
©Hanna Auer
RECENSIONE
Con lo spettacolo in prima nazionale “Simona, the Gangster of Art” è iniziato ieri al Teatro Out Off il Festival di spettacoli di Jan Fabre. In scena Irene Urciuoli che interpreta il ruolo di Simona, una santa che si è attribuita la missione di lottare per ristabilire il potere della bellezza perso a causa del commercio indiscriminato delle opere d’arte che vengono considerate come mero fonte di guadagno. All’inizio appare immobile, allungata supina su un giaciglio in una scena completamente immersa nel bianco con pochi oggetti sparsi qua e là e un parterre completamente sommerso da polvere anche questa di colore bianco. Si scoprirà subito che quella polvere simula la cocaina. Simona si solleva dal materasso dove era apparentemente addormentata, si lega i capelli e inizia la sua performance. È una santa che si allontana dai cliché cui siamo abituati: si esprime con linguaggio colorito, ricco di parolacce, appare razionale ma si esalta nel momento in cui desidera spiegare bene la sua missione. Dichiara che per entrare in teatro ha dovuto creare un buco dal tetto dal quale si è poi calata per raggiungere il palcoscenico e parlare al suo pubblico. Spiega subito qual è la ragione che l’ha spinta lì, così come fa intendere che farà altrettanto anche in luoghi diversi perché vuole potenziare il numero degli ascoltatori e condurli alla sua missione. Il suo compito è esplicito: “Il mio modesto contributo è rompere con il nostro egoismo economico criminale. Farò in modo che il potenziale di investimento dell’arte venga lentamente ma inesorabilmente distrutto in modo che il valore intrinseco dell’arte, i poteri curativi e spirituali della bellezza, abbiano di nuovo una possibilità.” Lei è la Gangster of Art del titolo ed è anche la “Queen of Snow”, dove la Snow non è la neve tradizionale ma il modo in cui viene anche chiamata comunemente la cocaina, la grande C che fa coppia con la grande A: Cocaina e Arte. Coppia che oggi appare indissolubile come lo sono storicamente tante altre (cita Tom e Jerry, Elisabeth Taylor e Richard Burton, Mickey e Minnie Mouse, Ginger Rogers e Fred Astaire, e molti altri ancora). Mentre continua il suo monologo che si fa sempre più acceso, sniffa cocaina assumendola qua e là con i tubi sparsi sulla scena e dopo ogni sniffata si abbandona a movimenti sfrenati al suono della potente musica percussiva di Alma Auer. Ogni tanto afferra un brandello di tela colorata, ne strappa un pezzo e lo mastica con voluttà. Si apprenderà che quello è il brandello di una copia del più famoso quadro di Munch e pregusta il momento in cui arriverà a ingoiare il punto in cui è ritratto la bocca aperta del soggetto che sta emettendo l’angosciante urlo, lo stesso che lei emetterà nei vari momenti più drammatici delle azioni. Lei si alimenta con cocaina e arte, la prima per poterla debellare dal pianeta, la seconda per assumerla dentro di sé in modo da poterla far rinascere nella sua veste primordiale che è la bellezza. Ha le idee chiare Simona: sa che per eliminare la dipendenza dell’opera d’arte dal mercato speculativo dovrà liberare il mondo dalla dipendenza della cocaina che assumerà lei stessa e per procurarsela inizierà a vendere falsi di grandi opere d’arte. Sa che il costo di un falso è più alto di quello dell’originale. (è appena il caso di citare la gallerista Ann Freedman che vendette, spacciandolo per vero, e a una cifra enorme un quadro di Mark Rothko al collezionista italiano Domenico De Sole e che fu scoperta solo nel 2004, compromettendo la sua professione). Prima con l’ausilio di un piccolo trapano e poi con la lingua e con le mani imbrattate di cocaina, la donna vuole usare la polverina per creare una nuova opera d’arte. Il suo lavoro è già iniziato ed è rappresentato da un abbozzo di una colonna dorica destinata a innalzarsi sempre più in alto. In alcuni momenti si libera dei gioielli che la coprono e mostra, aprendo la giacca, i segni delle punture dei vari insetti che la molestano, metafore dei suoi tormenti interiori. La bellezza non può prescindere dall’amore e Simona lo ricorda accennando a tratti alcuni versi di “Because the Night” di Patty Smith (“Love is a banquet on which we feed”…).
