
TEATRO DEGLI ANGELI
Dal 19 al 22 maggio 2026
“Magnificat”
di Alda Merini
adattamento Gabriele Allevi
con Arianna Scommegna
regia Paolo Bignamini
musiche Giulia Bertasi
scene e aiuto regia Francesca Barattini
disegno luci Fabrizio Visconti
foto di scena Federico Buscarino
produzione Teatro de Gli Incamminati
in collaborazione con ScenAperta Altomilanese Teatri, ATIR Teatro Ringhiera
Nel Magnificat di Alda Merini, la vibrante interpretazione di Arianna Scommegna sa restituire tutta la carnalità, tutta l’intimità e tutta la sorprendente immedesimazione della poetessa milanese nei panni della Vergine Maria.
In questo poema, l’umanità di Maria fa emergere una potente contraddizione: la vastità del divino sa trovare spazio in un corpo, e per giunta nel corpo di una ragazzina.
Così incontriamo lo spavento e la speranza, lo sgomento e lo stupore, il dubbio e la certezza di quella che sarà la madre di Dio.
Questo contrasto trova il suo compimento nell’accettazione del Mistero.
La poesia di Alda Merini, nelle parole di Maria, riesce infatti a far coesistere lo smarrimento presente, il ricordo dell’innocenza passata e la dolorosa consapevolezza dell’avvenire.
Maria è, nel medesimo tempo, se stessa, la ragazzina che era e la madre di Dio che sarà. Un cortocircuito vertiginoso e inafferrabile.
Ed è proprio della grande poesia consentirci di scorgere questo incomprensibile.
L’universo di Alda Merini è peculiare ma solo apparentemente riconducibile agli elementi più evidenti che lo compongono e che tutti conosciamo e amiamo.
La poesia del “Magnificat”, in particolare, ha una compiutezza, una maturità e un’elevazione tali da imporsi come testo capolavoro, opera irriducibile persino alla grandissima umanità della sua autrice. Alda Merini è infatti presente come per assenza, sempre in filigrana, in questo mirabile poema che restituisce a Maria tutto lo spessore del suo “sì”.
Merini è Maria (i versi “Io non fui originata, ma balzai prepotente dalle trame del buio per allacciarmi ad ogni confusione.” sono gli stessi contenuti ne “Il testamento”, opera del 1953, come a sottolineare la vicinanza tra la ragazzina che l’autrice era e la ragazza che la Madonna adolescente è) e, al tempo stesso, la sua Maria è l’altissima Madonna capace di spingersi sul baratro delle più vertiginose contraddizioni del mistero mariano: vergine e madre, serva del disegno di Dio ma di quel disegno grande attrice.
La Maria che leggiamo in questo Magnificat decide di sbilanciarsi di fronte al silenzio della chiamata che riceve: come in un quadro di Edward Hopper, dove la luce che entra dalla finestra aspetta da noi – forse invano – un significato, ecco sulla scena un’Annunciazione contemporanea, dove quella luce che si adagia sul corpo, sul letto, sul pavimento della stanza è, insieme, il bruciante annuncio dell’angelo e una proposta all’attesa di tutti.
Maria abbraccia la strada impervia dell’inconcepibile. E quella strada la proverà fino a farla diventare la più sofferente tra le donne e la sua “caduta a terra / come una pietra di sogno” sarà “lo schianto di Dio”. Invecchiata tutto a un tratto dalla sua stessa scelta, invocherà nella solitudine più estrema l’aiuto di Dio, chiedendo conto al Padre della Sua responsabilità per quella proposta incommensurabile.
E proprio in questo vertice poetico, al colmo del dolore e dell’umanità, Maria scorgerà nella sua sofferenza il senso di una possibile salvezza. (Paolo Bignamini)
Biglietti:
18,00 € / INTERO
13,00 € / UNDER30, OVER65
8,00 € / UNIVERSITÀ, SCUOLE DI TEATRO, DESIDERA CARD (acquistabile solo in cassa)
Orario:
Martedì 19 maggio 2026, ore 20.30
Mercoledì 20 maggio 2026, ore 20.30
Giovedì 21 maggio 2026, ore 20.30
Venerdì 22 maggio 2026, ore 20.30
(L’articolo è una condivisione del comunicato stampa del Teatro Degli Angeli di Milano)