
La stagione si apre con due produzioni che raccontano un mondo che cambia e una società piena di contraddizioni. Con L’OROLOGIO AMERICANO (23 ottobre/1 novembre) Elio De Capitani torna a Arthur Miller per parlarci di noi e di oggi, spostando l’attenzione dai suoi capolavori più noti (Morte di un commesso viaggiatore ed Erano tutti miei figli) al suo testo più innovativo, un’opera corale e perfetta per la giovane Compagnia dell’Accademia (costola dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” che coproduce lo spettacolo). In scena, svela il regista, vedremo «un nuovo circo-cabaret, tra Brecht e Fellini, per quest’epoca di accelerazioni brutali».
E di contraddizioni e maschere sociali ci parla anche Oscar Wilde con UN MARITO IDEALE (12 novembre/6 gennaio) che, dietro l’apparenza di una commedia brillante, svela i retroscena della conquista del potere. Ferdinando Bruni e Francesco Frongia affrontano nuovamente il grande autore irlandese (dopo L’importanza di chiamarsi Ernesto e Atti osceni di Moisés Kaufman) in una co-produzione con Lac Lugano Arte e Cultura. Un affresco sulla doppiezza e l’ambiguità degli esseri umani che, con la collaborazione dello scenografo Carlo Sala, prende vita in un ambiente ispirato agli inganni ottici e all’arte cinetica: «un mondo scenico che invita a non fidarsi di ciò che si vede o si sente». Nel cast attori e attrici ‘di casa’ e new entry: Giuseppe Lanino, Giulia Amato, Massimo Bernardo Dolci, Carolina Cametti, Ciro Masella, Ginestra Paladino, Alma Poli e Angelo Di Figlia.
Il percorso attraverso le opere di Wilde si completa con la versione scenica del celebre RITRATTO DI DORIAN GRAY, affidata alla voce di Ferdinando Bruni (20 novembre/13 dicembre). «Il personaggio di Dorian Gray è un perfetto compendio delle gabbie sociali in cui l’autore rinchiude molti dei suoi personaggi più celebri – spiegano Bruni e Frongia – e completa perfettamente il dittico aperto da Un marito ideale».
Anche Elio De Capitani punta lo sguardo su un romanzo del ’900, ‘classico’ eppure attualissimo: CUORE DI TENEBRA di Conrad «contiene un suono oscuro, profondo, lo stesso che vibrava invisibile in Moby Dick alla Prova. Voglio abitare il romanzo perché Ahab e Kurtz sono creature generate dalla stessa distruttiva ossessione e volontà di potenza» (19 maggio/13 giugno).
Torna a Milano AMADEUS (7/28 maggio), dopo l’importante tournée (che si era aperta con successo nell’ottobre ’25 all’Ambra Jovinelli e che prosegue nel ’27). I protagonisti, circondati da una compagnia accordata e coesa, sono: Bruni-Salieri «che ripercorre a ritroso la propria vicenda esistenziale come in una dolorosa confessione, trasformando in un istante corpo e voce dalla vecchiaia alla giovinezza» e Daniele Fedeli-Mozart, un partner e antagonista perfetto.
Mentre ERANO TUTTI MIEI FIGLI, forte del successo al debutto nell’ottobre scorso, attraversa le piazze italiane con un lungo tour da novembre ’26 a marzo ’27: «È la modernità feroce del teatro di Miller, quella che De Capitani fa vibrare senza enfasi ma con lucidità, attraversando i silenzi come lame».
Novità sul fronte delle co-produzioni (TSA Teatro Stabile d’Abruzzo, Teatro Nazionale di Genova, Teatri di Bari, Teatro dell’Elfo, Teatro Biondo Stabile di Palermo) con lo spettacolo di Carrozzeria Orfeo, FUGGIRE, CADERE E ALTRE COSE INUTILI, che trova ispirazione nella poetica dello scrittore statunitense Raymond Carver ( 28 gennaio/21 febbraio). Tra realismo e simbolismo, prosegue la loro osservazione ironica della condizione umana e della sua infinitacapacità di perdersi e ritrovarsi. Il gruppo guidato da Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti è in stagione anche con CUORE DI PORCO (30 marzo/1 aprile).