L’originale e bellissimo testo di Jan Fabre, recitato in italiano sovratitolato in inglese, è valorizzato dall’intensa interpretazione dell’eccellente Irene Urciuolo che per circa un’ora copre interamente la scena e non si risparmia. Al termine della prima, è stata lungamente e meritatamente applaudita. A parte la replica di questa sera alle ore 20:00, lo spettacolo sarà ancora in scena nei giorni 27 e 28 settembre (in calce le info per l’acquisto biglietti). Da vedere.
Crediti:
Jan Fabre Idea, testo e direzione – con Irene Urciuoli – Alma Auer Sound design e esecuzione – Miet Martens Drammaturgia – Ut Janssens Design luci ed esecuzione tecnica
Visto il giorno 10 settembre 2024
(Carlo Tomeo)
LE PROSSIME DATE degli SPETTACOLI del FESTIVAL JAN FABRE al TEATRO OUT OFF:
11, 27, 28 settembre “Simona, the gangster of art” con Irene Urciuoli (ore 20.00)
13 Settembre Prima Mondiale “Io sono un errore” con Irene Urciuoli (ore 20.00)
14 Settembre “Io sono un errore” con Irene Urciuoli (ore 20.00)
17 Settembre Prima Mondiale “I’m sorry” con Stella Höttler (ore 20.00)
18 Settembre “I’m sorry “con Stella Höttler (ore 20.00)
20 Settembre Prima Nazionale “Elle était et elle est, même” con Els Deceukelier (ore 20.00)
21 Settembre “Elle était et elle est, même” con Els Deceukelier (ore 20.00)
24 Settembre Prima Nazionale di “I believe in the legend of love” con Ivana Jozić (ore 20.00)
Mer 25 Settembre “I believe in the legend of love” con Ivana Jozić (ore 20.00)
LE DATE degli SPETTACOLI del FESTIVAL JAN FABRE al TEATRO VISCONTI di GRAZZANO VISCONTI:
4 Ottobre Prima Nazionale di Prima Nazionale di Giornale Notturno con Carolina Migli
11 Ottobre Prima Nazionale di Giornale Notturno con Carolina Migli
5 Ottobre Prima Mondiale “Angel of death”, regia di Lorenzo Loris (ore 20.00)
6 Ottobre “Angel of death”, diretto da Lorenzo Loris (ore 16.00)
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Teatro OUT OFF via Mac Mahon 16, Milano, www.teatrooutoff.it
Trasporti pubblici: M5 FERMATA CENISIO; TRAM 14; TRAM 12; AUTOBUS 78
Prenotazioni e Informazioni:
0234532140 / biglietteriaoutoff@gmail.com → lunedì › venerdì ore 10.00 › 16.00
online → http://www.vivaticket.com/it/venue/teatro-out-off/2135050
Ritiro biglietti Uffici: via Principe Eugenio, 22 / lunedì – venerdì ore 11.00 › 13.00
PREZZO: Intero: 25 euro / Under26: 18 euro / Over65: 13 euro
ABBONAMENTO FESTIVAL FABRE 2024: 6 spettacoli del Festival a 100 €
acquisto abbonamento: 0234532140 / biglietteriaoutoff@gmail.com → lunedì › venerdì ore 10.00 › 16.00
online → www.vivaticket.com/it/ticket/abbonamento-festival-fabre/239703

concordo pienamente con l’accurata recensione di uno spettacolo straordinario, messo in scena da un’attrice incredibile! (che per dover di cronaca, si chiama Irene URCIUOLI con la i finale 😉)
e complimenti al Teatro Out Off di Milano per la scelta di ospitare un festival del genere, un evento culturale di altissimo livello.
e.
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Ringrazio molto per l’indicazione in merito al refuso sul nome dell’attrice che ho provveduto a correggere: il suo nome era stato scritto in modo errato fortunatamente solo all’inizio articolo, mentre nei crediti e in altri punti era stato scritto correttamente. Riporto il link dello stesso articolo pubblicato sul magazine Alessandria today Italianewsmedia.it sul quale scrivo: https://alessandria.today/2024/09/11/simona-the-gangster-of-art-al-teatro-out-off-di-milano/
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