“Alla greca” al Teatro Elfo Puccini – Sala Shakespeare

21 ottobre > 13 novembre | Elfo Puccini, Sala Shakespeare

Alla greca

di Steven Berkoff, traduzione Carlotta Clerici e Giuseppe Manfridi

regia Elio De Capitani

con Elio De Capitani, Cristina Crippa, Sara Borsarelli, Marco Bonadei

costumi Andrea Taddei

scene Thalia Istikopoulou

luci Nando Frigerio

musiche Mario Arcari 

eseguite dal vivo da Mario Arcari, Tommaso Frigerio, Giosuè Pugnale

produzione Teatro dell’Elfo

Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival 

Steven Berkoff (1937), attore, regista e drammaturgo inglese, è noto al grande pubblico per le partecipazioni cinematografiche (spesso nelle parti di villain), in film come Octopussy (della serie di James Bond), Rambo (secondo capitolo) o Beverly Hills Cop – Un piedipiatti a Beverly Hills.

La sua presenza sulle scene teatrali non è meno importante di quella sugli schermi. I suoi testi, scritti a partire dagli anni Settanta, dalle platee off sono approdati a quelle del West End e dei maggiori teatri europei, lasciando un segno indelebile. Ma il successo non lo ha ‘addomesticato’ e non è mai venuto meno «alla sua radicale vocazione di artista escandescente – secondo la definizione di Rodolfo Di Giammarco nel volume di Gremese Alla greca e Decadenze – che in sé racchiude l’energetico cantore delle decadenze, il tragedo della quotidianità, l’inflessibile calunniatore delle convenzioni».

Nel 1980 Berkoff ha scritto e diretto Greek, una splendida reinvenzione di Edipo, una parodia che alterna blank verse, squarci lirici e turpiloquio rabelesiano. Elio De Capitani, che lo aveva portato in scena con successo nel 1993, ha scelto di tornare a giocare con questo testo esilarante, smodato e ‘porno-fonico’ e con le sue istanze sociali e politiche. Lo spettacolo ha debuttato il 9 luglio al Campania Teatro Festival (che lo ha coprodotto) e va in scena dal 21 ottobre all’Elfo Puccini.

Eddy è un giovane proletario che lascia i genitori per sfuggire al vaticinio di uno zingaro indovino. In cerca di fortuna nella London Calling degli anni della Thatcher – tra invasioni di topi, lotte sociali e scontri di hooligans – si imbatte inconsapevole nel suo vero padre e lo uccide in un duello a raffiche di insulti, sposandone la moglie, la sua vera madre. Marco Bonadei interpreta con energia travolgente Eddy, sfidando gli storici attori dell’Elfo – il Laio di De Capitani, la Sfinge di Cristina Crippa – e seducendo la Giocasta di Sara Borsarelli. La musica dal vivo di Mario Arcari e della sua band li incalza, trascinandoli verso un inaspettato finale.

Il debutto di ALLA GRECA è dedicato ai giovani spettatori: i ragazzi under 25 hanno diritto a una riduzione speciale a 4 € per la prima di venerdì 21 ottobre. È il preambolo di un progetto che nel 2023 vedrà le giovani generazioni protagoniste sul palco e in platea. Perché c’è sempre qualcuno che compie 18 anni e che deve ancora scoprire l’Elfo e l’emozione del teatro.

