
SPEZZATO È IL CUORE DELLA BELLEZZA
uno spettacolo con Serena Balivo
e con Erica Galante
disegno luci Stella Monesi
ideazione, drammaturgia e regia Mariano Dammacco
foto di scena Luca Del Pia
ufficio stampa Maddalena Peluso
Produzione Piccola Compagnia Dammacco / Infinito / Operaestate Festival Veneto
Con il sostegno di L’arboreto-Teatro Dimora | La Corte Ospitale ::: Centro di residenza Emilia-Romagna e di CapoTrave/Kilowatt
Premio Ubu 2020-2021 nella categoria Nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica
Dal 7 al 10 marzo la Piccola Compagnia Dammacco presenta Spezzato è il cuore della bellezza, spettacolo vincitore del Premio Abu 2020/2021 nella categoria Nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica.
L’allestimento racconta la storia di un cosiddetto triangolo amoroso – lui, lei, l’altra – e, tramite i frammenti e le immagini di questa storia, offre allo spettatore uno sguardo sull’Amore nelle sue pieghe dolorose e tormentate, in un sapiente mix di tragedia e umorismo. In scena, Serena Balivo dà corpo e voce alle due donne protagoniste della storia mentre accanto a lei appare la figura muta dell’uomo al centro del triangolo amoroso, impersonata e agita da Erica Galante. Il lavoro di creazione della compagnia è partito da alcune domande sull’amore e su come questo sentimento, fondamentale nella vita umana, possa trasformarsi, degenerare, tradire i desideri e le aspettative di chi lo vive.

Il testo dello spettacolo è stato pubblicato in “Danzando con l’umano. Cinque drammaturgie di Mariano Dammacco”, un libro a cura di Sergio Lo Gatto e Debora Pietrobono, edito nella collana Linea di Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale diretto da Valter Malosti, per i caratteri di Luca Sossella Editore. Il libro raccoglie cinque drammaturgie di Dammacco (L’inferno e la fanciulla, Esilio, La buona educazione, Spezzato è il cuore della bellezza, Danzando con il mostro) composte negli anni di collaborazione con l’attrice Serena Balivo e accompagnate da quattro apparati critici curati da Gerardo Guccini, docente di Drammaturgia presso l’Università di Bologna e attento osservatore delle interazioni fra testo e spettacolo sia nelle esperienze storiche che in quelle contemporanee.
Biografia
Il binomio artistico composto da Mariano Dammacco, autore, regista e pedagogo teatrale, e Serena Balivo, attrice, porta avanti il proprio lavoro perseguendo un’idea di teatro d’arte e d’autore e, al tempo stesso popolare, ovvero accessibile a tutti per contenuti e linguaggi. La loro ricerca contenutistica e formale è incentrata sul lavoro dell’attore e sulla composizione di drammaturgie originali. Hanno finora creato sei spettacoli: L’ultima notte di Antonio (2012), L’inferno e la fanciulla (2014), Esilio (2016), La buona educazione (2018), Spezzato è il cuore della bellezza (2020), tutti realizzati con il nome Piccola Compagnia Dammacco, e insieme a Roberto Latini, Danzando con il mostro (2022).
Il loro lavoro artistico ha ricevuto alcuni riconoscimenti: Esilio è vincitore di Last Seen 2016 (spettacolo dell’anno su Krapp’s Last Post), è vincitore del Premio Museo Cervi, è finalista al Premio Rete Critica 2016, è finalista al Premio Cassino OFF 2017, è Selezione Premio In Box blu 2017; L’inferno e la fanciulla è finalista al Premio In box blu 2016.
Serena Balivo è vincitrice del Premio Ubu 2017 come miglior attrice under 35, è vincitrice del Premio internazionale Ivo Chiesa 2021, èvincitrice del Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2011. Mariano Dammacco è vincitore del Premio Ubu 2020-2021 nella categoria Nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica per Spezzato è il cuore della bellezza, è vincitore di Italian And American Playwrights Project 2020/22 per La buona educazione, è vincitore del Premio nazionale di drammaturgia Il centro del discorso 2010 per L’ultima notte di Antonio e, precedentemente al percorso con la compagnia, è vincitore del Premio ETI/Scenario 1993 con lo spettacolo Sonia la Rossa e del Premio ETI/Vetrine 1996 con lo spettacolo Amleto e la Statale 16.

