“La mia vita raccontata male” al Piccolo Teatro Strehler – Recensione

RECENSIONE:

“La prima volta che mi sono fidanzato, non ero presente. Il momento in cui Federica mi ha detto di sì, non l’ho vissuto, ne ho un resoconto frettoloso. Ne so pochissimo perché non c’ero. Invece, quando mi ha lasciato, c’ero anch’io”. È questo l’incipit del romanzo “L’animale che mi porto dentro” di Francesco Piccolo e che costituisce una delle tante frasi surreali con le quali Claudio Bisio arricchisce il suo nuovo spettacolo in cui, tra il serio e il faceto, racconta la sua vita e di quella delle tante persone del vivere quotidiano a lui accomunabili. Dopo gli one man show tratti da testi di due scrittori satirici come Michele Serra e Daniel Pennac, questa volta Bisio ha scelto un’altra eccellenza della scrittura italiana come Francesco Fortunato attingendo materiale da alcune delle sue opere più rappresentative. Brevi racconti di poche righe, aneddoti surreali, aforismi, e ne ha assemblato il tutto con l’aiuto del regista Giorgio Gallione. Il risultato è il resoconto di episodi esilaranti ma anche meno comici che costituiscono il bagaglio del suo vissuto, partendo dall’adolescenza fino al presente. L’attore si muove sulla scena costituita da un cumulo di libri, da un divano e da piccoli schermi televisivi che vengono messi in funzione quando è rammentata la sigla della “Canzonissima” del 1969 dove le Gemelle Kessler cantavano “Quelli belli come noi” che suscitavano i primi sogni erotici adoloscienziali. Era anche il periodo in cui lui, in contrasto con suo padre che lo prendeva in giro, si sentiva comunista più perché innamorato di una ragazza marxista che per credo politico (in realtà Bisio negli anni ’70 fu attivista di Avanguardia operaia). D’altra parte quelli erano anche gli anni ribelli del ’68 che creavano dissapori tra figli e genitori. Alle sue spalle, a fare da contrappunto alle sue narrazioni, i due chitarristi Marco Bianchi e Pietro Guarracino che eseguono musiche originali di Paolo Silvestri ma in un brevissimo stacco è possibile udire anche pochissime note di “Cannon Song” di Kurt Weill in omaggio a Bertold Brecht che l’attore cita a ricordo dei suoi anni di frequenza presso la Civica scuola d’arte drammatica del Piccolo Teatro. In questo modo, tra aneddoti di vita vissuta e confessioni di vicende dal risvolto esilarante e sincere, in più punti anche oggetto di riflessione, Bisio trae la considerazione finale che “la vita non si vive come la vuoi tu ma come la vuole lei”. E così conquista interamente il pubblico che si identifica con lui e le sue storie e gli riserva il lungo e copioso applauso finale.

Repliche fino al giorno 8 gennaio 2023, con orari riportati in calce.

Visto il giorno 28 dicembre 2022

(Carlo Tomeo)

Piccolo Teatro Strehler (Largo Greppi – M2Lanza)

dal 28 dicembre all’8 gennaio 2022

La mia vita raccontata male

da Francesco Piccolo

con Claudio Bisio

e i musicisti Marco Bianchi e Pietro Guarracino

musiche Paolo Silvestri

scene e costumi Guido Fiorato

luci Aldo Mantovani

regia Giorgio Gallione

produzione Teatro Nazionale di Genova

Orari: mercoledì 28 e venerdì 30 dicembre, mercoledì 4 gennaio, ore 20.30; giovedì 29 dicembre, martedì 3, giovedì 5 e sabato 7 gennaio, ore 19.30; sabato 31 dicembre, ore 18.30; venerdì 6 e domenica 8 gennaio, ore 16.

Durata: 80 minuti

Prezzi: platea 33euro, balconata 26euro

Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org

(Video del Piccolo Teatro Strehler di Milano)

Categorie RECENSIONI

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