“Apocalipsync” al Teatro Filodrammatici – Recensione

Il grande telo che occupa interamente il fondale e che in alcuni momenti fa anche da schermo dove si proiettano immagini significative possiede un’apertura sulla sinistra da dove all’inizio si mostra il busto di Luciano Rosso alle prese con le abluzioni mattutine. A introdurlo brevi note de “Il ballo del mattone” in rigorosa versione spagnola che sembra voler collocare l’azione nei primi anni ’60. Non è così perché si capirà subito che l’ambientazione è del 2020 durante l’epidemia del covid e ne fa da testimone Giuseppe Conte, il presidente del consiglio di quell’anno, di cui viene proiettato un brevissimo video. Luciano, in boxeur e canotta, oltrepassa il telo e inizia la sua giornata con alcuni esercizi ginnici. Dovrà restare in isolamento nella propria abitazione perché anche lui, come tutti, è soggetto alle restrizioni del lockdown resosi necessario a causa della epidemia. La situazione che lo colloca lontano dai rapporti sociali lo costringe a cercare di adattarsi alla nuova realtà ma la cosa non appare facile e lo dimostrano le espressioni del suo volto e la movimentazione degli arti e di tutto il corpo: paura che si fa angoscia, non disgiunta anche da qualche sorriso accennato a mo’ di scongiuro dal sapore grottesco accompagnata dall’immaginazione di trovarsi non solo ma davanti a un pubblico con il quale potrà comunicare. E Luciano lo fa utilizzando ogni parte del suo corpo la cui plastica fisicità gli permette le azioni più complesse nelle quali dà dimostrazione della sua arte che va oltre quella della semplice mimica perché si esprime in tanti modi diversi. Avviene attraverso l’abile linguaggio del volto in perfetto sincronismo con le voci fuori scena – il lipsync, appunto – in modo da riuscire a interpretare i personaggi esterni e a interloquire con loro, anche animatamente come succede per esempio nella discussione con il vicino di casa. E avviene anche mediante altri organi estremamente mobili della sua figura come gli arti e le scapole che gli permettono piegamenti, flessioni, contorsioni al limite delle umane possibilità e che in lui, invece, sembrano apparire di facile esecuzione al punto da fargli eseguire complesse figure di animali, in particolare bipedi in lite fra loro, fino all’esilarante e perfetta imitazione di un cigno in movimento.

In poco più di un’ora di spettacolo, che si svolge senza soluzioni di continuità, sono ancora tanti altri i personaggi che Luciano Rosso interpreta e nei quali è ravvisabile la vulnerabilità che si rivela nell’essere umano quando si trova al cospetto di accadimenti di portata sconosciuta e ai quali si reagisce con azioni disparate che spesso si manifestano tramite l’ironia. Ed è questa la chiave di interpretazione scelta dal performer argentino e che porta al divertimento non senza suscitare forte emozione. Al termine della rappresentazione alla quale ho assistito Luciano Rosso ha raccontato che la pièce era stata scritta durante il lockdown del 2020 per seguire la necessità di creare qualcosa “per non impazzire”. Il tema dell’opera è infatti la solitudine, e parla della creatività come strumento per combattere la noia.

La scena nuda, “abitata” solo dalle luci di diverse cromature e dai video proiettati, si è arricchita dalle voci fuori campo di Rosario Lisma, Giorgia Senesi, Stella Piccioni, Emanuele Turetta. A scrivere la drammaturgia insieme a Luciano Rosso è stata Maria Saccone. Al termine, numerosi, fino alle ovazioni, sono stati gli applausi del folto pubblico al quale bravissimo Rosso ha regalato un divertente bis sulla canzone “Sin ti” eseguita dal Trio Los Panchos e del quale si riporta il video in calce all’articolo.

L’argentino Luciano Rosso, che ha raggiunto la popolarità grazie ai suoi video sui social network dove esegue canzoni con la tecnica del lipsync, ha iniziato la sua carriera come ballerino per poi approfondire la musica, specializzandosi nel canto, nella body percussion e nella creazione di strumenti musicali non convenzionali. Dal 2010 ha effettuato numerose tournée in vari paesi del mondo con lo spettacolo di teatro fisico “Un Poyo Rojo” che è diventato il suo cavallo di battaglia.

Il suo spettacolo “Apocalipsync“, unica rappresentazione ieri sera, ha aperto la XII Rassegna Lecite VisioniFestival lgbtqia+ al Teatro Filodrammatici che proseguirà con spettacoli di prosa, performance, laboratori e incontri fino all’11 maggio. Al seguente link il comunicato stampa con il calendario completo dell’intera rassegna.

Visto al Teatro Filodrammatici il 7 maggio 2025

(Carlo Tomeo)

APOCALIPSYNC

di Luciano Rosso e María Saccone con Luciano Rosso

e con le voci di Rosario Lisma, Giorgia Senesi, Stella Piccioni, Emanuele Turetta

regia Luciano Rosso, María Saccone

foto Maca De Noia

coproduzione Carnezzeria E T4 / Maxime Seugé e Jonathan Zak

Categorie RECENSIONI

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