ESTRATTI DI RASSEGNA STAMPA
Spezzato è il cuore della bellezza all’Off Topic di Torino | Teatrionline | Alan Mauro Vai
La Balivo incanta il pubblico con la sua presenza, con la precisione del suo essere totalmente dentro al senso della parabola, del porgere il verso, la parola tagliente di Mariano Dammacco, un labirinto emotivo che indaga, serpeggiando, il male d’amore, i sentimenti devastanti che pervadano l’anima di chi vede interrotto, dopo anni di passione e vita comune, un legame sentimentale profondo e indissolubile per via di un’altra. Ed ecco che l’attrice prende i panni anche dell’altra donna, persona totalmente diversa da colei che è stata abbandonata, tanto profonda, tetra e radicata l’una, quanto aerea, solare e ingenua l’altra. La Balivo passa da un personaggio all’altro con incredibile disinvoltura avanzando nel racconto attraverso la poesia del testo e le immagini originali e cangianti dei monologhi e del flusso di pensieri, delineando man mano che l’intreccio si palesa la storia di un inusuale e surreale triangolo amoroso. Suggestivi gli intermezzi in cui Erica Galante presenta passaggi di teatro di figura indossando una grande maschera di cartapesta, contrapponendo la poesia astratta della pantomima al gorgo scuro in cui la favola amorosa pian piano si trasforma. Una scrittura drammaturgica fulminante, densa di comicità e intensità lirica, resa con magistrale bravura da una spumeggiante, vera e comica Serena Balivo, che conferma la maestria della presenza scenica e il dono dell’interpretazione a tutto tondo.
La Piccola Compagnia Dammacco spezza il cuore con bellezza | KLP | Andrea Alfieri
La Piccola Compagnia Dammacco nasce nel 2009 […] Da allora sono riusciti ad imporsi e guadagnarsi, tra i vari riconoscimenti, il nostro Last Seen 2016 con “Esilio” a cui poi sono seguiti due premi Ubu: nel 2017 a Serena Balivo come miglior attrice under 35 e nel 2021 a Mariano Dammacco per il migliore testo italiano grazie proprio allo spettacolo in questione. Al Teatro Europa di Parma ci concedono il piacere di sgretolare il nostro entusiasmo sentimentale e sminuzzarlo in tanti frammenti di rancore e solitudine. E lo fanno pure divertendoci. “Spezzato è il cuore della bellezza” ricalca la tipica storia di una donna tradita e abbandonata per un’altra, che a sua volta dovrà fare i conti con l’ingombrante figura della sua rivale. L’intreccio amoroso di due donne viene sviscerato in un cosmo di conflitti e illusioni, i ricordi o la quotidianità di una passione degenerano in una resa dei conti lancinante. È l’abbandono di cui spesso ci si innamora. […] Padrona di un paesaggio drammaturgico intenso e passionale, e disinvolta in uno spazio scenico asciugato all’essenziale, contorno di due pedane dove agiscono le protagoniste, la Balivo affronta il pubblico coinvolgendolo in uno stralunato discorrere di notti insonni, giornate vuote, foto da buttare insieme a tutti i ricordi, a tutta una vita, oppure divaga su incontri clandestini, frivolezze da neo innamorati. Cosa è o non è amore? Come lo si nutre? Chi deve o può rispondere a queste domande? La compagnia parte da questi e altri interrogativi per comporre un quadro di percezioni comiche e perturbanti allo stesso tempo, suturate nelle vite delle due donne, che diviene un binomio apparentemente distante negli intenti, ma che poi affoga in un’unica realtà condivisa. Serena Balivo è ispiratissima nel calarsi in un surreale scontro fra due personaggi antitetici, il sarcasmo o l’ironia tagliente non consolano lo strazio di un’anima amputata dei suoi sentimenti, così come la spensieratezza e l’infatuazione non collimano con l’ombra costante di una ex mai realmente dimenticata, ma riunisce le due donne sotto lo stesso tetto degli strascichi malinconici e dell’introspezione affettiva. Voce e gestualità si amalgamano nel corpo espressivo di una poetica evocativa, ma sempre scrupolosa e mai astrattamente superflua. È una drammaturgia che non ripudia nessun cliché, nessun luogo comune del caso, non fa neanche nessun particolare sforzo per evitarlo, li usa, li indaga e ce li mette sulle spalle. Sono parte integrante delle nostre tormentate relazioni, sono la nostra biancheria, nascosta sotto i vestiti ma presente, e spesso più raffinata degli stessi vestiti. Amiamo deriderli ma poi non esitiamo a promuoverli a complici dei nostri fallimenti sentimentali. E si ride, si ride tanto in questo spettacolo. Si ride a crepapelle osservando gli altri ridere. Si ride sguaiatamente controllando se gli altri ridono, cercando tra il pubblico chi non ride, soppesando risate su risate altrui per capire se sono sincere o forzate. Ridiamo per far capire al mondo che noi siamo estranei a queste vicende, a queste dinamiche amorose. Dobbiamo ridere, non possiamo permetterci che qualcuno possa anche solo sospettare che questo scorrere di acredini e ipocrisie ci tocchi, ci coinvolga, ci comprometta. Ma anche la Piccola Compagnia Dammacco ride osservandoci, sghignazza allegramente vedendoci ridere, perché lo sa che ci stiamo affannando a fare i distaccati quando siamo invece comodamente seduti sulle nostre code di paglia. “Spezzato è il cuore della bellezza” è uno spettacolo che sa scavarci profondamente dentro, anche se non lo ammetteremo mai.

