“L’avaro” all’MTM Teatro Leonardo di Milano – comunicato stampa

L'avarodal 12 al 15 marzo 2020 / MTM Teatro Leonardo

produzione MTM Manifatture Teatrali Milanesi

l’avaro

da Molière TORNA A GRANDE RICHIESTA

traduzione e adattamento Valeria Cavalli – regia Valeria Cavalli, Claudio Intropido

con Pietro De Pascalis, Jacopo Fracasso, Cristina Liparoto, Sabrina Marforio, Greta Milani, Andrea Robbiano, Irene Serini, Simone Severgnini

assistente alla regia Pietro De Pascalis

musiche Gipo Gurrado – musiche eseguite da Nema Problema Orkestar

costumi Anna Bertolotti – scenografia e disegno luci Claudio Intropido

realizzazione scene Maria Chiara Vitali – foto di scena Roberto Rognoni

direzione di produzione Elisa Mondadori – Spettacolo sostenuto nell’ambito di Next 2013-14

Ispirato all’”Aulularia” di Plauto, “L’Avaro” è una delle opere più famose di Molière e il protagonista della commedia, Arpagone, è la personificazione stessa della taccagneria.

Tutta la vicenda ruota attorno al suo bisogno di accumulare, alla paura di essere derubato, alle sue ridicole e insopportabili economie ma soprattutto all’aridità di cuore di Arpagone che non ama niente e nessuno a parte la sua cassettina piena di denaro. Sospettoso, iracondo ed egoista, Arpagone non esita a preferire il suo denaro ai figli e persino nel finale egli non si redime, continuando ad anteporre i beni materiali agli affetti.

MTM riprende questo grande successo di Molière che celebra la tradizione teatrale della commedia dell’arte in un gioco sfrontato di “teatro nel teatro”. La rilettura di Valeria Cavalli, infatti, prende spunto anche da un testo poco rappresentato dell’autore francese, “L’improvvisazione di Versailles”, di cui il protagonista è lo stesso Molière.

Un’opera che mostra ciò che avviene dietro le quinte e la dicotomia uomo/attore, che fa nascere un’istintiva relazione e una complicità con il pubblico, portato così a contatto con la parte più segreta della rappresentazione teatrale. Nella cornice di un teatrino mobile e decadente si rappresenta dunque “L’Avaro”, recitato coralmente da un gruppo di guitti in un susseguirsi ritmico di scene e controscene, in cui tutti i personaggi sono coinvolti in una congiura contro l’Avaro e l’avarizia. Non è solo la vicenda raccontata da Molière a vivere sul palco, ma anche la quotidianità degli attori dietro al sipario.

Gli interpreti recitano e partecipano, restano in scena e assistono come fossero parte del pubblico, vicini agli spettatori in sala e alle loro emozioni.

Questo “Avaro” è dunque un carro di Tespi colorato e visionario, composto da un gruppo di affiatati ed eclettici attori al cui al centro primeggia Pietro De Pascalis nel ruolo di Arpagone; uno spettacolo arricchito dai costumi di Anna Bertolotti che rievocano antichi sfarzi e dalle musiche divertite e quasi circensi composte da Gipo Gurrado e suonate dai musicisti della Nema Problema Orkestar.

Note di regia

Un colorato carro di Tespi sbarca al Teatro Leonardo e subito si aprono i bauli per indossare i costumi, si ripassa il copione, si controlla che il sipario scorra e soprattutto si invita il pubblico a partecipare a questa commedia che fonde il testo classico e celebrato con il meno conosciuto “L’improvvisazione di Versailles”. Al centro della vicenda lui, Arpagone, l’avaro per antonomasia. Avaro anche di sentimenti poiché l’unico amore che riesce a provare è quello per la sua cassettina piena di monete d’oro. In un caleidoscopico gioco basato sulla fisicità, la comicità, l’azione e l’allegria, c’è però anche spazio per una riflessione sull’uomo, sui suoi difetti e le sue fragilità ma anche una riflessione sul mestiere dell’attore che ancora riesce a stupirci con poco, che ancora riesce a emozionarci solo con uno sguardo, una pausa, un respiro.

