“Cantierememoria” nella Casa della Memoria – Programma 12.2.2021 / 19.12.2021

Cantierememoria

per ritrovare la nostra umanità

12.12.2021 – 19.12.2021

una mostra, spettacoli, concerti, film, laboratori

Casa della Memoria, via Confalonieri 14, Milano

Per il sesto anno consecutivo, la Casa della Memoria apre le sue porte per ospitare il CANTIEREMEMORIA.

Ed è un vero e proprio “cantiere” che si propone alla città, nessun altro termine è più adeguato: una mostra, concerti, spettacoli teatrali, laboratori, letture a cura di formazioni teatrali e musicali da tempo operanti sul territorio.

E la nostra umanità va di fatto ritrovata, dopo le lunghe chiusure, il confinamento e anche la solitudine che la situazione provocata dalla pandemia ha causato. Per altro la battaglia è ancora in corso e ci auguriamo che non sia troppo dura.

Con una proposta culturale varia, ma fortemente ancorata al tema individuato per questa edizione, l’obiettivo è di indurre ogni persona a essere di nuovo protagonista, a indossare ancora i panni di “spettatore consapevole”, a uscire da casa, a frequentare di nuovo i luoghi di intrattenimento, vincendo le pigrizie, le diffidenze e soprattutto le solitudini che il lungo periodo di isolamento ha generato.

Ancora una volta Casa della Memoria, sede di ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), di ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati), dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri, dell’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo (AIVITER) e dell’Associazione Piazza Fontana 12 dicembre 1969, si apre alla cittadinanza invitando tutti a una partecipazione attiva, con il forte sostegno dell’amministrazione comunale e del Comitato di gestione della Casa della Memoria.

E così la mostra a cura di Maria Fratelli, Troppo umano disumano umano dedicata al difficile clima di inizio anni Settanta, quelli della Milano segnata dalla strage di piazza Fontana, alla Banca dell’Agricoltura, nel 1969, una ferita forse mai del tutto rimarginata è, fin dal titolo, un primo passo in questa direzione.

Negli spazi della Casa della Memoria saranno esposte alcune sculture di Amalia Del Ponte in dialogo con il dipinto di Ernesto Treccani, Un popolo di volti, normalmente esposto nella sede della Fondazione Corrente ed eccezionalmente ospitato dalla Casa nel periodo del Cantiere. Come molti sapranno, l’opera di Treccani è un grande dipinto con centinaia di volti, quelli dei partecipanti ai funerali delle vittime di piazza Fontana.

(Antonella Moretti e Mauro Rovelli)

Anche Amalia Del Ponte non necessita di grandi presentazioni: artista dalla lunga carriera – fra i suoi mentori Marino Marini e Gillo Dorfles – opera prevalentemente fra Milano e Venezia, dove ha esposto le sue opere anche alla Biennale d’Arte.

Ecco quanto dichiara rispetto ai lavori esposti in questa occasione: “Vedremo in questa esposizione esempi di quanto ancora siamo privi di autentico rispetto verso gli altri, uomini o animali, e verso la Natura… Questo momento storico è tanto importante perché ci potrebbe far riflettere sull’essere umano, disumano, transumano”. 

In esposizione pochi pezzi, fra cui la Bilancia della giustizia e Siamo vivi, minerali e smalto su una sola base, densi di significati.

La sorella Anna Maria presenta invece alcuni filmati sempre ispirati agli anni Settanta e un libro-opera d’arte Piombo e bollicine,realizzato in pochi esemplari numerati.

Con le due artiste in collegamento video l’11 dicembre, ore 11.30, è prevista una conversazione sul loro lavoro. Si tratta di un primo incontro introduttivo, pensato in una situazione informale, aperto a tutti e seguito da un brindisi fra i convenuti alla Casa della Memoria.

Il Cantiere si inaugura ufficialmente il 12 dicembre, con un omaggio alle vittime della bomba di piazza Fontana, con il concerto per pianoforte a quattro mani di Antonella Moretti e Mauro Ravelli Quando la città brucia.

