“Arsenico e vecchi merletti” al Piccolo Teatro Grassi – Recensione

Dal 14 al 23 dicembre

al Piccolo Teatro Grassi

Arsenico e vecchi merletti

con Anna Maria Guarnieri e Marilù Prati

regia di Geppy Gleijeses

RECENSIONE

“Arsenico e vecchi merletti”, è una commedia degli inizi degli anni quaranta, scritta da Joseph Kesserling e diventata famosa in tutto il mondo anche grazie all’adattamento cinematografico operato da Frank Capra nel 1944. In Italia la commedia fu portata in scena per la prima volta nel 1945 dalla compagnia Morelli – Stoppa e riscosse subito grande successo.

La trama è molto nota, soprattutto per la popolarità riscossa dal film che aveva come protagonista Cary Grant: Abby e Martha Brewster sono due nubili sorelle anziane che affittano camere nella loro abitazione. Ma gli inquilini hanno vita breve perché, appena dichiarano di essere soli al mondo, vengono “aiutati” dalle due “pietose” donne a raggiungere l’aldilà tramite avvelenamento con un bicchierino di rosolio contenente un misto di stricnina e arsenico. A seppellire i cadaveri ci penserà il nipote Teddy, che vive con le due donne, e che crede di essere Theodore Roosevelt, si veste con abiti militari e suona la tromba nelle varie occasioni in cui sente la necessità di dover radunare le truppe per correre a combattere il nemico. Altri due nipoti delle due zitelle sono Mortimer, un critico teatrale, in procinto di sposarsi con la figlia del reverendo della parrocchia frequentata dalle due sorelle e che va spesso a trovarle, e il criminale Jonathan che aveva ucciso dodici persone e, incarcerato, era riuscito a evadere e ora il suo intento è quello di farsi una plastica facciale che gli cambi i connotati e per questo si accompagna con un medico di chirurgia plastica, che già aveva utilizzato in passato, cercando rifugio proprio nella casa delle zie.

All’inizio della commedia Mortimer è lieto di comunicare alle zie il suo fidanzamento e la notizia viene accolta favorevolmente da costoro. Meno favorevolmente verrà accolto da Mortimer la scoperta casuale di un cadavere nascosto in un cassapanca e l’apprendimento dell’attività criminosa delle zie, le quali, ingenuamente, non riescono a comprendere il disappunto del nipote, appellandosi al fatto che loro hanno compiuto opere di bene, liberando uomini dall’infelicità della solitudine.

A questo punto si entra nel vivo della commedia che assume un genere plurimo: si va dal surreale, al grottesco, al comico, al noir. E tutto è condotto con un ritmo che non concede tregua. Le due zie che non comprendono il punto di vista del nipote, il nipote stesso che non vede nelle malefatte delle zie un’opera di bene, tutt’altro. E ai tre si aggiungono gli altri personaggi, ciascuno preoccupato, per motivi diversi, a far valere le proprie ragioni. Estranei ai personaggi che rappresentano la parentela, ci sono la promessa sposa, una coppia di poliziotti con il loro tenente, il medico chirurgo al seguito del nipote criminale, il direttore di un ospedale psichiatrico che sarà vittima della sorpresa finale quanto inaspettata. E anche questi personaggi avranno un peso nel gioco delle parti.

Il merito maggiore della commedia è di essere costruito da una serie di azioni imprevedibili e, come succede in questi casi, il lato comico è in agguato a ogni piè sospinto. Come tutte le storie simili, il finale, specialmente negli anni quaranta, doveva essere politicamente corretto. Quello di questa versione, per la quale Geppy Gleijeses si è liberamente ispirato alla regia di Mario Monicelli, pur avendo il finale originale, può tuttavia concedere un dubbio sulla sorte delle due protagoniste.

La compagnia intera è stata molto brava, anche considerando che tutta la commedia è durata due ore e un quarto senza soluzione di continuità. Anna Maria Guarnieri e Marilù Prati, hanno saputo rendere teneri i personaggi interpretati. Una nota di merito particolare va a Leandro Amato nel ruolo di Mortimer.

Molto bene l’ambientazione, sia per quanto riguarda la scena di Franco Velchi (molto curata anche nei piccoli particolari dell’arredo, con i merletti, che si richiamavano al titolo, bene in vista), sia per quanto concerne i costumi di Chiara Donato (tutti scrupolosamente richiamanti agli anni quaranta).

Nonostante la lunghezza della commedia senza intervallo, il pubblico non ha mostrato motivo di stanchezza e, stante alle non poche risate, è stato palese che si sia divertito molto. Numerosi gli applausi, alcuni anche a scena aperta. Da vedere!

Vista il 14 Dicembre 2021

(Carlo Tomeo: diritti riservati)

Piccolo Teatro Grassi (Via Rovello, 2– M2 Lanza), dal 14 al 23 dicembre 2021

Arsenico e vecchi merletti

di Joseph Kesselring – traduzione Masolino D’Amico

regia Geppy Gleijeses

scene Franco Velchi – costumi Chiara Donato

musiche Matteo D’Amico – artigiano della luce Luigi Ascione

con (in ordine alfabetico) Anna Maria Guarnieri, Marilù Prati

e con Maria Alberta Navello, Leandro Amato, Totò Onnis, Luigi Tabita

e con Tarcisio Branca, Bruno Crucitti, Francesco Guzzo, Daniele Biagini, Lorenzo Venturini

produzione GITIESSE Artisti Riuniti

Informazioni e prenotazioni 02.21126116 www.piccoloteatro.org

Categorie RECENSIONI

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