Pietro De Pascalis

Mi sono avvicinato al teatro in quel periodo della vita in cui senti che stai cercando qualcosa, ma non sai esattamente cosa. La cosa più difficile è stata iscrivermi. Ricordo di aver consumato il marciapiede di Muzio a furia di andare avanti e indietro prima di imboccare la discesa d’ingresso. Poi ho messo quel po’ di coraggio che avevo nei piedi e ho fatto un passo. Questa credo che sia anche la mia più forte peculiarità artistica. Il continuo tentativo di fare un passo in avanti.”Formazione: Triennio di studio presso la Scuola Quelli di Grock con ultimo anno a borsa di studio. Allievo di Claudio Orlandini. Studia negli anni mimo e movimento con Andrea Ruberti e Alessandro Larocca, canto con Fernanda Calati, dizione con Maurizio Salvalalio, teatrodanza con Susanna Baccari e Valeria Cavalli, logica della battuta teatrale e studio del testo con Claudio Marconi. Studia inoltre con Danio Manfredini, Emma Dante e Luca Micheletti attore, regista e dramaturg.

 Valeria Cavalli

Dopo gli studi di danza classica e contemporanea  (Judith Forgacs, Laila Minder, Paco Decina, Peter Goss, Larrio Eksso,  David Sutherland, Dominique Petit, Caroline Marcadé, Matt Mattox, Ranko Yokoyama e altri) inizia la sua carriera  come danzatrice con Ann Fenimore Banker e Teri Weikel. Nel 1981 viene scritturata da Quelli di Grock come danzatrice e coreografa partecipando a molti degli spettacoli della compagnia primo fra tutti lo spettacolo cult di Quelli di Grock,  Caos del quale del quale ha anche curato le coreografie e il testo. Nel 2003 lascia le scene per dedicarsi totalmente alla drammaturgia creando due ” linee” che hanno caratterizzato affermato un vero e proprio stile grock: il teatro sociale, rivolto principalmente ai giovani (Quasi perfetta 2004, Senza coda 2006, Io me ne frego 2007, kome un kiodo nella testa 201,  Fuori Misura 2014, L’arte della menzogna 2015)  e i classici rivisitati( Il malato immaginario 2004, Molto rumore per nulla 2005, Renzo e Lucia 2006,La bisbetica domata 2700, Sogno di una notte di mezza estate 201,  La trilogia della villeggiatura 2012, L’avaro 2013,  La bottega del caffè 2015.

Nel 2016, con la nascita di Manifatture Teatrali Milanesi, collabora con Antonio Syxty per la drammaturgia “Identikit di una donna omaggio a Michelangelo Antonioni” e nel 2017 scrive” il sondaggista” con Renato Mannheimer per la regia di Alberto Oliva. È attualmente impegnata nella scrittura di un nuovo spettacolo per i giovani “Beata Gioventù.

L'avaro

INFORMAZIONI

MTM Teatro Leonardo

Via Andrea Maria Ampère, 1

da giovedì a sabato ore 20:30 – domenica ore 16:30

durata: 130 minuti

Biglietti: Intero 30€, Intero giornata di debutto 15€, Convenzioni 20€, Ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) 20€, Under30/Over65 15€, Scuole di teatro e Università 15€, Ridotto DVA 15€, Scuole di MTM, Paolo Grassi, Piccolo Teatro 10€

spettacolo in abbonamento: Arcobaleno, Arcobaleno tandem, Arcobaleno over 65, Carta regalo x2, Carta regalo x4

Info e prenotazioni biglietteria@mtmteatro.it/02-86454545

Scarica l’App di MTM Teatro e acquista con un clic

spettacolo inserito in Invito a Teatro

BIGLIETTERIA MTM

02. 86 45 45 45 – biglietteria@mtmteatro.it

Prenotazioni e prevendita da lunedì a sabato dalle 15:00 alle 20:00

Biglietti e abbonamenti sono acquistabili sul sito www.mtmteatro.it e sul sito e punti vendita

vivaticket.it. I biglietti prenotati vanno ritirati nei giorni precedenti negli orari di prevendita e la domenica a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

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