“Chicchignola” al Teatro San Babila di Milano- Recensione

“Perchè l’amore / sì è bello come te / fa nasce anche d’inverno / le rose e le pansè”. Sono i versi dello struggente tango che canta Chicchignola, il personaggio creato da Ettore Petrolini per una delle sue più celebri opere teatrali risalente agli anni ’30 (prima rappresentazione al Teatro Argentina di Roma nel 1931, dove riscosse un successo immediato) e fatto rivivere da Massimo Venturiello al Teatro San Babila. Sul palcoscenico con lui quattro bravi comprimari, interpreti dei personaggi che ruotano intorno alla vita del protagonista in una storia di passioni e tradimenti.

Chicchignola è un sessantenne che, dopo essere stato licenziato, è costretto a svolgere l’umile lavoro di ambulante che vende giocattoli e palloncini per le strade di Roma. Sua moglie Eugenia (Maria Letizia Gorga) lo tradisce con Egisto, il suo migliore amico (Franco Mannella) sposato a sua volta con Marcella (Elena Berera). A incrociare la sua vita è Lalla (Claudia Portale) un personaggio solare che ama godersi la vita e dall’atteggiamento ambiguo. La vicenda inizia con la malattia di Marcella che per guarire ha bisogno di un soggiorno nelle terme di Chianciano dove verrà accompagnata dal marito. Eugenia, gelosa, per stare vicino all’amante, decide di partire con loro. Chicchignola inizia a sospettare della moglie e penserà a come fare per cogliere gli amanti in flagranza di tradimento. La vicenda prenderà uno sviluppo a sorpresa dove l’uomo, ideato il modo per sorprendere i due amanti, non si troverà poi nella condizione di essere capace di portare avanti e fino in fondo la vendetta. Una forma di saggezza popolare è il costrutto e il leit-motiv di tutta la commedia mentre Chicchignola, il personaggio tradito nell’amore e nell’amicizia, considerato un perdente perché troppo onesto e ritenuto incapace di fare soldi, e che ama rifugiarsi nella pittura, riveste la sua immagine con la poesia.

Una commedia dal taglio divertente che nel secondo tempo prende un tono amaro quando Chicchignola, ritenuto a torto un uomo ingenuo, si rivelerà essere persona di sottile intelligenza e quindi capace di scoprire le cattive intenzioni di chi gli sta intorno. Ma è anche persona buona, una sorta di statuina di argilla destinata a soccombere di fronte e in mezzo a statue di ferro. Una storia, questa, che è metafora di un’umanità fatta di vincitori e vinti che data dalla notte dei tempi, specchio di una società che con il decadimento dei valori volge sempre più al degrado. La commedia di Petrolini è ancora attuale proprio perché riflette la realtà del mondo odierno e, aldilà delle scene esilaranti, che comunque sono anch’esse presenti della nostra società, è fonte di riflessioni per le diverse sottigliezze delle frasi tutt’altro che evasive sparse nel testo, arricchito a sua volta dalle canzoni infarcite di giochi linguistici, termini anche scurrili e doppi sensi (come “becco” di uccello e “becco” sinonimo di cornuto o, ancora, “montare” e “dilatazione”).

Chicchignola, infatti, come scrive il regista, è una commedia “contemporanea e tradizionale al tempo stesso. Non a caso il suo autore è stato spesso associato a Plauto, il più moderno dei drammaturghi di tutti i tempi. La grande forza di Petrolini, che appartiene a una ristrettissima schiera di artisti geniali, sta nel riuscire a ritrovare terreno fertile in qualsiasi epoca. Avremmo potuto incontrarlo nel teatro dell’antica Roma e al contempo non è inimmaginabile pensarlo, forse addirittura con accresciuta forza innovativa, tra duemila anni, accanto a chissà quali nuove forme teatrali”.

Un attore, vestito in modo casuale, si esibisce sul palco con un'espressione seria, mentre accanto a lui sono presenti alcuni pupazzi colorati e palloncini, creando un'atmosfera teatrale.

