
dal 19 al 21 dicembre
prima regionale
CAMERA 701
di Elise Wilk
traduzione Loredana Chircu
scena e regia Luca Mazzone
con Edoardo Barbone, Federica D’Angelo, Giuseppe Lanino
e Silvia Scuderi
costumi Lia Chiappara
luci Alessandro Accardi
produzione Teatro Libero Palermo
progetto in collaborazione conPAV / Fabulamundi Playwriting Europe
Ph. Giulia Mastellone
trailer https://vimeo.com/948385832
“La stanza dell’hotel diviene lo spaccato di un umano colto nei limiti della propria irredimibile contemporaneità. In toni da commedia brillante, gli interpreti portano in scena un pugno di nevrosi e speranze, organizzate dalla regia con equilibrata misura”.
Tiziana Bonsignore, Teatro e Critica
SINOSSI
Una camera d’albergo non possiede il calore di una casa: ci si sente soli, immersi nella propria esistenza scandita da amore, delusione, fallimento, paure. Una camera nella quale ci rifugiamo per una notte, che fa da scenario impersonale alle nostre solitudini. Così, quei mobili asettici assistono alle nostre vite avviluppatesi nel gorgo di una modernità che non addolcisce né consola. Crepe e fallimenti, dolore e speranza, cinismo e desiderio, scandiscono gli imprevedibili incontri del caleidoscopio di personaggi ai bordi dell’esistenza che animano il testo di Elise Wilk. Esistenze che provano a inviare messaggi in bottiglia nel tentativo di trovare ancore di salvezza in un altrove indefinito.
Camera 701 racconta per quadri la crisi dell’uomo e della donna contemporanei. Singoli e individui che rimangono stritolati negli schemi e negli stereotipi dentro cui sono sempre più relegati. Il campo nel quale s’incontrano e si confrontano è quello dei sentimenti: l’amore, l’attrazione, l’odio, la paura. Sentimenti che attraversano le nostre vite e che spesso ne condizionano l’evoluzione. Otto schegge d’esistenza che potrebbero essere la nostra.
NOTE
Vi sono dei luoghi che fanno da scenario a momenti cruciali della nostra esistenza. Sono spesso ambienti anonimi, impersonali. Luoghi più o meno ameni che ci accolgono e che contengono le nostre emozioni, i ricordi, gli odori legati a momenti particolari. Perdite, infatuazioni, tristezze, nostalgie.
Una camera d’albergo, ad esempio, accoglie, protegge, cela. Otto personaggi ne attraversano una, la stessa, in momenti diversi. Lo stesso mobilio, gli stessi spazi fanno da sfondo a percorsi diversi, difficili.
Per quanto di lusso, una camera d’albergo non possiede il calore di una casa: ci si sente soli, immersi nella propria esistenza scandita da amore, delusione, fallimento, paure. Una stanza nella quale ci rifugiamo anche soltanto per una notte, che fa da scenario impersonale alle nostre solitudini pur diventando, per qualche notte, alcova, tana, casa.
Così, quei mobili così asettici assistono alle nostre vite avviluppatesi nel gorgo di una modernità che non addolcisce né consola. Crepe e fallimenti, dolore e speranza, cinismo e desiderio, divengono piano piano i poli di solitudini che si incontrano inviandosi reciprocamente messaggi in bottiglia nel tentativo di trovare ancore di salvezza in un altrove indefinito. Camera 701 è un caleidoscopio di personaggi ai limiti dell’esistenza, solitudini che s’incrociano e che provano a comunicare in uno spazio definito e anonimo come quello di una camera d’albergo.
Il testo di Elise Wilk, giovane drammaturga contemporanea rumena, racconta per quadri la crisi dell’uomo e della donna contemporanei. Singoli e individui che rimangono stritolati negli schemi e negli stereotipi entro cui sono sempre più relegati. Il campo nel quale s’incontrano e si confrontano è quello dei sentimenti: l’amore, l’attrazione, l’odio, la paura. Sentimenti che attraversano le nostre vite e che spesso ne condizionano l’evoluzione. Quadri di esistenze che trovano nella camera d’albergo un luogo asettico e laboratoriale, dove mettere al vaglio le istituzioni occidentali: il matrimonio, la coppia, la seduzione, l’educazione sentimentale; anche le dinamiche di potere interne alle relazioni lavorative diventano un pretesto per analizzare i nostri comportamenti.
Camera 701 racconta otto schegge d’esistenze che potrebbero essere la nostra. Una manager, un fotografo, una cameriera, uno spogliarellista, una coppia di novelli sposi. Vite, sogni, volti, voci. E poi quella stanza, testimone muta ma piena di segni, di altre voci, di altre vite.
TEATRO FILODRAMMATICI DI MILANO
Milano, Teatro Filodrammatici – Piazza Paolo Ferrari, 6 (angolo via Filodrammatici)
STAGIONE 2025/2026
S.C.L.E.R.O. – Se Cala L’Empatia, Ritrovarsi Ossigena
Prevendite alla biglietteria del Teatro Filodrammatici e su www.teatrofilodrammatici.eu
Orario spettacoli
Mar, gio, ven, sab, ore 20:30
Mer, ore 19.30
Dom, ore 16.00
Sito internet:
http://www.teatrofilodrammatici.eu
Biglietteria:
Tel. +39 02 36727550
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