Si prosegue quindi con qualche anticipazione del fitto calendario, che si svolge principalmente dal 25 dicembre al 6 gennaio, con proposte di grande interesse come un breve ciclo di cinema al femminile, L’occhio delle registe (13, 14 e 15 dicembre), due spettacoli teatrali, 90 minuti del Teatro del Simposio (16 dicembre) e Hoess Comandante ad Auschwitz di Extra Mondo più il pianoforte di Antonella Moretti il 19 dicembre e con i concerti del ClamChowder e di Carisch, entrambi ispirati a temi natalizi, rispettivamente il 20 e il 22 dicembre.

Il periodo dal 25 dicembre fino al 6 gennaio è il clou di tutta la kermesse. Con la sola pausa del 31 dicembre, i concerti, con inizio alle 18 si alternano alle letture e agli spettacoli teatrali, alle 19.30 e ai laboratori. Fra i concertisti, segnaliamo il 26 dicembre, il 3 e il 6 gennaio la pianista Antonella Moretti, il 27 e il 28 dicembre sempre al pianoforte rispettivamente TheodoroFinikis e Andrea Colesanti che eseguiranno loro composizioni. Infine il gruppo vocale Fabercantus il 4 gennaio e il pianista Christopher Pisk il 5 gennaio chiudono le proposte di musica.

Sul fronte teatrale il Teatro degli Angioli incomincia il 25 dicembre con L’albero di Natale, protagoniste la musica e le parole di Listz. Si prosegue il 26 con I Rabdomanti che presentano Voltiamo pagina, un excursus nella letteratura di qualità italiana e internazionale. Quindi, il 27 Nuovababetteci propone Un giovane medico, ispirato all’opera di Bulgakov. Segue un gruppo di lavori votati all’impegno civile attraverso la denuncia delle guerre, il ricordo delle persecuzioni razziali e della resistenza partigiana. Si tratta di Alma Rosé, il 29, con Io ricordo, omaggio a Liliana Segre, di Sguardo Oltre con Tregua di Natale, il 30 e di Emergency con C’era una volta la guerra il 2 gennaio; il Teatro della Zucca con Ribelli, il 4, affronta il tema della lotta partigiana e chiude la pagina di questa memoria civile In quelle tenebre con Rosario Tedesco e Nicola Bortolotti, che il 6 gennaio coinvolgeranno il pubblico con l’intervista di Gitta Sereny a Franz Stangl, comandante di alcuni campi di sterminio.

Il 1 gennaio due giovani interpreti, ex allievi della Scuola del Piccolo, Antonio Perretta e Jonathan Lazzini ci intrattengono con il racconto di loro storie personali, legate alle famiglie e ai territori di appartenenza. I titoli sono, rispettivamente Antonio e Alla luce del falò.

Infine con uno spettacolo-laboratorio, Il rito del pane, il 5 gennaio, l’attore Tindaro Granata insegnerà a fare il pane con il suo lievito madre, dal nome evocativo di Sophia Loren. Un gruppo di “allievi panificatori” che daranno testimonianza di loro esperienze personali sul tema e un altro drappello di “uditori” saranno i protagonisti di questa singolare immersione nel cibo e nel teatro.

L’organizzazione generale dell’iniziativa è affidata a Tracce, Associazione Culturale. Di recente costituzione, ha come obiettivo principale la creazione di percorsi segnati dalla memoria consegnata alle pietre d’inciampo. Accanto a questo, l’organizzazione di festival e iniziative legate in particolare al teatro.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.

