“Enrico IV” al Teatro Manzoni – Recensione

Dal 22 febbraio al 6 marzo 2022 al Teatro Manzoni

La Pirandelliana e Il Rossetti Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

presentano

in occasione del centenario del debutto al Teatro Manzoni di Milano

EROS PAGNI in ENRICO IV

di LUIGI PIRANDELLO

adattamento e regia LUCA DE FUSCO

con

Anita Bartolucci – Paolo Serra – Valerio SantoroGennaro Di Biase

Matteo MicheliAlessandra Pacifico Griffini – Alessandro Balletta

scene e costumi Marta Crisolini Mal

luci Gigi Saccomandi

musiche a cura di Gianni Garrera

aiuto regia Lucia Rocco

foto di scena Tommaso Le Pera

RECENSIONE:

Serata speciale e indimenticabile quella di ieri sera al Teatro Manzoni che festeggiava con la commedia “Enrico IV” di Luigi Pirandello i cento anni anni dal debutto nel Teatro milanese della celebre commedia del commediografo siciliano, che fu portata in scena dalla Compagnia di Ruggero Ruggeri. Un grazie al Direttore del Teatro, Alessandro Arnone, per la sua lungimiranza nello scegliere la data più adatta per includere nel cartellone la bellissima messa in scena dell'”Enrico IV” prodotto da La Pirandelliana e dal Rossetti Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. La commedia, nell’adattamento e regia di Luca De Fusco, ha visto il suo debutto il 4 settembre 2021 al Festival delle Ville Vesuviane e ieri sera ha avuto il “battesimo” sulla scena milanese dove ha ricevuto una festosa e meritata accoglienza. La trama della commedia è nota: il tutto si svolge nella villa del protagonista, di cui non viene fatto il nome, il quale, a seguito di una caduta da cavallo durante una battuta di caccia in maschera e nella quale lui era vestito da Enrico IV, impazzisce e crede di essere il personaggio che interpretava nel travestimento. Da quel momento vivrà nella sua villa in Umbria, vestito da Enrico IV e credendosi l’imperatore accudito da persone pagate dal Marchese Di Nolli, che diventerà il fidanzato di sua figlia Frida, e, all’inizio della commedia riceverà la visita della moglie Matilde con l’amante Tito Belcredi e un medico, che viene chiamato un alienista, incaricato dal Di Nolli il quale è lì per fargli tornare la memoria procurandogli un trasfert psicologico.

All’aprire del sipario appare una scena essenziale fatta di colonne e un fondale vuoto che verrà illuminato di volta con una serie di gradazioni di colore in sintonia con gli accadimenti e i momenti vari della recitazione sia del protagonista che dei vari personaggi. Sulle pareti di fondo, secondo le indicazione fornite dalle didascalie del testo dello stesso Pirandello, due quadri, uno a sinistra e l’altro a destra raffiguranti il protagonista e quello della moglie nei loro travestimenti. Sul palcoscenico alcune sedie e una poltrona che vengono spostate di volta in volta, a seconda dello svolgimento dell’azione e dell’entrata in scena degli attori. La prima scena vede sul fondale in controluce, immobili e con il braccio sollevato, Donna Matilde con il suo amante e la figlia Frida con il fidanzato marchese De Nolli; dalla quinta destra del palcoscenico giunge in penombra Enrico IV e con la mano “accende” quelle sollevate dei quattro per poi ecclissarsi. E a questo punto i personaggi, quasi fossero marionette, prenderanno vita e guadagneranno il centro della scena per iniziare la loro recitazione. Ottima metafora di quella che è la poetica dell’autore, dove, per vivere, l’uomo ha bisogno di “accendere” il suo essere indossando una maschera e assumere una parte della sua persona alla maniera di come viene vista dal prossimo.

