“Funeral Home” al Teatro Oscar – Recensione

FUNERAL HOME

Di e con Giacomo Poretti e Daniela Cristofori

RECENSIONE:

Non è facile scrivere la drammaturgia di una commedia divertente il cui tema protagonista è la morte. Non è facile soprattutto quando si riesce a farlo con delicatezza senza scadere nel genere noir-comico. Ci sono riusciti Giacomo Poretti, che, oltre che scrittore e attore, è anche co-direttore del Teatro deSidera Oscar, e sua moglie Daniela Cristofori. In scena i due attori interpretano una coppia agé, Rita e Ambrogio, che si sta recando al funerale di un amico. La cerimonia funebre si svolgerà non in una chiesa ma in un locale appositamente adibito a cerimonie funebre, un “Funeral Home”. La donna indossa un abito consono alla circostanza, molto attenta nei particolari e ansiosa di arrivare presto, l’uomo, invece, veste degli abiti non adatti: scarpe da montagna, cappotto usurato, giacca e pantaloni di tutti i giorni e cravatta bordeaux. Subito, fin dal momento in cui si mettono in partenza con la donna alla guida dell’auto, comincia il litigio tra i due. Soprattutto è la donna che rimprovera il marito perché non mostra consapevolezza della necessità di comportarsi in maniera adeguata al luogo dove si stanno recando.

Il litigio tra Rita e Ambrogio si protrae per tutto il percorso e non ha fine neanche all’arrivo alla Funeral Home, anzi le ira dell’uomo diventano più feroci quando si accorge che sono i primi ad essere arrivati, con un’ora e mezza di anticipo rispetto all’inizio della cerimonia. Sul fondale della scena appare la porta socchiusa di una camera dove si presume si trovi la salma del morto. In realtà, mentre Rita si sente pronta ad adempiere ai doveri che la società impone in queste circostanze, Ambrogio vive nel terrore della morte tanto che non ha neanche il coraggio di entrare nella stanza funebre. Il litigio si protrae con toni sempre più accesi, vengono ricordati momenti del passato dove è sempre Rita a trarre la morale sui cattivi comportamenti del marito, trattandolo da ignorante specialmente quando si parla di malanni fisici che inevitabilmente colpiscono le persone anziane. Ambrogio vorrebbe farsi ibernare perché sogna una vita eterna, la moglie gli fa capire dell’improponibilità di tale evento.

Arriva il momento di parlare dell’aldilà, della resurrezione e di dove potranno finire i corpi di tutte le persone morte e come faranno a ricongiungersi le persone che si sono amate in vita. Ma anche qui è più Rita che cerca di immaginare a come potrebbe essere questo luogo, mentre per Ambrogio il problema sembra non sussistere.

Poi accade qualcosa e si scopre che tutto quel parlare e soprattutto gli ultimi discorsi avevano un fondamento. E qui arriva la sorpresa finale che sconvolge e, nello stesso tempo, intenerisce tutto il pubblico. Naturalmente non farò spoiler sul finale, posso solo scrivere che è quello che concluderà la pièce a darle un significato profondo.

Questa bella commedia della Compagnia de Gli Incamminati ha avuto una prima nazionale nel dicembre dello scorso anno sempre al Teatro Oscar e viene ora ripresa per altri quattro giorni, troppo pochi perché ha tutte le caratteristiche per piacere al grosso pubblico. Intanto la presenza di due attori, entrambi formidabili nei ruoli che ricoprono. Tanto che, per esempio, Giacomo Poretti in due momenti della serata riesce a coinvolgere, nelle sue battute, anche il pubblico. Ma la cosa più importante, come ha dichiarato il regista Marco Zoppello è che il testo tratta argomenti profondi come la morte, che per molti rimane un tabù (e il personaggio di Ambrogio ne è un esempio), l’inseguimento dell’eterna giovinezza, il dramma della separazione che si verifica in una coppia quando uno dei suoi componenti viene a mancare. Sostanzialmente le modalità per vivere questi temi possono essere di due modi opposti: interpretarli in chiave comica può essere liberatorio perché, pur riconoscendone la drammaticità, si riesce a mostrarli quali sono e il pubblico ne prende maggiore consapevolezza, perché fanno parte della realtà della vita.

Originale la scenografia di Stefano Zullo che, utilizzando pochi mezzi, ha saputo trovare il sistema per “trasformare” un’automobile in un fondale con la porta socchiusa. Belle e in carattere con il tema della commedia le musiche originali di Giovanni Frison. Lodevole il gioco di luci di Matteo Pozzobon. Il numeroso pubblico presente ha mostrato di gradire molto la pièce con battimani a scena aperta e diverse chiamate degli attori sul proscenio. Consiglio vivamente di non perdere questo spettacolo, che sarà in scena fino al giorno 23 aprile.

Visto il 20 Aprile 2022

(Carlo Tomeo: diritti riservati)

Da mercoledì 20 a sabato 23 aprile 2022 – ore 20.30

TEATRO OSCAR – Via Lattanzio 58/a, Milano

FUNERAL HOME

Di e con Giacomo Poretti e Daniela Cristofori

Regia di Marco Zoppello

Scenografia di Stefano Zullo

Costumi di Eleonora Rossi

Disegno luci di Matteo Pozzobon

Musiche originali di Giovanni Frison

Assistente alla regia Michele Mori

Una produzione Teatro de Gli Incamminati/deSidera

In collaborazione con Stivalaccio Teatro

INFORMAZIONI

deSidera Teatro Oscar   

Via Lattanzio 58/A, Milano   

www.oscar-desidera.it    

info@oscar-desidera.it  – 334 8541004   

BIGLIETTERIA   

biglietteria@oscar-desidera.it  

Biglietto intero 18 euro – Biglietto ridotto 15/10 euro

In abbonamento

BIGLIETTERIA ONLINE: Vivaticket.it     

BIGLIETTERIA DEL TEATRO: apre da 1 ora prima l’inizio dello spettacolo   

UFFICIO STAMPA  Walter Spelgatti   

press@oscar-desidera.it  – 348 9328101   

Categorie RECENSIONI

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