Primavera dei Teatri 2020 | chetempochefa-roma.blogautore.repubblica.it | Francesca Saturnino
Nella sala del Sybaris sprofondiamo in un’allucinazione visionaria, al contempo iper reale, costruita alla perfezione dalla scrittura calibrata e lirica di Mariano Dammacco, vivificata in corpo, voce, nervi di Serena Balivo che con questa impresa si conferma una delle migliori interpreti della sua generazione. Entra claudicante, si trascina dal fondo su una delle due sedie/ postazioni ai lati della scena: voce trasfigurata, lei sciancata dal dolore. Cappotto marrone scuro e pantaloni lunghi. Il corpo tutto è distrutto, sfatto, un campo di battaglia. Una storia d’amore tramortita dopo anni. Lui l’ha lasciata per un’altra lei, senza mai interrompere completamente il discorso. Balivo, camaleontica, si produce in entrambe le figure femminili, agli antipodi l’una dall’altra […] La drammaturgia è un’altalena inconsueta, per la sua rara bellezza – quasi letteraria -, tra becera tragedia umana e sarcasmo che non lascia scampo, tira dentro, con le sue parole necessarie che danno forma a qualcosa d’indicibile eppure universale, l’essere incappati nella morsa di un amore «troppo morto per vivere e troppo vivo per morire». Forse il teatro resta l’unico non luogo dove tutto questo può prendere forma reale: si assiste a quest’apparizione di fantasmi che hanno bisogno di andare in scena per l’ultima volta, prima di scomparire, liberarci.
L’inconscio pandemico del teatro | ateatro.it | Fernando Marchiori
Dietro un minuscolo paravento, Serena Balivo si cambia rapidamente per trasformarsi nelle due donne che alternativamente e specularmente raccontano un triangolo amoroso dai toni tragicomici. Spezzato è il cuore della bellezza della Piccola Compagnia Dammacco è un perfetto dispositivo drammaturgico e una potente prova d’attrice. La Balivo passa con disinvoltura da una figura femminile all’altra, incarnando il tormento doloroso della donna tradita e la seduzione volitiva dell’amante. Per la prima, ubriaca di gelosia e sempre in nero, trova modulazioni basse e toni rauchi, movenze inquiete e battute sarcastiche. Per la seconda, bionda e in abiti chiari, accenti più frivoli e pose composte, sottili provocazioni e seducenti banalità.
Spezzato è il cuore della bellezza di Piccola Compagnia Dammacco: danza equilibrata del dolore di un tradimento | 2duerighe.com | Raffaella Roversi
La Piccola Compagnia Dammacco (Modena) ha portato una splendida anteprima, un lavoro di grande costruzione teatrale: “Spezzato è il cuore della bellezza”. Il tema è lui, lei, l’altra in una danza equilibrata del dolore di un tradimento, tra tragedia, umorismo e poesia. Serena Balivo, la lei tradita, è sul palco semivuoto, illuminato dalle belle luci di Stella Monesi, “buia”, appesantita da abiti ingombranti. La sua voce è quasi incredula, pesante, vuota. Ogni parola è un macigno di marmo, che porta con sé, un grappolo di emozioni che vanno però in direzioni diverse. Noi infatti pur sentendo i contorcimenti del suo ventre, ridiamo più di una volta. […] Trovare il ridicolo delle cose negative, ci aiuta a superarle! Alla sua versione di donna tradita che alterna momenti di grande ironia al dolore, fa da contraltare quella dell’amante, sempre la Balivo. Questa volta è “luminosa”, rigorosamente bionda, angelica e naive. Le due narrazioni, pur con contenuti e registri diversi, sono come le coordinate di una battaglia navale che mettono a segno la posizione di un lui inconsistente, irresponsabile […] Lo spettacolo incanta.