Il Teatro dell’Elfo sostiene nel tempo compagnie e artisti indipendenti con cui trova una particolare consonanza di sguardi e scelte artistiche. È il caso di Invisibile Kollettivo (Nicola Bortolotti, Lorenzo Fontana, Alessandro Mor, Franca Penone, Elena Russo Arman) che per la nuova produzione coinvolge la musicista Alessandra Novaga e l’artista Giovanni De Francesco in un reading-concerto dal romanzo di Joseph Merrick e Frederick Treves, THE ELEPHANT MAN (19 febbraio/7 marzo).
Ed è il caso di Eco di fondo, compagnia residente che quest’anno sceglie di lavorare su un testo francese inedito in Italia, ALEKSEJ E YULIA (3/25 marzo), scritto da Sabrina Kouroughli e Gaëtan Vassart; al centro del racconto il tragico destino di Aleksej Naval’nyj e sua moglie, due personaggi che diventano mito, resistendo alla paura.
Sostegno produttivo anche per il prezioso lavoro di Rosario Tedesco che propone NON PER AMORE MA PER ODIO, un Amleto dalla ‘sceneggiatura per un film mai realizzato’ di Giovanni Testori (13/17 gennaio).
Trovano finalmente spazio nella stagione 2026/27 due produzioni annunciate e poi rinviate: Francesco Frongia mette in scena IN RIVA AL MARE, un racconto di Véronique Olmi sconvolgente e profondamente umano, affidandolo a Ginestra Paladino (8/31 gennaio) e DUE VECCHIETTE VANNO A NORD di Pierre Notte, un rocambolesco e divertente viaggio on the road, interpretato da Corinna Agustoni ed Elena Callegari (in debutto il 13 giugno al Campania Teatro Festival e a Milano dal 3 al 28 febbraio).
Un palinsesto di sessanta spettacoli per una stagione che, anche nelle proposte di ospitalità, punta lo sguardo sulla nuova drammaturgia italiana, su testi contemporanei di feroce attualità e ironia, oltre che sulla forza dei grandi autori del Novecento.
Si inizia con uno doppio, imperdibile appuntamento. In sala Fassbinder va in scena MADRI, spettacolo atteso dal pubblico e applaudito dalla critica: scritto da Diego Pleuteri (ventisettenne direttore junior del Teatro Stabile di Torino), interpretato da Valentina Picello con Vito Vicino e diretto da Alice Sinigaglia, ci invita a scrutare nella voragine delle relazioni famigliari (27 ottobre/1 novembre). Mentre sugli altri palchi dell’Elfo si festeggia un compleanno: ATIR nel 2026 compie trent’anni e propone LA TRILOGIA DELLA MONTAGNA di Mattia Fabris e Jacopo Maria Bicocchi (27 ottobre/1 novembre) e DI A DA IN CON SU PER TRA FRA SHAKESPEARE di Serena Sinigaglia, in scena con Mattia Fabris e Arianna Scommegna (2 novembre).
Drammaturgia al femminile con Lea Barletti che propone PARLA, CLITEMNESTRA! (17/22 novembre) e Francesca Astrei (premio Ubu 2025 come Miglior Attrice Under35) con IO SONO VERTICALE (24/29 novembre). Testimoni di un teatro civile che non deve tacere sono Ottavia Piccolo che torna con DONNA NON RIEDUCABILE, il ritratto della giornalista Anna Politkovskaja, per riflettere sulla brutalità del potere verso le voci indipendenti (22/24 gennaio); Alessandro Lussiana e Massimo Somaglino che portano in scena SALĀM/SHALOM. DUE PADRI, dal romanzo Apeirogon di Colum McCann che unisce le testimonianze di due padri, uno ebreo e uno palestinese (15/20 dicembre); Filippo Dini e Frédérique Loliée, protagonisti di INCENDI dell’autore libanese Wajdi Mouawad, per la regia di Marco Lorenzi con (12/17 gennaio) ed Elio Germano con Teho Teardo che danno voce e suoni alle parole di Gino Strada in LA GUERRA COM’È (23/28 febbraio).
