
Due sono i temi principali che Pinter affronta nella sua “Tradimenti” scritta nel 1978, prima rappresentazione nel 1980 a Broadway e poi a distanza di due anni al Théâtre Montparnasse di Parigi, e che, a differenza di come potrebbe apparire, sia per la trama che per il titolo, non ha del tutto a che vedere con una storia d’amore che coinvolge nell’arco di sette anni tre persone legate fra loro per motivi famigliari e di amicizia. L’argomento principale della pièce è, infatti, la memoria ricostruita attraverso i ricordi, e la menzogna. A essere coinvolti nella vicenda sono i coniugi Emma (Lucrezia Mascellino) e Robert (Gaetano Franzese) e Jerry (Claudio Pellegrini), migliore amico di quest’ultimo, che nel 1968 dichiara, sotto l’effetto di una ubriacatura, di essere innamorato della donna con la quale inizierà di lì a poco un rapporto clandestino e del quale Pinter presenta lo svolgimento in un racconto che va a ritroso nel tempo, partendo dal momento i cui i due amanti hanno definitivamente concluso la loro storia.
A ispirare la commedia fu la relazione extraconiugale che Pinter ebbe con la presentatrice della BBC Joan Bakewell, durata dal 1962 al 1969 e averla scritta a distanza di dieci anni dalla sua conclusione ha quasi il sapore di una sorta di “recherche” come se lo scrittore avesse sentito l’esigenza di riportare, se non a far riemergere ex novo, avvenimenti che erano accaduti in quel settennio. Il Tema è quindi quello della memoria come scritto in premessa e per meglio raggiungere lo scopo, aveva adottato la singolare struttura drammatica che espone i fatti partendo dalla fine. Come aveva dichiarato in un’intervista a New York al giornalista italiano Furio Colombo: “Non è mica una furberia la mia. È solo il trucco della memoria! La memoria è così. Comincia tutto dall’ultimo istante, si riavvolge all’indietro. Solo che sopra c’è il cervello, la testa o la logica o l’abitudine a pensare. Mettendo tutto alla rovescia in Betrayal, io ho preso la memoria alla lettera, la memoria senza la logica che è una macchina stupida, come tutte le macchine” (cfr. Guido Davico Bonino nell’introduzione al testo “Tradimenti” di Harold Pinter, Einaudi Editore, 1982,1994).
Affidarsi alla memoria significa andare incontro alle sue trappole e scoprire anche le bugie perpetrate durante il periodo esaminato. E queste bugie sono disseminate nel testo di Pinter un po’ perché forse le aveva usate lui stesso nel suo rapporto con l’amante e un po’ perché, si presume le avesse captate o intuite nella donna da discorsi contraddittori che a volte possono accadere specialmente se il rapporto deve restare segreto. Naturalmente questo è solo lo schema della pièce che non è, né voleva essere esattamente autobiografico.
Ad accogliere il pubblico è un palcoscenico in più punti coperto da teli rossi, che una volta scostati rivelano arredi essenziali. Sul fondale sono proiettate di volta in volta scritte luminose riportanti luoghi e date di dove e quando si svolgono i vari episodi rappresentati. Posto su una pedana mobile trasportabile da un estremo all’altro del palcoscenico dai due attori, c’è un pianoforte a coda che è suonato per tutta la durata da Chiara Schmidt che non funge da semplice accompagnatrice musicale ma è essa stessa personaggio non parlante se non attraverso lo strumento con il quale sottolinea e commenta stati d’animo dei personaggi e momenti delle varie scene. Sono brani vari di musica classica e che vanno da Chopin a Liszt a Satie e che crescono o diminuiscono di vigore a seconda dell’intensità delle azioni.
La commedia inizia con l’incontro casuale in un pub di Emma e Jerry. È il 1977. I due avevano chiuso la loro relazione da due anni e da allora non si erano più incontrati. Qui la donna racconta di aver trascorso in bianco quasi tutta la notte precedente a causa di un un litigio con il marito durante il quale lei gli aveva confessato il suo tradimento durato sette anni. La cosa sconvolge Jerry perché trova che sia stato inutile rivelare la loro storia a distanza di due anni dal termine e questo gli crea dei problemi visto che Robert è ancora il suo migliore amico e il tradimento appare di doppia portata. Più tardi proprio in un incontro con lo stesso Robert resterà ancora più sorpreso nell’apprendere che a lui la cosa era stata già confessata da Emma ben quattro anni prima. È questa la prima bugia che viene portata alla luce, altre se ne scopriranno nelle successive sette scene di cui è composta la commedia.