Dalle note di regia

«Ci sono opere che ricompongono il mondo, anche se ce lo mostrano fatto a pezzi, nella lunga traversata di questi anni morbosi di palude, “tra il vecchio che muore e il nuovo che non si palesa”, (per riecheggiare un’intuizione di Gramsci). Alla greca è dirompente, eccessivo, pantagruelico, erotico, oscenamente, pornofonico, comicamente iperbolico, eclettico, smodato, arrabbiatissimo, radicale, anarchico e pure caotico e contraddittorio. Ma è scritto in versi, e quindi compone tutto questo in una misura ritmica, attento alla forma quanto dirompente nei contenuti e nel linguaggio. È compatto, singolarmente compatto, nelle sue stilizzate disarmonie e forte, duro, persino sgradevole ma divertente fino alle lacrime. È distopico, ma al tempo stesso è prepotentemente utopico.  È una cruda favola metropolitana, ma è un inno all’amore.  È un ossimoro continuo di eclettica esplosività, con una costruzione stilistica capace di coniugare tragedia e affabulazione da cabaret: un grumo che rapprende l’aggressività della lirica, la parodia e la felicità di una prorompente creatività immaginativa. È scontro irriducibile del femminile col maschile. L’invettiva della Sfinge da Hyde Park Corner attinge al mitologico, all’arcaico, al biblico, ma anche alle ragioni della donna, con tutti gli argomenti del femminismo radicale. E riesce a tenere insieme il mito di Lilith e Valerie Solanas, con il suo manifesto satirico-politico. Berkoff ricalca in un certo senso il linguaggio diretto, crudo, sessualmente esplicito ed ironico dello SCUM Manifesto della Solanas e riesce a raggiungere una forza e una bellezza potentissime. La sconfitta che la Sfinge subisce da parte di Eddy-Edipo non apre affatto la porta ad una nuova sottomissione della donna, bensì alla liberazione assieme di Edipo e Giocasta dal loro senso di colpa per aver violato un tabù amandosi carnalmente e apre ad una ricomposizione, che diviene estatica. Un’apologia della donna, del sesso, della condivisione erotica e dell’amore nella emozionante cavalcata lirica finale di Eddy». (Elio De Capitani, settembre 2022)

Dalla rassegna stampa

Diamine, guardatevi attorno. (…) Voi avreste l’ardire d’accusare questo ragazzo perché ha fatto come Edipo? Qui accumulano i milioni con l’imbroglio, strappano a uno a uno i diritti delle donne, sparano mentre discutono di pace. E il colpevole sarebbe Eddy che senza saperlo (è stato adottato ma nessuno glielo ha detto) per scherzo ha ucciso il padre e fatto sesso con sua madre? Ma per favore: non sapete che il teatro parla per metafore? (…) La forma qui è teatralmente extra-ordinaria giacché l’Elfo gioca, seriamente. In scena infatti ci sono i tabù di Sofocle, la peste di Artaud, gli arrabbiati inglesi (da John Osborne a Trainspotting) e ci sono le bombette dei vagabondi beckettiani, la tripartizione dello spazio shakespeariano, che dal sottosuolo sale alle vetrine dei pub, e l’epicità di Brecht (l’uso del golfo mistico, gli inserti musicali, i microfoni ad asta, la stilizzazione di gesti e pose) eppure il testo batte quanto un rap. (Alessandro Toppi, la Repubblica ed. Napoli)

Siamo nella London Calling. (…)Le piaghe tebane sono la violenza della polizia con i suoi manganelli, gli scioperi e il degrado dei centri urbani dell’Inghilterra della Thatcher, le esplosioni delle bombe dell’IRA. Gli aulici discorsi in greco antico lasciano il posto al turpiloquio, in una narrazione ininterrotta, abilmente tradotta da Giuseppe Manfridi e Carlotta Clerici, che miscelano sapientemente violenza e lirismo, restituendoci quel linguaggio orribilmente divertente, caustico e irriverente, che ben rende la rabbia del sottoproletariato inglese degli anni Ottanta. Marco Bonadei è Eddy: potente, domina il palco riuscendo a bilanciare due nomi storici dell’Elfo, la coppia Elio De Capitani – Cristina Crippa, unici rimasti della prima edizione. Eddy non è un eroe, solo un uomo che oscilla tra follia e tenerezza, che fa della sua fragilità la sua forza; il figlio di quella urban culture inglese che si scontra con il bigottismo di una coppia di anziani genitori, sudditi dell’ultimo impero della storia moderna. (Alessia de Antoniis, Globalist.it)

È un sisma di natura rock, pop e di slang osceno che ciclicamente s’abbatte su Edipo re, la trasposizione Greek ideata da Steven Berkoff, che l’Elfo ha adottato nel 1993 col titolo Alla greca dei traduttori Manfridi-Clerici, reinserendolo ora in repertorio. In un set da concerto, Marco Bonadei è un ben irruente Eddy/Edipo in panni di sguaiato frontman, con lo storico regista Elio De Capitani alias Laio, la Giocasta di Sara Borsarelli e con la Sfinge di Cristina Crippa. (Rodolfo Di Giammarco, la Repubblica)

TEATRO ELFO PUCCINI, corso Buenos Aires 33, Milano – Mart/sab. ore 20.30; dom. ore 16.00 Prezzi: intero € 34 / <25 anni >65 anni € 18 / online da € 16,50 –Durata: 1 ora 45 minuti + intervallo – Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021

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