L’adattamento di Luca De Fusco sfugge ad altre rappresentazioni dell'”Enrico IV” di Pirandello. Intanto lo sfoltimento di alcuni passaggi della commedia, però lasciando inalterati quelli essenziali (e, in particolare i monologhi del protagonista che rendono il senso più completo di tutta l’opera) l’hanno reso maggiormente fruibile al pubblico di oggi, pur mantenendo la forma linguistica originale. Altro elemento di enorme valore è stato quello di non “frantumare” l’opera per come era stata scritta nei tre atti originali, ridotti poi a due parti nelle rappresentazioni successive, ma rendendola in un atto unico: in questo modo l’ha resa più appassionante agli occhi del pubblico che ha potuto seguirne la vicenda quasi fosse un giallo, tanto che il prefinale, per chi non ne conosceva la trama, diventava sorprendente. Il tema della pazzia, si sa, non è un tema sconosciuto a Pirandello e non solo per i noti motivi famigliari, ma anche perché fa parte di buona parte della sua poetica, vera o finta che fosse: si pensi alla scena della pazzia simulata da Beatrice ne “Il berretto a sonagli”. Altrettanto convincente e plausibile è quella simulata alla fine dal personaggio che si crede Enrico IV, unico modo di, come accade per Beatrice, “sistemare le cose” agli occhi del mondo esterno popolato dagli altri che, come scriverà Sartre nel 1944 in “A porte chiuse”, costituiscono l’inferno.

Altro punto di forza di questo spettacolo, che merita anche di essere visto almeno una seconda volta per apprezzarne tutta la bellezza e l’unicità, è l’apporto delle luci di Gigi Saccomandi, aventi il potere di giocare con suggestione nei chiaroscuri dei vari momenti temporali che la commedia richiede, come quella bellissima luna che, verso la fine appare sul fondale e che, come dirà “Enrico IV” è rimasta immutabile da oltre ottocento anni. Di pari effetto suggestivo sono le musiche curate da Gianni Garrera che si susseguono per tutta la commedia, ora con assoli di strumenti a corda, ora con quelli a fiato, ora con un insieme di tutti gli strumenti e che costituiscono un’avvolgente sinfonia specie nel finale e fanno tutti da preziosi contrappunti alle varie scene, descrivendole al meglio sia nei punti più drammatici che in quelli più grotteschi.

E infine la scelta degli attori. Tutti bravissimi professionisti, guidati con maestria dal regista De Fusco. Particolarmente in evidenza l’ottima resa di Anita Bertolucci nella parte della Marchesa Matilde Spina. Per ultimo, perché necessita di più di una semplice menzione, ho lasciato Eros Pagni che, nel ruolo del protagonista ha dato il meglio di sé con una recitazione multiforme, donando al personaggio diverse e variegate sfumature che andavano dal drammatico, al grottesco, dal passionale al surreale, e rendendo con sapiente presenza scenica e recitativa la tematica principale della maschera ricorrente nei personaggi delle opere di Pirandello. Come ebbe a dichiarare in una recente intervista “Io non recito “Enrico IV”, io lo vivo”. E si è visto con quanta passione ha veramente vissuto questo personaggio, per la prima volta annoverato nella sua carriera. Personalmente posso dire che, mentre ero sotto al proscenio per applaudirlo, ho potuto notare quanta passione sprigionavano i suoi occhi e anche i segni di tutta la fatica giustamente sostenuta e portata a termine con la perizia dei grandi mattatori. La commozione provata non era solo mia perché l’ho letta anche negli sguardi delle persone che lasciavano lentamente il teatro e si soffermavano all’uscita.

Nel foyeur del teatro in un cartellone sono state appuntati alcune foto di Pirandello, recensioni del 1924 e anche la copia autografa dello scrittore stesso che ringraziava il direttore del Manzoni di allora per aver dato ospitalità alla prima della sua “Enrico IV” con la Compagnia di Ruggero Ruggeri.

Sold out alla prima in questo spettacolo che rappresenta il top di questa stagione di prosa del Teatro Manzoni e il mio modesto consiglio è quello di correre a vederlo per vivere un solenne momento di magia specialmente ora che abbiamo la possibilità di riprendere a frequentare i teatri dopo due anni di chiusura per i noti motivi.

N.B.: in fondo alla pagina è possibile vedere il trailer dello spettacolo.

Visto il giorno 22 Febbraio 2022

Carlo Tomeo: diritti riservati

Teatro Manzoni, Via Manzoni, 42 – 20122 Milano – Tel.: 02 7636901

BIGLIETTI:

Poltronissima Prestige € 35,00 – Poltronissima € 32,00 – Poltrona € 23,00

Poltronissima under 26 € 15,50

Orari biglietteria: Lunedì: 10.00 – 17.00 / Martedì/Venerdì: 10.00 – 18.00

cassa@teatromanzoni.it

Trailer video:https://www.youtube.com/watch?v=A2EzjD2lJO0

Categorie RECENSIONI

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