Kilowatt Festival 2020 a Sansepolcro: al termine della notte | gufetto.press | Susanna Pietrosanti
Di amore disilluso, di forti ferite, di desiderio ucciso, represso e potente parla anche Spezzato è il cuore della bellezza, poetico titolo per l’ultima creazione della Piccola Compagnia Dammacco, in anteprima a Kilowatt. Un triangolo amoroso: lui, lei, l’altra. Lui tace, ma vive nelle parole infuocate e raggelate delle due amanti, rappresentate, ambedue, dalla meravigliosa Serena Balivo, nella doppia maschera della tradita, una Medea non ancora infanticida, e della nuova amata, in un gioco di bravura e di sensibilità di attrice veramente ammirevole. […] il contraccolpo del senso del nostro esistere, difficile da trovare, e del sospetto della crudeltà inguaribile delle relazioni amorose, delle lacrimae rerum, invade il pubblico, con un risultato assolutamente strano: una consapevolezza che arriva in ritardo, un virus, questo, che ci accorgiamo solo dopo averci contagiato: quello dell’amore e del dolore, inscindibile e più eterno dell’eterno.

L’amore a due teste | Teatro e Critica | Simone Nebbia
Raramente si indaga l’amore per il senso paradossale che esso si porta in seno: il concetto si afferma universale, agito in una profondità coltivata in astratto, palpitante in un cuore che tuttavia si esibisce in un tracciato di battiti più che altro metaforici, mentre poi nel campo del concreto si trasforma, esaurendo tale universalità nel confine della coppia, non intesa come limite ma come perimetro entro cui sperimentarne una forma solida. La coppia è dunque un nucleo d’indagine importante se si vuole porre sotto esame cosa sia diventato, oggi, l’amore. E di coppia si interessa la Piccola Compagnia Dammacco, in scena sul palco del Teatro Sybaris di Castrovillari per il festival Primavera dei Teatri 2020 con Spezzato è il cuore della bellezza, testo firmato da Mariano Dammacco, che cura anche la regia, al servizio di una sempre più sorprendente attrice: Serena Balivo. C’è una prospettiva simmetrica ad accogliere lo sguardo: due bianchi sgabelli posti su altrettanti basamenti nel semibuio – compatte e avvolgenti le luci di Stella Monesi; alle spalle un cuore stilizzato, griffato rosso su fondale nero. È la storia di una coppia a due teste, due donne che si contendono un uomo attraverso il racconto delle loro due storie parallele, che si incrociano in più punti e si manifestano lungo gli accadimenti di una vicenda amorosa. Serena Balivo incarna entrambe, cambiando abiti e parrucca – mora la prima, bionda la seconda – ma non cambiando l’intenzione di indagare i risvolti dell’amore negli atti di maggiore connotazione: l’inizio e la fine – capovolti – la fine e l’inizio. […] La scrittura di Dammacco non è priva di afflati poetici, così come Serena Balivo sa compiere la scelta di pochi precisi elementi attoriali, funzionali alla correlazione dei due personaggi.
