“Casanova” al Teatro Elfo Puccini – comunicato stampa

© Luca Del Pia

19 > 24 maggio | sala Shakespeare

Casanova

di Fabrizio Sinisi

liberamente ispirato a Storia della mia vita di Giacomo Casanova

regia Fabio Condemi

con Sandro Lombardi

e con (in ordine alfabetico) Marco Cavalcoli, Simona De Leo, Alberto Marcello, Betti Pedrazzi

scene e drammaturgia dell’immagine Fabio Cherstich

costumi Gianluca Sbicca

disegno luci Giulia Pastore

musiche e sound design Andrea Gianessi

produzione LAC Lugano Arte e Cultura

in coproduzione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, TPE – Teatro Piemonte

Europa, Compagnia Lombardi-Tiezzi

Fabio Condemi firma la regia di Casanova, produzione LAC di Lugano (dove ha debuttato l’11 marzo 2025), protagonista Sandro Lombardi. Dopo essersi misurato con Pier Paolo Pasolini in Calderón e Thomas Ligotti in Nottuari, il regista porta in scena questo lavoro di Fabrizio Sinisi (Premio Testori per la Letteratura, Premio ANCT 2022) ispirato alle memorie autobiografiche del celebre pensatore e filosofo veneziano Giacomo Casanova.

In questa sua prima collaborazione con il drammaturgo, Condemi prosegue il lavoro iniziato con La filosofia nel boudoir del Marchese de Sade, opera che gli è valsa il Premio Ubu 2021 per la miglior regia.

«La vita di Casanova – afferma il regista – è una miniera teatrale per i continui spunti drammaturgici, visivi e storici che contiene. Da protagonista a spettatore, Casanova ricorda se stesso da giovane e rievoca in modo frammentario le sue avventure. […] I ricordi si mescolano e prendono vita nella biblioteca del Castello di Dux, in Boemia, dove l’intellettuale veneziano trascorre gli ultimi giorni, esule, sbeffeggiato, escluso dal mondo moderno, dialogando con i fantasmi del suo passato. Casanova, filosofo, prestigiatore e truffatore che ha vissuto tutto il secolo dei lumi, muore proprio alla fine del Settecento, mentre il mondo cambia e inizia la modernità.

Inverno 1798: un medico esperto di mesmerismo arriva a Dux, in Boemia, per visitare il vecchio bibliotecario. Quel bibliotecario è Giacomo Casanova, che da quindici anni è al servizio del Conte di Waldstein. Casanova si presenta vecchio e malandato. Sta catalogando dei libri ed è in collera con i cortigiani di Dux che gli parlano in tedesco, lingua che non conosce. […] Durante la seduta mesmerica, Casanova, in uno stato di coscienza alterato, comincia a ricordare; ma non sono veri ricordi, sono diversi da quelli che lui ha descritto nelle memorie, hanno il carattere di visioni, premonizioni, apparizioni. Il medico ascolta la storia di Casanova, una storia popolata da fantasmi. […] Alla fine della seduta, il cui scopo era recuperare la memoria perduta, Casanova capisce che forse quello che deve fare è dimenticare tutto».

«Casanova è una meditazione sulla memoria e sul tempo – dichiara Sinisi: non solo quelli di Giacomo Casanova, ma di un’epoca intera. Ci sono personaggi, osservando i quali si può misurare la transizione di un’epoca storica. Casanova – nato all’inizio del secolo, nel 1725, e morto alle soglie del successivo, nel 1798 – è uno di questi corpi che funzionano come dei campi di battaglia. […] Giacomo Casanova è forse la più perfetta cartina di tornasole del Settecento, un secolo che vive uno dei più grandi stravolgimenti culturali, politici e antropologici che la storia ricordi: la fine dell’aristocrazia e l’ascesa della borghesia; il tramonto dei miti religiosi e l’accelerazione del capitalismo di mercato; l’inizio dell’età dei Lumi e del razionalismo materialista. […] Quest’uomo malinconico e rancoroso, rinchiuso come un prigioniero in una piccola biblioteca in Boemia, non è solo una celebre personalità del tempo che fu: è una maschera tragicomica, un paradigma che cambia, un’icona che segna la fine di un mondo e l’inizio di un altro».

Dalla rassegna stampa

Casanova è un viaggio nel tempo anche per Sandro Lombardi, il protagonista di questa odissea nello spazio. Triste solitario e finale ma non vinto. Era forse più disperato il Casanova del breve romanzo di Arthur Schnitzler che Sandro Lombardi aveva interpretato una decina di anni fa, allora per la regia di Federico Tiezzi. Oppresso dalla paura di invecchiare. Eppure ancora in lotta, una lotta perdente, contro la malattia del tempo. Che lo svanire della seduzione gli rivelava come in uno specchio. È l’alba. La notte è finita. Il sogno è terminato. Una mongolfiera compare su nel cielo. Gianni Manzella, il manifesto

La pièce offre al pubblico (sullo sfondo un’efficacissima scenografia, quasi un personaggio fra i personaggi) una serie di spezzoni o frame che, più che raccontare Casanova, portano alla luce la sua epoca, quel Settecento fotografato nei suoi passaggi di epoca, già proiettato verso la modernità e verso il capitalismo, ma ancora legato a miti passati; quel Settecento che per primo vide l’uomo volare (non a caso lo spettacolo chiude con una mongolfiera che si libra nell’aria); quel Settecento che dovette digerire il tradimento degli ideali illuministici, che credevano nella possibilità da parte della ragione di esercitare un controllo sulla natura. Laura Di Corcia, Corriere del Ticino

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Teatro Elfo Puccini, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano

Orari: martedì e venerdì ore 19.30 | mercoledì, giovedì e sabato ore 20.30 | domenica ore 16.30

Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021

(L’articolo è una condivisione del comunicato stampa del Teatro Elfo Puccini di Milano)

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