesto dello Spazio Teatro No’hma ci sono le serate di Armonie e Suoni dal Mondo; concerti speciali con ensemble di musicisti provenienti da tutto il pianeta che portano sul palco sonorità di luoghi lontani, dando vita a momenti di connessione profonda con il pubblico. L’interesse per la musica non si esaurisce qui, ma continua nell’appuntamento, consolidato da diversi anni, della Prima della Prima, evento speciale dedicato alla scoperta e all’approfondimento dell’opera scelta come apertura della stagione operistica della Scala di Milano, guidato da esperti dell’affascinante e complesso mondo dell’opera lirica.
La stagione 2025/2026 intitolata Uno sguardo oltre, una realtà solidale ha avuto ufficialmente inizio il 22 ottobre 2025. Attraverso la sua programmazione si sono snodati spettacoli diversissimi, provenienti da sensibilità e storie uniche, uniti sotto l’insegna della pace, in un flusso di gesti e parole che colma le distanze geografiche e collega popoli e culture.

Tutti gli spettacoli del cartellone di Spazio Teatro No’hma Teresa Pomodoro sono gratuiti, per l’espressa volontà di mantenere il teatro uno spazio libero, sicuro e indipendente. Inoltre, tutti gli spettacoli sono disponibili in streaming gratuito, sia in diretta che in differita, nella logica di una cultura aperta a tutti senza distinzioni e senza barriere, proprio come un corso d’acqua.

Giardino Zen Teresa Pomodoro
Il Giardino Zen Teresa Pomodoro nasce nel 2021 come spazio urbano dedicato all’attrice, drammaturga e fondatrice dello Spazio Teatro No’hma Teresa Pomodoro, dono ai cittadini milanesi e del Municipio 3 da parte della sorella Livia Pomodoro, attuale Presidente dello Spazio Teatro No’hma.
Un’area verde, un tempo anonima e trascurata, è stata restituita alla vita e alla partecipazione degli abitanti del quartiere, grazie alla piantumazione di 21 alberi di ciliegio e all’installazione delle opere dell’artista giapponese Kengiro Azuma, scomparso nel 2016.
Al culmine di un podio di cinque gradoni cilindrici è collocata Colloquio, coppia di sculture in bronzo che ritrae due rospi in dialogo tra loro. Un invito alla partecipazione e alla ripresa degli spazi pubblici come luoghi di incontro e confronto votato all’armonia e alla contemplazione. L’opera è anche un omaggio di Azuma al forte legame di amicizia che lo univa a Teresa Pomodoro: “I loro colloqui negli anni hanno arricchito la loro arte, le loro sensibilità dialogavano in vista della creazione” – ha commentato la Presidente Livia Pomodoro. “Il colloquio era parte della genesi di essa ma non si esauriva nelle idee. Il fare era il fine ed il colloquio, il confronto, era parte della costruzione”.
La seconda opera è MU – 765 Goccia, un omaggio allo Spazio Teatro No’hma Teresa Pomodoro, ospitato in quella che un tempo era la palazzina dell’acqua potabile. “Mu” è un concetto legato alla filosofia zen giapponese: rappresenta il vuoto, elemento essenziale dell’esistenza umana.
Uno spazio che si fa evocazione del teatro, un teatro che parte dai cittadini come luogo di partecipazione e consapevolezza. Le gradinate, le panchine e i sentieri punteggiati di alberi di ciliegio, che nel pieno della fioritura fanno immaginare di essere in un angolo di Giappone; tutto nel Giardino Zen Teresa Pomodoro concorre a creare un centro di significati molteplici che, come i fili di un gomitolo, si dipanano verso la comunità di tutta Milano e di tutta l’Italia.

Foto courtesly nohma.live

(L’articolo è una condivisione del comunicato stampa dello Spazio Teatro No’hma di Milano)

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