Due giorni autunnali di Primavera dei Teatri | paneacquaculture.net | Ilena Ambrosio
La storia è quella classica: lui, dopo una relazione decennale, lascia lei per l’altra. Ma per raccontare la trama più gettonata che ci sia la scrittura di Dammacco sembra calzare le punte e procedere in equilibrio sul terreno di emotività complesse come possono essere quelle di individui sconvolti da un sentimento tanto complesso. Sta in equilibrio lo stile, in una prosa sostenuta che si colora di veemenza, ma anche di malinconica tenerezza. E sta quindi in equilibrio il tono del racconto che ancheggia tra l’acuta ironia e il feroce sarcasmo di un animo ferito e rabbioso, il parlare vezzoso di una novella innamorata, il lirismo struggente di un cuore spezzato. A questa scrittura – di sensibilità femminile, come la definisce Serena Balivo – aderisce lo stare in scena dell’interprete che si fa, anche lei, equilibrista tra le due donne protagoniste. In uno spazio idealmente diviso in due zone, ciascuna con una seduta posta su un palchetto, la Balivo passa dall’una all’altra trasformandosi ora nella donna Amore Vecchio (come da copione) ora in quella Amore Nuovo. Dietro il separé posto al centro scena cambia abiti e insieme – con la consueta destrezza nello sperimentare il ventaglio di possibilità che lo stare in scena propone – timbro vocale, dizione, espressività, movenze. Lei: vestita di scuro, voce gutturale, un po’ mascolina, dura e sferzante anche nella debolezza. L’altra: bionda, in abiti rosa, voce e gestualità flessuose, accomodante ma con punte di malizia. A ogni “round” il racconto di pezzi di questa storia, ma attraverso un universo emotivo differente, uno sentire specifico, uno sguardo diverso sull’uomo amato/odiato. Al centro, ovviamente, lui. Un lui trasfigurato in presenze mascherate (la new entry della Compagnia, Erica Galante). Allegorie, parrebbe, che dicono con una gestualità danzata, a metà tra il mimo e la Commedia dell’Arte, il sentire dell’uomo, il suo essere sospeso tra due amori. Le due donne, lui, la storia finita, quella appena iniziata: tutti le componenti si incastrano con fluidità offendo un’immagine variegata, divertente e commovente, di ciò che accade quando un amore si spezza. Quello che poteva essere un banale triangolo amoroso diventa, quindi, un nuovo passo della ricerca artistica della Compagnia Dammacco, un approfondimento delle dinamiche che regolano i rapporti tra individui. Ma, prescindendo da questa dichiarazione di intenti, Spezzato il cuore della bellezza sembra una possibile risposta alle questioni con cui abbiamo aperto. La scrittura e insieme la resa scenica operano per una sublimazione del reale, per la creazione di uno spazio in cui tutto è riconoscibile e familiare ma, insieme, è altro, è di più. Un esempio di come il teatro possa (e debba) essere totalmente umano, accogliendo tutto ciò che all’umano pertiene, ma spostandolo, cambiandone il segno, facendone materia d’arte. Facendoci pensare: L’ho vissuto anche io ma non avrei saputo dirlo così!

Due lei nel deserto amoroso in scena al Piccinni di Bari | La gazzetta del mezzogiorno | Pasquale Bellini.
In linea di principio, da qualche anno diffido degli spettacoli che anche se presentati in pompa magna risultano essere, per la serie “attore solista”, né più né meno che dei malinconici “monologhi”, dove la cosiddetta “narrazione” maschera spesso dei mestissimi tentativi, in economie di mezzi scenici, di talenti e, ahimé di spese. Non è così (sollievo!) per questo spettacolo Spezzato è il cuore della bellezza, in scena nel passato fine-settimana al Teatro Piccinni, con cui l’autore e regista Mariano Dammacco, che è barese (ma diffido anche dei baresi) ha vinto l’anno scorso il premio Ubu per la drammaturgia (dei premi poi diffido al massimo): qui per fortuna l’attrice in campo, Serena Balivo, infatti è protagonista “una e bina” in una sorta di traversata del deserto amoroso che è il testo di Dammacco, testo che scandaglia con arguzia, passione umorismo, delicatezza e violenza, quello strano sentimento che è l’amore, con la sua “grande bellezza” sempre capace di spezzare i cuori, i corpi e le trame di palcoscenico. (…) Assolutamente alterne e giustapposte sono le due Lei che Serena Balivo con quel felicissimo “disturbo bipolare” proprio degli attori, propone e offre in pasto al pubblico: la donna tradita è cupa di rancori, risentimenti e rimpianti, “eppur si muove” in gesti rattenuti da marionetta spezzata ma non domata, come in un acquario che attutisce il dolore, ma che magari esalta il sarcasmo fino a una straziata comicità. L’altra è una bionda pupattola, con sue buffe posture, saltelli e cinguettii, ma forse anche lei nasconde qualche profondità di repressa malinconia. Gran prova d’attrice per Serena Balivo, affiancata in scena (nei mimati gesti maschili) da Erica Galante.
