“Arrivano i Dunque” al Teatro Elfo Puccini, Sala Shakespeare – comunicato stampa

© Chiara Lucarelli

26 > 31 maggio | sala Shakespeare

Arrivano i Dunque

(avannotti, sole blu e la storia della giovane saracinesca)

di e con Alessandro Bergonzoni

regia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi

scene Alessandro Bergonzoni

produzione Allibito

Alessandro Bergonzoni torna all’Elfo con il suo ultimo spettacolo – Arrivano i Dunque (avannotti, sole blu e la storia della giovane saracinesca) – che proprio qui ha debuttato il 19 novembre 2024.

«Un’asta dei pensieri dove cerco il miglior (s)offerente per mettere all’incanto il verso delle cose: magari d’uccello o di poeta».

Un luogo scenico, multifunzionale, dove proseguire la sua ricerca artistica nei territori che in questi anni lo hanno visto partecipare attivamente e in prima persona ad avvenimenti sia artistici che sociali, applicando fattivamente la «congiungivite, dove varco il fraintendere, fino all’unità dismisura, tra arte e sorte, fiamminghi e piromani, van Gogh e Bangkok, bene e Mahler, sangue fuori mano e stigmate, stigmate e astigmatici, Dalì fino Allah».

E se in questo spettacolo vogliamo trovare un’altra cifra bergonzoniana, insieme ovviamente alla scrittura comica, dovremo cercarla nella Crealtà, altra sua invenzione, che esplicita, in un pensiero che si fa neologismo, la vera tensione morale di questo artista unico: il tentativo di ricreare una realtà che non solo non ci basta più ma che possiamo/dobbiamo reinventare giorno per giorno, alla ricerca di un futuro di pace assoluta e definitivamente più accogliente fino alle soglie di nuove percezioni e di altri significati.

Quindi Arrivano i Dunque perché i tempi sono colmi e come si chiede Bergonzoni «Manca poco? Tanto è inutile? Non per niente tutto chiede!».

«Ma questa volta Bergonzoni supera se stesso, con il suo immaginifico gioco va oltre per disegnare nitidamente una società ingiusta, violenta, egoista, zeppa di sangue e di rumore, di morte e malattia, e invita urgentemente a “sbellicarsi”, e a ritrovare la “congiungivite”, ciò che unisce all’altro, basta “coming out” è ora di un “coming in” per mostrare come siamo dentro». Magda Poli, Corriere della Sera

«Una mano, poi un braccio, quindi entrambe le mani ed entrambe le braccia che sbucano da sotto un tavolo. O così sembra, ma non è detto: scopriremo che quel parallelepipedo di cartone sa e può essere molte cose. “Scenografia escatologica”, per l’appunto, primo indizio da tenere presente. […] “Non coprire la distanza, ma scoprire la vicinanza, non infrangere le regole, ma rifrangere nuove regole”, possiamo trovare insulti che riappacificano. E sbellicarsi è bellissimo, perché è mettere fine alla guerra ridendo. “Il verso che hanno preso le cose non è dell’uccello né del poeta”, i dunque stanno arrivando, Bergonzoni corre, intorno al tavolo e intorno alla platea, perché non c’è più tempo da perdere ma lui non vorrebbe lasciare indietro nessuno. Quella che ci restituisce, disarmante e implacabile, è la grandezza di cui potremmo essere capaci. Dà quasi le vertigini, è “indimostrabiliante”». Sara Chiappori, la Repubblica

Teatro Elfo Puccini, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano

Orari: martedì 19.30 | mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.30 | domenica ore 16.30

Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021

(L’articolo è una condivisione del comunicato stampa del Teatro Elfo Puccini di Milano)

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