“Wonder Woman” al Teatro Elfo Puccini | sala Shakespeare – comunicato stampa

© Andrea Macchia

16 > 19 giugno | sala Shakespeare

Wonder Woman

di Antonio Latella e Federico Bellini 
regia Antonio Latella 
con Maria Chiara Arrighini, Giulia Heathfield Di Renzi, Chiara Ferrara, Beatrice Verzotti

costumi Simona D’Amico

musiche e suono Franco Visioli

movimenti Francesco Manetti e Isacco Venturini
produzione TPE – Teatro Piemonte Europa 
in collaborazione con Stabilemobile

Da martedì 16 a venerdì 19 giugno va in scena all’Elfo Puccini lo spettacolo di Antonio Latella e Federico Bellini, concludendo una tournée che continua a conquistare nuovo pubblico. Le quattro interpreti, Maria Chiara Arrighini, Giulia Heathfield Di Rienzi, Chiara Ferrara e Beatrice Verzotti, hanno ottenuto collettivamente la Menzione d’onore del Premio Duse 2025 per la miglior attrice emergente.
Ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto, Wonder Woman ripercorre la vicenda di una ragazza peruviana vittima di uno stupro di gruppo e di una sentenza dove gli imputati vennero assolti in secondo grado di giudizio, grazie a criteri assai discutibili quali l’estetica della giovane donna. La scrittura del testo si muove provando a ricostruire con l’immaginazione non solo il fatto in sé, quanto i continui ostacoli affrontati dalla ragazza per provare ad affermare la propria verità; un flusso di parole, spesso senza punteggiatura, che pare assecondare il ritmo, il battito cardiaco e il susseguirsi dei pensieri della giovane, sottoposta a interrogatori o richieste che sembrano non tener conto del trauma subito e del dolore provato.

L’intera vicenda contribuisce a creare una sorta di eroina contemporanea, una Wonder Woman che, come nel fumetto creato da William Marston, sembra essere parte di quelle Amazzoni costrette a combattere contro gli uomini oppressori guidati da Ercole. Una donna guerriera dei nostri tempi che non esita a denunciare i propri assalitori e a farsi carico della fatica e della sofferenza che provoca ogni tentativo di far emergere l’autenticità dei fatti, come ben sapeva William Marston stesso, a cui si deve, oltre all’invenzione di Wonder Woman, la creazione della cosiddetta macchina della verità.

Seguendo queste linee guida, il testo diviene quasi un nastro di registrazione che di continuo si arresta e si riavvolge per tornare al punto di partenza, accettando e raccogliendo in sé anche le contraddizioni che caratterizzano quasi ogni deposizione, in un contesto anche sociale dove la ricerca della verità, più che promossa, pare piuttosto scoraggiata o strumentalizzata. In questo modo, prova a mettere su un ideale banco degli imputati non soltanto gli autori stessi del crimine qui citato, quanto un’intera comunità, media inclusi, che non riesce ad evitare di muoversi tra due estremi, l’omertà o la spettacolarizzazione del dolore.

«Un fatto realmente accaduto, nel 2015 ad Ancona: una violenza sessuale di gruppo su una ragazza che non fu creduta perché giudicata troppo mascolina per essere ‘attrattiva’. Per fortuna la sentenza fu ribaltata in cassazione e i colpevoli condannati. Wonder Woman racconta ogni momento di quella vergogna: dal bullismo alla coercizione, l’abuso, il dolor fisico, lo sperma, lo svilimento degli interrogatori, le omissioni dei giudici. E lo fa in modo scarno e funzionale: palco vuoto e platea illuminati come un unico spazio, e le quattro attrici, vestite di nero e le scarpe rosse simbolo dei femmicidio, in proscenio quasi immobili, che danno voce alla ragazza e agli orchi, rimbalzandoseli dall’una all’altra, in una ‘cronaca’ sempre più urlata, febbrile, disperata fino a diventare una danza del corpo femminile in mostra». Anna Bandettini, la Repubblica

Vestite di nero, in proscenio le attrici con determinazione recitano le parole della realtà, le scompongono, le urlano in coro, le reiterano. Si scatena nell’aria, nei cuori e nelle teste una tormenta di schifo, rabbia, impotenza e dolore profondo. Combattere. Indossata una sorta di fragile corazza rossa le attrici si trasformano in Wonder Woman, fingono di sparare, piangono, ridono, lottano col vento, forti, supereroine che osano denunciare e risolute dire basta, in una performance di forza e pregio. Magda Poli, Corriere della Sera

Teatro Elfo Puccini, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano

Orari: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30

Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021

(L’articolo è una condivisione del comunicato stampa del Teatro Elfo Puccini di Milano)

Categorie comunicato stampa

Lascia un commento

search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close