“Crisi di nervi. Tre atti unici di Anton Čechov” al Teatro Menotti – Recensione

© Carlo Tomeo

È presente in questi giorni al Teatro Menotti il grande regista Peter Stein con il suo nuovo spettacolo che ha debuttato il 10 maggio scorso al Teatro Biondo di Palermo e che è costituito da tre atti unici di Čechov. Il titolo che il regista ha scelto per la pièce è “Crisi di nervi”, i tre atti sono “L’orso” (1888), “I danni del tabacco (1886) e “Una domanda di matrimonio” (1888), tre storie i cui protagonisti vengono dipinti come esseri tormentati, irritabili, isterici, litigiosi nelle loro manifestazioni tipiche di quella che era la società borghese di fine Ottocento ma neanche troppo lontana da quella dei nostri tempi preoccupata del possesso di beni materiali e della propria immagine sociale allineata a un’idea corrente e dominata da falso perbenismo.

Čechov scrisse i tre micro-drammi dopo la delusione provata per l’insuccesso riportato dalle sue due opere drammatiche precedenti abbracciando il genere vaudeville molto in voga in Francia alla fine dell’Ottocento e che aveva preso piede con successo anche in Russia. E in effetti il genere si addiceva alla personalità dello scrittore, fine conoscitore dell’indole umana fatta di sentimenti contrapposti, dove il dolore e il comico sono soltanto apparentemente due aspetti contrapposti dell’animo mentre in realtà lo rappresentano in tutta la sua interezza.

I tre atti unici sono rappresentati uno di seguito all’altro senza intervallo tranne una breve interruzione a sipario chiuso che permette il cambio della scena ed è accompagnata da musiche dalle sonorità russe, la prima un valzer, l’ultima un vivace can can, scelte non a caso perché danno il colore dell’argomento trattato in ciascun atto.

Nel primo, “L’orso”, la protagonista (Maddalena Crippa) è una vedova in lutto stretto che è affranta dal dolore per la morte del marito avvenuta mesi prima. È seduta davanti alla foto del defunto e parla con lui giurandogli che sarà sempre fedele alla sua memoria nonostante lui la tradisse continuamente e la trattasse male. A nulla sembrano servire le incitazione del cameriere (Sergio Basile) affinché lei dismetta il lutto e si decida a uscire di casa per iniziare a rifarsi una vita. La visita indesiderata di un uomo (Alessandro Sampaoli) che si dichiara creditore di una somma che aveva prestato al morto getta lo scompiglio nella casa: da una parte l’insistenza di questi, che diventa sempre più impetuoso e che minaccia di non andare via se non riceverà il denaro che gli spetta, dall’altra il rifiuto infastidito, e che si fa sempre più rabbioso, della donna a corrispondergli quanto richiesto. Alla fine la situazione sembra risolversi con un duello che però poi non sarà eseguito perché tutto avrà un risvolto differente.

© Tommaso Le Pera

Il secondo, “I Danni del Tabacco” vede un professore (Gianluigi Fogacci) incaricato dalla moglie a tenere una conferenza sui danni provocati dal tabacco. L’uomo però finisce per confessare che in realtà trova nella morte dovuta proprio all’uso del tabacco la soluzione per mettere fine alla sua vita disastrosa accanto alla moglie opprimente.

© Tommaso Le Pera

II terzo,”La domanda di matrimonio”, vede un ipocondriaco e timido giovane possidente (Alessandro Averone) che decide di sposare per interesse una ricca proprietaria terriera (Emilia Scatigno) e ne chiede la mano al di lei padre (ancora Sergio Basile). La donna è ben felice di accettare ma una serie di equivoci fanno sì che i due finiscano per litigare senza per questo rinunciare del tutto al matrimonio.

© Tommaso Le Pera

I tre atti unici analizzano in modi diversi tre momenti della vita coniugale. Il primo appartiene al passato conclusosi con la morte dell’uomo. Significativo è l’atteggiamento della donna che continua a indossare abiti e consuetudini propri del suo stato vedovile e però in realtà la sua volontà è quella di vendicarsi sottilmente dei tradimenti del marito promettendogli per paradosso una fedeltà assoluta. Il secondo è legato al presente e narra la dissoluzione totale dell’unione dove l’uomo è disposto a morire pur di liberarsi di una moglie troppo incombente. Il terzo è un matrimonio che si realizzerà in futuro malgrado nasca sotto cattivi auspici visti i reciproci schiaffi che i due neofidanzati si scambiano e dove la donna, considerata la non eccellente salute dell’uomo, appare destinata ad avere la supremazia.