Il calendario completo è pubblicato sui canali social di Casa della Memoria

Casa della Memoria

via Federico Confalonieri 14, Milano – tel. Casa della Memoria 02 88444102

c.casadellamemoria@comune.milano.it www.cantierememoria.it

Facebook: Cantierememoria Instagram: @casadellamemoria

per informazioni info@letracce.org Tel.: 329 6466380

CANTIEREMEMORIA 2021/2022

programma settimana dal 12 al 19 dicembre 2021

mostra da 12 dicembre 2021

Troppo umano, disumano, umano

Amalia e Anna Maria Del Ponte – Ernesto Treccani

Il grande dipinto di Ernesto Treccani Un popolo di volti (1972-75) fissa nella pittura uno dei momenti più drammatici della recente storia italiana, i funerali delle vittime di piazza Fontana. In dialogo con il dipinto le artiste milanesi Amalia e Anna Maria Del Ponte presentano una serie di opere ideate negli anni Settanta o strettamente contemporanee riferite a quella memoria.

La mostra vuole ricordare la difesa della democrazia operata dal popolo silenzioso che aveva presenziato in massa al funerale. Davanti al dipinto la scultura di Amalia Del Ponte, La giustizia, 1994, il bozzetto per il monumento non realizzato a La Spezia ricorda la richiesta di verità e giustizia, anch’essa incompiuta, che si accompagna a quella strage a cui seguirono invece altre morti, come quella dell’anarchico Pinelli, ingiustamente accusato dell’attentato. 

Con le altre sculture di Amalia Del Ponte: Vedere, 1972 e Siamo vivi, 2018, sono esposti il progetto collettivo Artists on fire e i video di Anna Maria Del Ponte: Verso una nuova ecologia, Io brucio, Un mondo nuovo, Piombo e bollicineche ricordano come le contraddizioni di allora siano diventate le distopie e le utopie dell’oggi, ampliando il raggio delle problematiche anche alle tematiche ecologiche che negli anni Settanta avevano preso piede e che rimangono di scottante attualità.

L’arte è uno strumento critico, un ausilio alla lettura della realtà, il prisma trasparente di Amalia Del Ponte la metafora della molteplicità delle visioni necessarie per comprenderla.

La mostra illustra quanto il “troppo umano” possa diventare “disumano”, vittima della sua stessa avidità e presunzione, quando al mondo servirebbe instaurare con l’uomo e tra gli uomini un rapporto “umano”, per ricreare un equilibrio sul pianeta.

Troppi evidenti esempi di disumanità scorrono quotidianamente davanti ai nostri occhi per non eluderli. Ingiustizie di ogni tipo e violenze concepibili solo da chi abbia volutamente dimenticato i moniti della storia recente.

La memoria è infatti un ausilio strategico per riorientare il futuro e Cantierememoria un progetto per ritrovare la nostra umanità.

Un sentito ringraziamento alle artiste e alla Fondazione Treccani che da anni opera con questa stessa missione.

domenica 12 dicembre 2021 – ore 18

Suoni in Cantierememoria

QUANDO LA CITTÀ BRUCIA

Antonella Moretti e Mauro Ravelli, pianoforte a quattro mani

Teresa Procaccini (1934)

Paolo Castaldi (1930 – 201)

Marionette Op. 55 (1972)

I. Allegro vivace II. Tempodivalzer III. Presto

Twelve(2010) I. Preludio
II. Marcia
III. Corale

IV. Improvviso V. Scale
VI. Serenata VII. Pozzoli VIII. Notturno IX. Studietto X. Lied

XI. Berceuse XII. Finale

Miss the point(1994) Sheepcounter(2017)

La malinconia delle Muse (2017) Omaggio musicale a Giorgio de Chirico

Kammersymphonie N° 1, op. 9 (1906)

Filippo Del Corno (1970)

Giorgio Colombo Taccani (1961)

Carlo Galante (1959)

Arnold Schönberg (1874 – 1951)

«Perché la musica? quando c’è la guerra, quando la città brucia?»Paolo Castaldi: «Perché non soccomba l’intelletto. […] mentre la città brucia, è necessario comporre musica.»

da C’è musica & musica di Luciano Berio

Antonella Moretti e Mauro Ravelli, duo pianistico

Dal 1989, all’insegna della comune passione per la musica da camera, Antonella Moretti e Mauro Ravelli hanno costituito un Duo pianistico dedito sia al pianoforte a quattro mani, sia ai due pianoforti.
Si sono formati e perfezionati con illustri maestri, tra cui Leonardo Leonardi, il Duo pianistico Chiaralberta Pastorelli ed Eli Perrotta, Bruno Canino, Marian Mika e Jean Pierre Armengaud. Hanno inoltre approfondito le prassi esecutive settecentesche con Emilia Fadini, il repertorio moderno e contemporaneo con Bernard Wambach e Renato Rivolta, la pratica improvvisativa sotto la guida di Christiane Montandon, VinkoGlobokar e Misha Mengelberg.

