
Sul palcoscenico due personaggi inquadrati in penombra. Hanno le medesime fattezze, indossano un abito dello stesso colore rosso e sono seduti a poca distanza l’uno dall’altro. Una musica diffusa suggerisce una condizione di attesa per qualcosa che sta per accadere. Il personaggio a sinistra si accorge dell’altro, lo vede del tutto simile a lui e, preso da curiosità, gli si avvicina. Quando gli è d’accosto e il suo braccio viene sfiorato dalla mano dell’altro, con uno scatto si allontana impaurito perché avverte la sensazione di non aver a che fare con un umano.
È solo l’inizio di una performance che incuriosisce il pubblico che non ha ancora inquadrato la natura dell’essere seduto: è un attore dalle ottime capacità di mimo che con i suoi movimenti a scatti, prima lenti e quasi impercettibili e poi più elaborati, riesce a rendere alla perfezione le azioni di un personaggio della recita oppure è un vero e proprio androide con le sembianze umane? A metà rappresentazione sembra che il dubbio sia sciolto e si opterà per la seconda ipotesi ma più tardi e, prima che termini la pièce, un senso di inquietudine si farà strada e questo accadrà nel momento in cui quel personaggio sarà in grado di aggredire l’umano con un discorso beffardo e con una risata derisoria, il tutto senza lasciare la propria posizione.
L’artista in scena è Ludger Lamers, ha studiato scienze dello sport, è ballerino, coreografo e saltuariamente insegna danza contemporanea, allineamento, improvvisazione e composizione in istituzioni europee. Nel 2010 ha ricevuto il premio di promozione alla danza della LH Monaco, è stato membro della giuria per gruppi di danza indipendenti e del festival RODEO di danza e teatro presso l’Ufficio Cultura di Monaco. Lo spettacolo “Replik_A” di cui è protagonista è presentato per la prima volta in Italia al Teatro Fontana dalla Compagnia di fama internazionale Meinhardt & Krauss, che si occupa di un rapporto stretto tra arte performativa e ingegneria moderna collaborando con esperti nel campo della robotica e dell’IA per costruire e utilizzare i robot nel campo teatrale. Ad azionare i movimenti del robot da dietro le quinte è Michael Krauss
La paura iniziale, che diventa poi diffidenza da parte del performer nei confronti del robot, si manifesta in vari modi anche se in più punti non supera la curiosità di approfondire la conoscenza con lui. Le azioni che ne conseguono sono di vario tipo e acquistano anche una forma di rappresentazione in cui Lamers si esibisce come attore in una serie di siparietti dove si finge colpito a morte dallo sparo di una pistola o dal fendente di una spada al termine dei quali si inchina per raccogliere gli applausi del pubblico. Lo stesso avviene nel momento in cui appare in formato ologramma e proiettata sul fondale l’immagine di una copia del robot senza l’abito rosso e indossante solo un paio di slip con la quale combatterà a colpi di fioretto. E la cosa si complica quando l’ologramma si moltiplica rendendo più difficile il combattimento. Tra queste esibizioni ce n’è anche una dedicata a un gioco di marionette azionate dall’attore nascosto dietro lo stesso fondale. Siamo nel campo del teatro nel teatro come ha fatto notare Michael Krauss, durante il “call” che ha fatto seguito allo spettacolo.
Lo stesso Krauss durante il “call” ha descritto i particolari riguardanti la parte tecnica del robot la cui pelle è di silicone ed è provvisto di circa 50 motori per la movimentazione delle varie parti del corpo a cominciare dalle pupille mobili degli occhi alle singole dita delle arti. Dal punto di vista drammaturgico ha rivelato che la vicenda della pièce è ispirata a un film ceco in cui il protagonista è un bimbo che guardandosi allo specchio rimane stupito perché non si aspettava di vedere un altro se stesso. Ha precisato che “dal punto di vista drammaturgico lavoriamo molto con l’improvvisazione e l’idea di base è quella di confrontare i movimenti di Ludger con quelli del robot, vedere come reagiscono e da lì sviluppare il nostro pezzo. Un aspetto molto importante per noi è vedere le immagini speculari dato che da quel momento ci si impongono delle domande reciproche. Mi rifaccio anche all’aneddoto del film del bimbo che si vide allo specchio per la prima volta e oltre a questo ci sono delle citazioni di Shakespeare e di Thomas Mann”.
Lo spettacolo tratta con mezzi esemplari gli aspetti del nostro quotidiano in merito alla figura umana che si trova a dover fare i conti con una tecnologia che avanza a una velocità sempre più avanzata. La macchina, nata per “servire” l’uomo è passata a diventare una figura “dialogante” ponendo in tal senso interrogativi cui è difficile fornire risposte. A distanza di una settimana dallo spettacolo “Oracle” del regista polacco Twarkowsy visto al Teatro Strehler, è significativo veder creare temi trattanti la robottistica e l’IA che fanno parte sempre più frequentemente del nostro quotidiano e i timori per il futuro che si pone il protagonista dello spettacolo di Meinhardt & Krauss, ottimamente rappresentato proprio con gli stessi mezzi che fanno parte della tematica, si avvicinano a quelli dello spettatore.
Per quanto attiene più specificamente la parte spettacolare della pièce occorre lodare la performance variegata di Ludger Lamers che mostra forte espressività nel dialogo corporeo con il robot oltre a muoversi danzando in una inedita coreografia. Non meno espressivo appare quest’ultimo, reso “vivo” grazie alla guida di Michael Krauss, che è nascosto dalle quinte, al punto che all’inizio non si distingue la figura dell’alieno da quella dell’attore non essendo utilizzato come semplice elemento scenico, ma come vero e proprio partner performativo. A conferire ulteriore valore al tutto sono le musiche e i suoni ipnotici di Thorsten Meinhardt, il gioco luci di Alexander Schmidt e i video di Lieve Vanderschaeve.
Lo spettacolo è riproposto in un’unica replica oggi pomeriggio alle ore 16,00. In calce all’articolo i crediti, il trailer e le INFO per acquisto biglietti.
Visto il giorno 30 maggio 2026
(Carlo Tomeo)
TEATRO FONTANA 30, 31 maggio
REPLIK_A – Interpretazione e danza Ludger Lamers – Video Lieve Vanderschaeve – Musica e suoni Thorsten Meinhardt – Progettazione e costruzione robotica Nils Bennett, Michael Krauss – Programmazione robotica Michael Krauss – Stampo in silicone e pittura su silicone Jörg Steegmüller / Sculptures Steegmüller – Costumi Katharina Ruprecht – Scenografia Iris Meinhardt, Michael Krauss – Luci e tecnologia Alexander Schmidt – Regia Iris Meinhardt – Con il patrocinio del Goethe-Institut Mailand e del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania – Foto courtesly Compagnia Meinhardt & Krauss