“Montagne russe” al Teatro Manzoni – Recensione

CORRADO TEDESCHI  e MARTINA COLOMBARI

in MONTAGNE RUSSE di Eric Assous

RECENSIONE:

I protagonisti di questa brillante commedia è una coppia che si è conosciuta in un bar: lui è Pierre, un cinquantenne con moglie e figlio in vacanza a Courmayeur e in cerca di un’avventura, lei è Juliette, molto più giovane e disponibile, tanto che i due decidono di trascorrere il resto della serata nell’appartamento dell’uomo. Pierre, per meglio fare colpo su Juliette si atteggia a uomo di mondo, Juliette, invece appare più reticente e non mostra un’identità precisa ma, anzi, ne assume diverse, tanto da rendere impervia la conversazione e farla scivolare metaforicamente nel tragitto dei carrelli delle montagne russe, le quali, dopo aver raggiunto lentamente il punto più in alto, vengono lanciate a enorme velocità verso il basso. Un saliscendi che rende nervoso Pierre il quale si aspettava di arrivare subito al famigerato “dunque” da consumare nella propria abitazione dopo l’inequivocabile modalità in cui si era svolto l’incontro nel bar. Sono tante le identità che Juliette assume e sembra lo faccia per raggiungere uno scopo calcolato ma non rivelato. All’inizio, quando entrano nell’appartamento, lei sembra quasi imbarazzata, vede i quadri esposti alle pareti dove sono rappresentati i volti di un ragazzo e di una donna per cui Pierre è costretto a rivelarle di essere sposato e di avere anche un figlio ma dichiara che lui e la moglie vivono un rapporto di amore libero. Juliette sembra non essere molto interessata alla cosa e passa quindi a farsi credere una prostituta e Pierre, pur non potendo fare a meno di restare sconvolto dalla notizia, alla fine accetta di pagare per la prestazione che la donna gli fornirà. Ma ecco che lei cambia atteggiamento e dichiara di essere una giornalista che sta svolgendo un’indagine sul comportamento degli uomini durante determinate circostanze, come quell’incontro avvenuto tra loro nel bar, e gli mostra di aver registrato tutta la conversazione avvenuta tra loro fino a quel momento. Alla fine anche questa sua descrizione di sé viene modificata: ella si dichiara amica della di lui moglie dalla quale ha avuto il compito di mettere in prova la fedeltà del marito. L’uomo è sempre più impressionato dai continui mutamenti assunti dalla donna nel raccontarsi, però nello stesso tempo ne è sempre più attratto e sembra vivere proprio l’esperienza del “saliscendi” delle montagne russe che, procurano paura ma, contemporaneamente, esaltano l’adrenalina. Lo spettatore, nel frattempo, non meno dello stesso Pierre, rimane sconcertato dalle personalità assunte da Juliette e, oltre a ridere per le varie battute che si consumano nei dialoghi, si chiede quale possa essere la prossima mossa che la donna metterà in atto e per quale fine. La commedia, pur essendo di genere brillante assume in qualche modo anche i toni di un giallo e un indizio rilevante viene in realtà lanciato da Juliette sia nel primo atto che verso la fine del secondo. Non a caso, su sua stessa dichiarazione, il regista ha scelto di chiudere il primo tempo proprio in un momento topico della pièce per mettere il pubblico in attesa particolare affinché possa pensare ad alcune ipotesi per come si potrebbe evolvere la situazione. E questa naturalmente alla fine arriverà e sarà del tutto inaspettata. Per non spoilerare non rivelerò certamente il finale, dirò soltanto che le montagne russe del titolo assumeranno un ruolo non solo metaforico.

La commedia, che fu messa in scena per la prima volta da Alain Delon e Astrid Veillon nel 2004, trova nella regia di Marco Rampoldi una scrittura perfetta e attuale, dove i momenti di genere più brillante sanno fondersi egregiamente a quelli più commoventi che pur esistono. E in questo è servito splendidamente dall’ottima accoppiata di Corrado Tedeschi, attore che, con il tempismo delle battute esilaranti e la simpatia trascinante che sa emanare, più che interpretare, appare vivere realmente il personaggio di Pierre, e la bravissima Martina Colombari, che non sembra sia alla prima esperienza teatrale, se si pensa che, nel ricoprire il ruolo di Juliette, riesce a dare cinque interpretazioni tutte diverse l’una dall’altra e lo fa con naturalezza e con ottimi risultati.

Il pubblico, che ha riempito il teatro, ha applaudito a lungo i due attori. Lo spettacolo resterà in scena fino al 15 maggio.

Vista il giorno 4 Maggio 2022

(Carlo Tomeo: diritti riservati)

La Contrada Teatro Stabile di Trieste, Skyline Productions, Rara Produzione

in collaborazione con Savà Produzioni Creative

presentano

MONTAGNE RUSSE

di Eric Assous

con Corrado Tedeschi e Martina Colombari

traduzione Giulia Serafini

scene Andrea Bianchi

costumi Giulia Rodofili

luci Manuel Luigi Frenda

regia MARCO RAMPOLDI

Dal 3 al 15 maggio 2022

feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30
sabato 14 maggio ore 15,30 e 20,45

BIGLIETTI:

Poltronissima Prestige € 35,00 – Poltronissima € 32,00 – Poltrona € 23,00

Poltronissima under 26 € 15,50

Orari biglietteria: Lunedì: 10.00 – 17.00 / Martedì/Venerdì: 10.00 – 18.00

cassa@teatromanzoni.it

Teatro Manzoni, Via Manzoni, 42 – 20122 Milano – Tel.: 02 7636901

 

Categorie RECENSIONI

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