Dopo una breve assenza tornano, a grandissima richiesta, Rezza/Mastrella con il nuovo spettacolo, METADIETRO (5/8 novembre) e la compagnia Tedacà, con una personale dei loro lavori intitolata significativamente DITTICO DEI CONFINI FRAGILI (2/7 febbraio). E torna all’Elfo un altro grande narratore, Marco Baliani, che nel nuovo spettacolo, L’OMBRA PERDUTA DI PETER SCHLEMIHL (7/10 gennaio), intreccia una partitura di suoni alla sua voce unica, in un clima continuo di sospensione.
LE DIEU DU CARNAGE di Yasmina Reza, per la regia di Antonio Zavatteri (anche interprete in un quartetto dai ritmi ferocemente perfetti) rivela la profondità dissacrante di un testo che è ormai un ‘classico’ (7/10 gennaio). E veri e propri classici sono L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÙ, diretto da Roberto Valerio per un’ulteriore indagine su pportunismo e ipocrisie sociali (2/7 marzo), di cui sono protagonisti Vanessa Gravina, Max Malatesta e Nicola Rignanese, e ORLANDO, dove Arturo Cirillo e Viola Graziosi attraversano il tempo e si confrontano con le pagine di Virginia Woolf, diretti da Giuseppe Dipasquale (10/14 marzo). Ci immergiamo nei territori oscuri di ciò che spesso non abbiamo il coraggio di ammettere con Laura Marinoni, protagonista del classico di Tennessee Williams IMPROVVISAMENTE L’ESTATE SCORSA, diretto da Stefano Cordella (16/21 marzo). E a proposito di successi teatrali che, anche oggi, passano dal palco agli schermi, ecco la versione italiana di BABY REINDEER/PICCOLA RENNA. Il monologo del comico Richard Gadd, che mette in primo piano il tema dello stalking e delle relazioni tossiche, è già un piccolo cult e arriva in Italia interpretato da Francesco Mandelli (19/24 gennaio).
A MIRROR di Sam Holcroft, successo del West End londinese, dichiara la sua vena paradossale e inquietantemente attuale già dal sottotitolo: ‘uno spettacolo falso e NON autorizzato’. Ninni Bruschetta, Claudio “Greg” Gregori, Fabrizio Colica, Paola Michelini, Gianluca Musiu, ci coinvolgono in una performance clandestina (31 marzo/4 aprile), cercando di evitare la repressione di uno Stato totalitario in cui il Ministero della Cultura deve approvare tutte le
opere d’arte.
Ironia e gusto del paradosso sono profusi a piene mani da Pino Strabioli e Fabio Masi in VE NE DICO QUATTRO (2/4 aprile), mentre Valerio Aprea in LAPOCALISSE ci accompagna sull’orlo dell’abisso con l’inconfondibile leggerezza di Makkox (14/16 giugno). Ma non è tutto. Invisibile Kollettivo ripropone IL TEATRO COMICO DI CARLO GOLDONI (10/28 febbraio) e OPEN-la mia storia (9/25 giugno), mentre Cristina Crippa ed Elio De Capitani sono nuovamente protagonisti della lettura scenica del TORTO DEL SOLDATO (26/27 gennaio) e Cinzia Spanò riporta sul palco L’AGNESE VA MORIRE (28/31 gennaio). Michele Costabile affronta ancora il suo SAFARI POMODORO (6/23 maggio), vicenda autobiografica che ha affidato alla scrittura del giovane drammaturgo Nicolò Sordo e alla regia di De Capitani e Frigerio. César Brie e Isola del Teatro riportano in scena RE LEAR È MORTO A MOSCA (9/25 marzo) con il sostegno produttivo dell’Elfo.