Colpisce la flemma molto british di Robert nell’affrontare il discorso con l’amico: per lui dopo quattro anni la cosa è superata anche perché si sta ormai separando dalla moglie. Eppure qualcosa rimane irrisolto e si simbolizza con la richiesta di disputare una partita a squash, tante volte formulata e mai realizzata. Per l’uomo quello sport sembra quasi essere il metro di giudizio per verificare la fedeltà dell’amico oppure, considerando il fatto di essere lui il più forte in quel gioco, è un modo per sconfiggerlo sia pure metaforicamente.
Altro ancora, a proposito della natura reale dei tre personaggi, si intravvede nelle frasi che sembrano innocue e buttate qua e là quasi per caso: i discorsi sullo scrittore Casey, mai in scena ma molto citato per la sua flemma e perché indica il successo come editor di Jerry; le poesie di Yeats che Robert continua a leggere quotidianamente non solo a Londra ma anche quando è in vacanza a Torcello; Emma che mente sempre e sembra essere la più brava a farlo per salvaguardare meglio la sua relazione con Jerry che è più istintivo e apparentemente più coinvolto fin dalla sera, l’ultima scena, in cui dichiara il suo amore e che nella versione di Schmidt appare forse troppo caricata da tonalità quasi goliardiche.
Harold Pinter è uno scrittore dalle opere notoriamente complesse. La traduzione in italiano e il taglio registico usato per rappresentarlo non sono imprese da poco. Qui la traduzione di Alessandra Serra assolve bene il compito e la regia di Maurizio Schmidt completa il lavoro dove la drammaticità del tema è solo apparente perché a prevalere è l’ironia e il cinismo tipici in Pinter, che in più punti sa anche provocare la risata. Se nella storia il personaggio più colpito a causa del tradimento, per lo più anche doppio, appare essere il marito, è pur vero che, a parte lo sfogo rabbioso contro la moglie nella scena quinta che si svolge a Venezia, per il resto della commedia i tre che dovrebbero apparire come “anime in balia degli eventi” sono in realtà persone concrete bene attente a recitare il ruolo per bene della società dell’upper class inglese di cui fanno parte. Pinter non li ha creati simpatici e Schmidt si è ben guardato dal renderli tali.
Molto bravi e ottimamente inseriti nelle difficili parti i tre artisti Gaetano Franzese, Lucrezia Mascellino, Claudio Pellegrini oltre a Chiara Schmidt al pianoforte. Il numeroso pubblico presente li ha accolti festosamente con lunghi e più volte ripetuti applausi. Repliche fino a domeniche 26 aprile. In calce sono riportati i crediti e le INFO per acquisto biglietti.
“Tradimenti”di Harold Pinter è il secondo capitolo del progetto di Farneto Teatro e BAS – Boffalora Acting Studio dedicato all’incontro tra le nuove generazioni di interpreti e il drammaturgo inglese. Lo spettacolo fa parte, infatti, della trilogia su Pinter proposta nella stagione 2025/2026 del Teatro Out Off e nata dalla nuova collaborazione tra lo storico teatro milanese e l’emergente realtà fondata da Maurizio Schmidt.
Visto il giorno 18 aprile 2026
(Carlo Tomeo)
Da giovedì 9 a domenica 26 aprile
Teatro Out Off
Tradimenti di Harold Pinter – traduzione di Alessandra Serra – regia Maurizio Schmidt – con Gaetano Franzese, Lucrezia Mascellino, Claudio Pellegrini – pianoforte Chiara Schmidt – luci Massimo Guarnotta – spazio scenico Federico Amoruso – organizzazione Marta Ceresoli – produzione Teatro Out Off, Farneto Teatro, BAS – Boffalora Acting Studio – foto Chiara Carrera – Prima nazionale
Spettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro
Teatro OUT OFF via Mac Mahon 16, Milano
Orari: martedì egiovedì ore 20:30 | mercoledì, venerdì e sabato ore 19:30 | domenica ore 16:00
Biglietti in vendita su Vivaticket: intero: 20€ | under26: 14€ | over65: 10€
Spettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro
Info: teatrooutoff.it
Prenotazioni e informazioni: T. 0234532140 | M. biglietteriaoutoff@gmail.com
Ritiro biglietti negli uffici in via Principe Eugenio 22 dal lunedì al venerdì dalle ore 11.00 alle ore 14.00.
Ritiro biglietti in botteghino via Mac Mahon 16 da martedì alla domenica un’ora prima dello spettacolo.
Trasporti pubblici: M5 Fermata Cenisio, tram 14, tram 12, autobus 78