I cinque artisti della pièce, con in primo piano il poliedrico Massimo Venturiello, si muovono in scena con un’invidiabile naturalezza. Oltre ad apparire a loro agio nella recitazione ricca di caratterizzazioni tipiche della commedia romanesca sono bravissimi nella parte cantata oltre che ballata e suonata con strumenti popolari nella quale eccelle la voce da contralto di Maria Letizia Gorga il cui assolo nella prima milanese cui ho assistito ieri sera si è guadagnato un applauso a scena aperta. Applausi che non sono mai mancati alle varie altre canzoni, una delle quale è stata bissata al termine dello spettacolo. Bene inquadrati nei loro ruoli gli altri tre comprimari: Franco Mannella ottimo interprete di Egisto, l’amico traditore e furbo affarista, giustamente punito alla fine; Claudia Portale dagli accenti divertenti; Elena Berera che dietro la parte di persona poco intelligente nasconde una donna astuta che sa il fatto suo.

Lo spettacolo ha ricevuto un’ottima accoglienza da parte del pubblico che ieri sera ha riempito la sala del Teatro. le uniche due repliche sono previste per questa sera alle ore 20,00 e per domani alle ore 16,00. In calce all’articolo i crediti, un breve video e le info per l’acquisto biglietti.

Visto il giorno 19 dicembre 2025

(Carlo Tomeo)

MASSIMO VENTURIELLO in CHICCHIGNOLA

con MARIA LETIZIA GORGA

e con (in o.a.): ELENA BERERA – FRANCO MANNELLA – CLAUDIA PORTALE

testo e regia MASSIMO VENTURIELLO

scene Alessandro Chiti – disegno luci Marco Laudando – foto Fabrizio Bendetti

Teatro San Babila Corso Venezia 2/A – 20121 Milano
Telefono 02 46513734 – info@teatrosanbabilamilano.it
Biglietti in vendita in teatro e online (La biglietteria è aperta da martedì a venerdì dalle ore 14 alle ore 17 e un’ora prima di ogni spettacolo).

Prezzi: Intero ntero € 27 – Under/over € 22 – Studenti € 12
Gruppi minimo 10 persone € 15

Categorie RECENSIONI

2 pensieri riguardo ““Chicchignola” al Teatro San Babila di Milano- Recensione

  1. Avatar di elena berera

    Buonasera signor Tomeo sono Elena Berera attrice cantante dello spettacolo Chicchignola che lei ha recensito con molta grazia e competenza ma purtroppo ha sbagliato il complimento fatto alla signora Gorga magnifica attrice e voce da contralto meravigliosa e non “sopranile” come lei ha scritto, l’applauso generoso era diretto a “Marcella” che io interpreto, la canzone è “Non me ne scordo mai” che il musicista e compositore che ha arrangiato i brani dello spettacolo  Mariano Bellopede , ha voluto esprimerla con un finale scherzosamente “sopranile” Le sarei grata se cambiasse il nome dell’ interprete. Grazie

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    1. Avatar di Carlo Tomeo

      Buonasera Signora Berera, provvedo a correggere il termine “sopranile” riferito alla canzone cantata dalla Signora Maria Letizia Gorga. Probilmente l’errore è da attribuire all’acuto finale con il quale la signora concludeva il brano ed è proprio questo finale che le ha procurato l’applauso a scena aperta (ero in prima fila e non poteva sfuggirmi). Che poi ci siano stati altri applausi generosi e convinti a scena aperta non posso negarlo ma quello della Signora Gorga mi è sembrato il più convinto, almeno nella sera in cui ho assistituo allo spettacolo. Non so come siano andate le repliche e quindi non posso negare, se lei lo sostiene, che anche lei possa aver avuto altrettanti applasi personali. La saluto cordialmente tributandole le mie parole di stima, Carlo Tomeo

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