La loro ricerca musicale comprende, oltre ai classici, autori poco frequentati nei normali programmi concertistici e autori contemporanei ed esperienze artistiche interdisciplinari, in cui la musica si associa e interagisce con altre forme di espressione (poesia, teatro, arti visive, cinema, video).

Ha inciso, per l’etichetta “La Bottega Discantica”, l’opera omnia per duo pianistico del compositore milanese Paolo Castaldi e ha iniziato la registrazione dell’integrale per due pianoforti di Luis de Pablo. Tra i precedenti lavori discografici, spiccano un’incisione monografica dedicata al compositore Jean Françaix, che la rivista “Musica” del febbraio 2013 ha segnalato tra i migliori cd e la pubblicazione di Storie di fantasmi, melologo scritto appositamente per il duo dal compositore Carlo Galante.

All’attività concertistica entrambi i pianisti affiancano un intenso lavoro di insegnamento, la collaborazione con diverse riviste musicali e l’organizzazione di rassegne artistiche e musicali.

13, 14 e 15 dicembre 2021

L’OCCHIO DELLE REGISTE

lunedì 13 dicembre – ore 18

BANDITE

regia: Alessia Proietti, Giuditta Pellegrini DOCUMENTARIO  2009   durata: 50min

Nel contesto della Resistenza italiana, il documentario indaga l’esperienza delle donne che dal ’43 al ’45 hanno combattuto nelle formazioni partigiane, rivoluzionando il loro ruolo tradizionale e divenendo protagoniste della storia.

Le donne non furono, come la storiografia ufficiale ci riporta, solo assistenti dei partigiani, cuoche o infermiere, in molte furono guerriere, pronte a imbracciare le armi per la liberazione di tutte e di tutti.

In un racconto corale, donne di diverse estrazioni sociali, culturali e politiche, esprimono attraverso le interviste la consapevolezza di una lotta che va oltre la liberazione dal nazifascismo e che segna un momento decisivo nel percorso di emancipazione femminile. Il vissuto di queste donne ribelli si intreccia agli interventi delle storiche, alle pubblicazioni clandestine dell’epoca e alle immagini di repertorio.

martedì 14 dicembre – ore 18

IN FABBRICA

regia: Francesca Comencini Documentario 2007 durata: 73min

sceneggiatura: Francesca Comencini e Michele Astori

fotografia: Valerio Azzali

montaggio: Massimo Fiocch,produzione: Rai Cinema, Rai Teche distribuzione: 01 Distribution

colonne sonore: Carlo Rossi, Gregorio Alicata, Edoardo Vianello

premiato al Torino Film Festival 2007

Quando vedo qualche film o documentario sulla classe operaia mi prende una grande commozione. La classe operaia fa parte della mia vita. Il paese dove sono nata e cresciuta, Sesto San Giovanni, è stato il luogo per eccellenza delle fabbriche. Io, e credo molte altre persone, sapevo riconoscere il suono delle sirene che scandivano i turni e capire da questo che ora era.

Il film di Francesca Comencini ritrae una classe operaia che ho conosciuto, lavoratrici e lavoratori che, con grande dignità e orgoglio del proprio lavoro, hanno contribuito a costruire questo paese. Immagini ormai lontane fatte di biciclette, di uomini in tuta blu e basco che silenziosi attraversavano vie deserte al mattino presto, nel buio, verso il posto di lavoro. Mogli che si alzavano prima dei loro mariti per preparare il cibo da portare in fabbrica. Operaie che a loro volta facevano i turni, anche se a loro veniva risparmiato il turno di notte.