I giovani autori e autrici sono al centro del progetto SOTTOPALCO, curato da Francesco Frongia e dedicato ogni anno al lavoro drammaturgico, attraverso letture sceniche e allestimenti work in progress. Dopo i focus su Tobia Rossi e Giulia Trivero, in questa stagione si accendono i riflettori sui testi di Luca Cardetta che propone GIUSEPPE: IL PADRE PUTATIVO (1/6 dicembre) e A COSA SERVE IL PETROLIO? (10/20 dicembre) nell’interpretazione di Michele Di Giacomo, Giovanni Franzoni e Toni Bia. Le nuove forme di rappresentazione teatrale hanno spazio anche e soprattutto nella rassegna NUOVE STORIE, che in questa stagione prova a incrinare la quarta parete, annullare le distanze tra palco e platea e mettere al centro le spettatrici e gli spettatori. SCONFINAMENTI propone quattro appuntamenti: EIGHT di Le Città visibili e Alchemico Tre (3/8 novembre), ABRACADABRA di Babilonia Teatri (11/16 maggio), LA PIÙ GRANDE TRAGEDIA DELL’UMANITÀ, un progetto di Malmadur (7/12 giugno) e INFINITA BELLEZZA di Fondamenta zero (14/18 giugno).
Una sezione importante è riservata al pubblico di domani con la rassegna PICCOLI ELFI che prevede quest’anno otto appuntamenti (per bambine e bambini dai 3 anni): in arrivo Madame Rebiné, Teatro medico ipnotico, Eco di fondo, Quinto equilibrio con Teatro Evento, Gek Tessaro, Opificio sonoro (in collaborazione con 36° Festival Milano Musica) e il debutto del nuovo spettacolo di Elena Russo Arman che, dopo il successo pluriennale di Leonardo, che Genio! porta in scena SOFONISBA. LE AVVENTURE DI UNA PITTRICE (16 novembre/6 dicembre). È la storia di Sofonisba Anguissola, agita con pupazzi, ombre e figure animate che ci accompagnano alla scoperta di un’artista determinata e curiosa, la prima pittrice europea che riuscì a raggiungere la fama internazionale nel Cinquecento.
Per raccontare e sperimentare il potere trasformativo dell’arte, l’autonomia femminile, il diritto alla creatività. Il progetto del Teatro dell’Elfo si alimenta e arricchisce grazie a un’ampia e vivace rete di partner storici, collaborazioni artistiche che crescono di anno in anno e relazioni culturali nel territorio cittadino e in quello nazionale. Alcune sono:
l’atteso appuntamento con il FESTIVAL HYSTRIO e il PREMIO HYSTRIO, a cui è affidata la riapertura dell’Elfo Puccini in settembre (15/20 settembre). Tornano Minima Theatralia e Duperdue con il loro colossal teatral-musicale: la regista Marta Marangoni coinvolge 80 cittadine e cittadini, insieme ad attori, musicisti e professionisti in un progetto di teatro di comunità intitolato MELODRAMMA ECOLOGICO e ispirato al mito di Orfeo ed Euridice (3 giugno). E torna TESTE INEDITE, rassegna realizzata da Fondazione Milano – Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, che l’Elfo ospita e sostiene produttivamente (giugno/luglio). Infine, una ricorrenza speciale nel 2026: il FESTIVAL MILANoLTRE, di cui l’Elfo è socio fondatore, compie quarant’anni e propone un programma ricchissimo dal 21 settembre all’11 ottobre.
Qui le date di tutti gli spettacoli e la possibilità di acquisto dei biglietti:
(L’articolo è una condivisione del comunicato stampa del Teatro Elfo Puccini di Milano)