“Il frigo” al Teatro Filodrammatici – Recensione

© Raffaella Cavalieri

A distanza di ventun’anni dal debutto, Eva Robin’s riporta in scena in un nuovo allestimento e sempre con la regia di Andrea Adriatico il personaggio della modella cinquantenne sul viale del tramonto creato dalla fantasia di Copi. Dal 2005 a oggi gli anni sono trascorsi indenni perché quella donna è tuttora ricca di fascino così come lo è il soggetto trattato nella pièce di cui è protagonista. Una (non) storia surreale secondo lo stile personalissimo dell’autore che, per meglio entrare nei meandri della mente umana, inventò una serie di personaggi che agivano oltre la razionalità pur utilizzando un linguaggio che attingeva al vivere più comune.

In un uno spazio pressoché spoglio c’è affissa alla parete una stampa riportante uno dei personaggi identificativi delle strisce create da Copi con i versi “Au infierno”, “Maldita”, Olé”. Sul lato destro, a completamento del riferimento all’autore, l’immancabile sedia, quella che ricorda la donna seduta, creata nel anni ’60, e che divenne protagonista negli anni successivi di diversi libri di fumetti uno dei quali tradotto in italiano nel 1979 con il titolo “Storie puttanesche”. Sulla sinistra in una posizione avanzata un grande frigorifero, elemento di disturbo fondamentale della pièce.

La donna, al suo ingresso in scena, lo nota subito e mostra irritazione. Telefona alla Signora Rondine, persona che si era occupata del trasporto, e le chiede cosa ci faccia quell’elettrodomestico peraltro di sapore così antico nel salotto. Viene a sapere che lo ha mandato sua madre come regalo di compleanno. Seccata, ne ordina subito la rimozione e però quando arriva l’addetto al trasporto questi la violenta e fugge via senza spostare il frigorifero che rimane nella sua posizione.

Altri personaggi per motivi diversi entrano di volta in volta nell’appartamento e a interpretarli tutti è la stessa Robin’s: un’allegra cameriera dal nome Goliarda che si definisce maggiordoma sempre sul punto di venire licenziata, il paziente di una psichiatra svampita, la madre della donna in elegante abito da sera che si mostra completamente anaffettiva, finanche un cane che fa i suoi bisogni sul parterre per poi scappare via e, prima ancora dell’entrata in scena di questa diversificata umanità, se ne odono le voci provenienti dalla parete che divide la sala dall’immaginario corridoio: sono esseri non esistenti realmente ma creati dalla mente immaginifica della protagonista per riempire quel vuoto esistenziale che l’affligge e che è solitudine sentimentale. E il frigo di cui la donna intende liberarsi è una metafora della freddezza che la circonda. Inutilmente ella cerca sostegno nei personaggi da lei stessa inventati tanto che alla fine riesce a trovare conforto in un topo scoperto dietro il frigorifero e di cui finisce per innamorarsi.

Il regista Andrea Adriatico si mantiene rispettoso del testo di Copi che nella sua stravaganza espressiva cela una neanche tanto sottile drammaticità. Le azioni più paradossali ricche di battute umoristiche provocano ilarità. Si ride, e anche molto, ma in tanti punti le risate sono amare perché nella condizione esistenziale della protagonista si riconosce lo smarrimento tutt’altro che inedito del nostro vivere.

Un humor nero è quindi la cifra che alberga nella pièce e il linguaggio usato da Copi varia da un personaggio all’altro a seconda del loro carattere: pungente, scherzoso, mordace, rissoso, sovversivo, dissacrante, ironico, grottesco. Tutte tonalità che Eva Robin’s attraversa con ammirevole naturalezza. All’ottima recitazione verbale occorre aggiungere una notevole capacità trasformistica che le permette di sostenere le diverse figure grazie a un veloce cambio d’abito che avviene fuori scena e senza che la sua voce smetta di farsi sentire aldilà della parete divisoria.

Lo spettacolo, che era stato preceduto dall’esibizione canora di una performer di DRAMA Milano, il queer cabaret più grande d’Italia, è stato applaudito a lungo dal pubblico presente. Il Festival prosegue con altri spettacoli e attività fino al 10 maggio. Nel seguente link l’elenco:

Visto il giorno 8 maggio 2026

(Carlo Tomeo

Il Frigo di Copi – uno spettacolo di Andrea Adriatico con Eva Robin’s – produzione Teatri di Vita con il sostegno di Comune di BolognaRegione Emilia-RomagnaMinistero della Cultura scene e costumi Andrea Cinelli con la consulenza di Maurizio Bovi

Categorie RECENSIONI

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