La classe operaia lavorava con orgoglio: veniva da paesi lontani e da lavoriancora più duri e sempre mal pagati.

La bravura di Francesca Comencini è stata quella di proporre e ripercorrere, con grande tenerezza e sensibilità, la storia del movimento operaio. Sono debitrice a Francesca Comencini che, attraverso questo film, ci riporta a ricordare con commozione la nostra storia, che è finita solo in parte. Infatti nelle sue interviste, parlano gli operai di oggi: le loro parole e i loro volti esprimono la stessa fierezza di un tempo, e tutto questo si sintetizza in quel che dice uno di loro: “lavorare in una fabbrica che sul mercato conta ha un certo peso”.     (Giuliana Borgonovo)

mercoledì 15 dicembre – ore 18

V I S I O N

from the life of Hildegardvon Bingen

regia e sceneggiatura: Margarethe von Trotta

Biografico Dramma storico2009   Durata: 111min 

fotografia: Alex Block, montaggio: Corinna Dietz, produzione: Clasart Film

interpreti:Barbara Sukowa(Hildegard von Bingen), HeinoFerch(MonchVolmar), HannahHerzsprung(Richardis von Stade), Lena Stolze(Jutta)

Premi: (4 candidature 1 vittoria)

Bavarian Film Awards 2010    

Best Actress (Darstellerpreis)Barbara Sukowa

Ildegarda di Bingen, badessa e fondatrice di comunità femminili, donna autorevole di pensiero e di cultura, mistica, naturalista, filosofa e musica, profeta, guaritrice nonché predicatrice, una di quelle grandi monache del Medioevo che parlavano con i papi senza spirito di inferiorità e confliggevano con i poteri quando era ritenuto da loro necessario, è raccontata dalla regista Margarethe von Trottanel bel film del 2009 VISIONausdemLebenderHildegard von Bingen e magistralmente interpretata dall’attrice Barbara Sukova così come la sua allieva amata Richardis von Stade lo è dalla luminosa  HannahHerzsprung.
Presentato in Italia al Festival del cinema di Roma nell’autunno del 2009, il film non è stato considerato interessante da nessun distributore italiano e quindi non è stato visibile nelle sale.

“Avevo in mente questo film fin dagli anni ’80” ha dichiarato la regista “Mi hanno davvero molto colpita la biografia e le lettere di Hildegard…  Ho scelto di non mostrare le sue visioni nel film per evitare di renderle kitsch… Sono toccata dalla sua grandezza e autenticità e sono convinta che se fosse vissuta ai giorni nostri, sarebbe stata senz’altro un’illustre scienziata…”

Notaricordiamo che tra gli ultimi atti del suo pontificato Benedetto XVI, poco prima delle sue inaudite dimissioni, non ha trascurato di proclamare Ildegarda di Bingen “Dottora della Chiesa”.

Associazione Lucrezia Marinelli

Fondata nel 1989da un gruppo di donne, l’Associazione ha Lo scopo principale di affermare l’importanza del punto di vista femminile sul mondo sia sul fronte politico che sociale ed economico. Il mezzo prediletto per proporre questa visione è il loro vastissimo archivio di migliaia di film a regia femminile. 

giovedì 16 dicembre 2021 – ore 20.30

Teatro del Simposio

90 minuti

liberamente ispirato a una storia vera

drammaturgia di Antonello Antinolfi


scene e costumi di Paola Ghiano e Francesco Leschiera

luci di Luca Lombardi


elaborazioni e scelte musicali di Antonello Antinolfi

grafica di Valter Minelli


regia di Francesco Leschiera,
Ettore Distasio e Mauro Negri


assistente regia Serena Piazza


produzione Teatro del Simposio

Lo spettacolo prende spunto dalla vita di ArpadWeisz, ebreo ungherese, calciatore e poi allenatore. Dopo una breve esperienza nel campionato italiano degli anni ‘20, iniziò la sua brillante carriera di allenatore vincendo uno scudetto con l’Ambrosiana (l’attuale Inter) ad appena trentaquattro anni. Col Bologna «che tremare il mondo fa» vince due scudetti consecutivi e la finale del Trofeo dell’Esposizione a Parigi, nel 1937.
In quanto ebreo fu vittima delle leggi razziali in Italia.
Rifugiatosi in Olanda, fu rinchiuso dapprima nel campo di Westerbork e successivamente ad Auschwitz, dove morì nell’inverno del 1944.