La Compagnia protagonista di “Crisi di nervi”, già ammirata per due anni, a eccezione di Sergio Basile che sostituisce Fernando Maraghini, nell’ottimo “Il compleanno” di Harold Pinter, mostra in questo nuovo spettacolo una coesione totale grazie alla forza e capacità registica di quel maestro che è Peter Stein che ha saputo creare una messa in scena tale per cui il teatro si distingue per avere un carattere collettivo. Gli attori, tutti al massimo delle loro prestazioni, sono stati guidati da una regia elegante e ingegnosa dove è esaltato ogni momento della messa in scena. Maddalena Crippa, Signora del teatro italiano, dalla perfetta vocalità, appare una credibile perfetta madama della Russia borghese di fine ‘800, messa in risalto da un ricco abito confacente al personaggio che interpreta e disegnato da Anna Maria Heinreich che ha realizzato coerentemente anche i costumi di tutti gli altri personaggi. Suo antagonista nell’atto è Alessandro Sampaoli, che sa ben variare con abilità le varie sfaccettature del suo personaggio sia a livello vocale che a livello fisico, tali da provocare risate compiaciute. Gianluigi Fogacci affronta il suo monologo che si rivela essere un tour de force e, nel suo procedere, assume atteggiamenti patetici che virano anche al surreale. Un atteggiamento drammatico causato dal male di vivere accanto alla moglie dalla quale pensa di liberarsi solo con la morte (la propria). Alessandro Averone, uno dei personaggi più importanti del precedente spettacolo di Peter Stein, “Il compleanno”, è qui l’uomo timido che vuole impalmare la brava, anche se non del tutto bella, proprietaria terriera, possiede una fisicità sorprendente nel mostrarsi fragile, intimorito ma comunque, pur con qualche balbettio di troppo, cerca di portare a termine la sua missione affrontando un padre della donna fondamentalmente ben disposto e interpretato da un divertente e divertito Sergio Basile, che riveste anche il ruolo del timoroso servitore ne “L’orso”. Quella che sarà la futura sposa è Emilia Scatigno, una resa pirotecnica per l’attrice che nel corso di un biennio da quando era andata in scena nel primo anno de “Il compleanno” ha compiuto notevoli passi avanti dimostrandosi ottima interprete sia per le parti in cui deve sostenere isterismo sia in quelle nelle quali sa mostrare furbizia o anche collera.

A completare ottimamente sono le scene con gli accurati elementi di arredo di Ferdinand Woegerbauer illuminate dalle sapienti luci di Andrea Violato

Nelle note di regia Peter Stein ha dichiarato che “l’estrema comicità, l’esasperazione e gli eccessi di crudeltà utilizzati dall’autore, possono funzionare soltanto se accompagnati da un sottofondo realistico e psicologicamente giustificato”. E in questo ottimo Čechov da lui portato in palcoscenico i due ingredienti sono rappresentati magistralmente.

Grande successo da parte del pubblico che ha mostrato di divertirsi molto. Repliche fino all’8 giugnoIn calce le info per acquisto biglietti.

Visto il giorno 25 maggio 2024

(Carlo Tomeo)

Crisi di nervi. Tre atti unici di Anton Čechov
regia Peter Stein
L’orso con Maddalena Crippa, Sergio Basile, Alessandro Sampaoli
I danni del tabacco con Gianluigi Fogacci
La domanda di matrimonio con Alessandro Averone, Sergio Basile, Emilia Scatigno
assistente alla regia Carlo Bellamio
scene Ferdinand Woegerbauer
costumi Anna Maria Heinreich
luci Andrea Violato
produzione Teatro Biondo Palermo / Tieffe Teatro Milano 

Durata 90 minuti

BIGLIETTERIA

PREZZI

TEATRO MENOTTI

Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org

ORARI BIGLIETTERIA

Dal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo

Domenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo

Acquisti online con carta di credito su www.teatromenotti.org

ORARI SPETTACOLI dal martedì al sabato ore 20 – domenica ore 16.30 – lunedì riposo

Categorie RECENSIONI

Un pensiero riguardo ““Crisi di nervi. Tre atti unici di Anton Čechov” al Teatro Menotti – Recensione

  1. Avatar di maddalena martini
    maddalena martini 22 marzo 2025 — 8:54

    spettacolo delizioso, ottima regia ottimi attori, si ride di gusto , ridere di questi tempi è salutare! Grazie a tutti , checov per primo 😂👏👏👏

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a maddalena martini Cancella risposta

search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close