Primavera dei Teatri 2020 | rumorscena.it | Giulio Baffi
Mentre è conferma e divertimento “Spezzato è il cuore della bellezza” che la Piccola Compagnia Dammacco ci porta in “prima” a Castrovillari, con Serena Balivo come sempre grottesca e strepitosa nel suo procedere a rotta di collo nella vendicativa rivendicazione d’innamorata respinta e delusa, nell’incontro-scontro con la nuova fiamma dell’uomo mediocre, con il mondo che s’intravede in filigrana come in una irresistibile “danza macabra”.
Kilowatt 2020: 18 anni di sguardi visionari sul teatro | klpteatro.it | Mario Bianchi
Ci è piaciuto molto, nell’ultima giornata del festival, “Spezzato è il cuore della bellezza”, anteprima dell’ultima creazione della Piccola Compagnia Dammacco, uno spettacolo che parla di amore disilluso, ferito, ucciso e agognato attraverso le confessioni pubbliche di due donne, tasselli di un triangolo amoroso: lui, lei, l’altra, di cui, tra sofferenza spesso sarcastica e ironia, vengono sviscerate paure, illusioni e speranze. Lui non parla, ma è ben presente non solo nei discorsi delle due donne, facce di una stessa medaglia, ma anche nei fantocci animati da Erica Galante, che si aggirano sul palco. Serena Balivo, come sempre bravissima, è a turno l’una e l’altra, è la tradita e al contempo il nuovo ingenuo amore, forse conscia che le toccherà la stessa sorte. In ogni parola e nelle suggestioni poetiche che lo spettacolo di Mariano Dammacco ci regala, riconosciamo perfettamente le gioie e i dolori, le conseguenze dell’amore, di questo sentimento così forte e nello stesso tempo così ambiguo e portatore di tormenti, come ben ci ricorda il Tasso nel finale dell’Aminta.
Indagine al di sotto di qualsiasi sospetto: Il teatro di amore e morte di Mariano Dammacco | Masticaesputa.com | Giancarlo Visitilli
E’ su piedistalli, che sanno tanto di bordi per le torte nuziali, che due donne, assolutamente differenti fra loro, per temperamento, carattere e fisicità celebrano l’amore nelle sue liturgie più dolorose, perché reali, quotidiane e tangibili, tanto che inducono continuamente il pubblico al riso. Ma si tratta di un riso chapliniano, che strizza l’occhio all’umorismo facendo di questo una tragedia. Serena Balivo è faccia della stessa medaglia, l’amore/dolore, straordinaria nel conferire corporeità e finanche alla voce una materialità che contrasta, come per una sorta di legge del contrappasso, con l’ieraticità dei gesti e dei movimenti di Erica Galante. (…) Dell’amore, Dammacco celebra l’abisso, la degenerazione, il tradimento e il suo continuo rigenerarsi. Si tratta di teatro che narra la vita, esaltandone la fine. E’un’indagine che compie il drammaturgo, sezionando la materia cuore e disaccoppiando due donne dal proprio uomo, due luoghi dalla propria luce (luci di Stella Monesi) e un unico cuore, quello di attori e spettatori, infranto. Sia che si tratti di bionde o di brune, di dialoghi in prima o in terza persona, Balivo è incredibilmente brava e credibile nel conferire carattere e mobilità ai cuori spezzati. (…) Dammacco, Balivo e Galante tentano, per la durata di un’ora e poco più, di dilatare tempi e spazi in cui ci si perde, ci si prende molto sul serio, tanto che si ride di gusto. E ci si sente indagati, dentro. Quel che però di grandioso accade è che uscendo da teatro, con gli occhi che sembrano voler straripare, ci si avverte spezzati per tanta, troppa, reale e vera bellezza. Che forse con il bello ha ben poco a che fare. Con il vero, sicuramente sì.
INFORMAZIONI
Data e orario Giovedì – venerdì ore 20.30 – sabato ore 19.30 – Domenica ore 16.00
DURATA SPETTACOLO 1 ora
PREZZI
Intero 23 € – Under30 15 € – Over 65 / Under 14 11 € – Giovedì sera 19 €
Convenzioni 18 € – Scuole di teatro 12 € – Speciale Capodanno intero 50 € ridotto 40 €
Prevendita e prenotazione 1 €
Info e prenotazioni: +39 0269015733 biglietteria@teatrofontana.it