Questo lavoro teatrale non vuole essere la trasposizione scenica della vita del personaggio. Il vero tema dello spettacolo è quel mondo che dapprima lo rende famoso e poi, a causa delle leggi razziali, lo dimentica totalmente.

Il nucleo del lavoro è in sostanza l’insensibilità e l’indifferenza di una società e di un sistema che ha portato prima all’attuazione delle leggi razziali e poi alla creazione dei campi di concentramento nella totale noncuranza dei poteri politici.

Questo spettacolo è il secondo capitolo del percorso sul tema della memoria iniziato nel 2017 con Ring dell’inferno.
I comuni denominatori di questo percorso sono la Shoah e lo sport e nasce dalla volontà di raccontare delle storie realmente accadute e poco conosciute che proprio per la loro forza ci coinvolgono ancora adesso.

La regia si basa sull’unione del teatro di narrazione con il teatro d’immagine.

Il Teatro del Simposio nasce nel 2012 come gruppo milanese di sperimentazione teatrale da comuni esperienze formative e professionali elaborate nel corso degli anni.
L’incontro di Francesco Leschiera, Alessandro Macchi e Antonello Antinolfi, soci fondatori dell’associazione, avviene innanzitutto sulla condivisione dell’aspetto contenutistico che ha creato un comune filo conduttore nelle produzioni del gruppo: l’esigenza di raccontare l’identità dell’uomo, psiche e materia e delle sfaccettature che universalmente gli appartengono, ma che inevitabilmente si legano alla concretezza del vissuto individuale.

(Teatro del Simposio)

Da questo punto di partenza, che rappresenta lo stile riconoscibile dell’associazione, tutti i progetti hanno come punto di forza la necessità di sperimentare di volta in volta il linguaggio espressivo più adeguato. Possono essere forme d’arte, visive o sonore, o semplicemente frammenti di vita comune, un luogo, un’immagine, una storia. Il Teatro del Simposio è inoltre attivo nell’ambito strettamente performativo.

A oggi l’associazione ha al suo attivo più di dodici produzioni rappresentate sia a Milano che sul territorio nazionale.


domenica 19 dicembre 2021 – ore 15.30 e ore 20.45

Extramondo

Associazione Culturale APS

HOESS

Comandante ad Auschwitz

con Mauro Giaconi

drammaturgia Andrea Facciocchi e Mauro Giaconi

regia Andrea Facciocchi

si consiglia la visione ai maggiori di 14 anni

Un piccolo e apparentemente insignificante uomo viene chiamato a progettare e dirigere uno dei luoghi più oscuri e terribili che la mente umana abbia mai concepito: Auschwitz.

Il protagonista rivive in prima persona i suoi misfatti, in un agghiacciante contrasto tra la sua testimonianza autocompiacente e quello che è stata l’atrocità del suo effettivo comportamento.

Lo spettacolo infatti ci mostra Hoess nei momenti salienti della sua esistenza: attraverso flash-back riviviamo la testimonianza resa al processo di Norimberga, le amicizie importanti (Heinrich Himmler, Theodor Eicke, Josef Mengele), gli anni della crescita del partito Nazionalsocialista, la scalata ai vertici delle SS, il comando del campo di Auschwitz e infine la sentenza di condanna a morte pronunciata dal tribunale di Varsavia ed eseguita proprio nel luogo dove commise gli atti più atroci.

Il testo è il risultato di un approfondito lavoro di ricerca storica: le fonti principali sonoKalendarium di Danuta Czech, Comandante ad Auschwitz dello stesso Rudolf Hoess e gli atti del processo di Norimberga.

Questo ulteriore spettacolo sulla Memoria, dopo i precedenti delle due Trilogie e Anni difficili, questa volta non assume il punto di vista delle vittime, ma quello del carnefice.

Extramondo non ha scopo di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

L’Associazione appoggia e sostiene una visione della cultura come processo trasformativo di individui, gruppi e istituzioni a favore in particolare di categorie svantaggiate dal punto di vista etnico, di genere e di appartenenza sociale.

Perciò si impegna anche nella formazione e nella didattica per diffondere la cultura teatrale e le competenze necessarie per il loro utilizzo.

Nelle sue attività l’Associazione contrasta, ripudia ed esclude ogni forma di razzismo, discriminazione, violenza e totalitarismo.

domenica 19 dicembre 2021– ore 18

Suoni in Cantierememoria

SPECCHI DI DONNE

Nicola Marvulli, violino Tiziana Columbro, pianoforte

Giuseppe Tartini (1692 – 1770)

Carlo Galante (1959)

Ethel Smyth (1858 – 1944)

Sonata per violino e pianoforte Op 1, N° 10

La Didone abbandonata (1731) Affettuoso
Presto
Allegro

5 Stanze per Asterione(2020)

Sonata per violino e pianoforte in la minore Op.7 (1887) Allegro moderato

Scherzo. Allegro grazioso
Romanze. Andante grazioso – Allegro Finale. Allegro vivace

Nicola Marvulli e Tiziana Columbro, violino e pianoforte

Nicola Marvulli e Tiziana Columbro sono un duo stabile dal 2016 e si sono perfezionati sotto la guida di Enrico Pace, presso l’Accademia di Musica di Pinerolo (TO). Tengono regolarmente concerti presso importanti sedi in Italia e all’estero: tra le più rilevanti il Festival International de MusiqueUniversitaire di Belfort (Francia), la GesellschaftfürMusiktheaterWien, la KatholischeHochschulgemeinde di Vienna, l’Emilia Romagna Festival, la Camerata Musicale Salentina, l’ Associazione AMA Calabria, la Società del Teatro e della Musica L. Barbara, l’Associazione Mozart Italia, l’Associazione Chromatica di Treviso, la Camerata Musicale Sulmonese. Nell’autunno 2018, durante l’International Competition" Coop Music Awards&quot di Cremona, sono risultati vincitori del premio speciale per la migliore esecuzione di un brano composto da Carlo Galante. A seguito di questo evento il compositore ha scritto un brano a loro dedicato, intitolato 5 Stanze per Asterione (2019).

Recentemente, accanto al Duo, si è sviluppato un progetto di Trio, con la partecipazione della violoncellista Camilla Patria.

Nicola e Tiziana hanno concluso in giovane età i loro studi presso il Conservatorio L. d’Annunzio di Pescara. Successivamente, Nicola si è perfezionato con F. Cusano (Scuola di Musica di Fiesole), K. Sahatci (Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano) e D. Orlando. Ha suonato regolarmente con I Solisti Aquilani, l’Orchestra di Padova e del Veneto e il Colibrì Ensemble. Studia composizione con M. Della Sciucca (Conservatorio A. Casella de L’Aquila). Tiziana, dopo aver concluso il corso Triennale di Alto Perfezionamento (Accademia Musicale Pescarese) con P. Bordoni e il Biennio di Musica da Camera, ha proseguito i sui studi con P. Iannone. In seguito, si è perfezionata in pianoforte solistico a indirizzo concertistico con S. Vladar e in Musica da Camera con S. Mendl (UniversitätfürMusik und darstellendeKunst di Vienna), affiancando gli studi in Psicologia clinica.

Sin da giovanissimi, entrambi si sono esibiti più volte come solisti con orchestra, si sono distinti individualmente in concorsi e rassegne nazionali e internazionali, risultando vincitori di primi premi assoluti, borse di studio e concerti premio.

Categorie comunicato stampa

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