Una bugia tira l’altra – Teatro Martinitt – Recensione

IMG_6802.JPGTeatro Martinitt di Milano
26 settembre – 13 ottobre 2019
Una bugia tira l’altra
di 
Ray Cooney
traduzione di
 Maria Teresa Pedruzzi
adattamento e regia di 
Matteo Vacca
aiuto regia 
Laura De Angelis
con 
Matteo VaccaMarco MorandiManuela BisantiMarco Fiorini,  Giancarlo Porcari,Valeria SandulliAnnalisa Amodio, Veronica Pinelli 
Fonica e Luci 
Gianmarco Cacciani
Scene 
Giovanni Di Mascolo
Produzione Politeama 

Il Teatro Martinitt inizia la nuova stagione teatrale alla grande, portando in scena una delle più apprezzate commedie di Ray Cooney, autore inglese che affolla i teatri del Regno Uniti da anni con le sue commedie dalla comicità irresistibile. I temi da lui trattati sono contemporanei , ma molte delle sue sceneggiature si richiamano a Feydeau come se il celebre commediografo francese si fosse trasferito in epoca moderna nel Regno di Sua Maestà Britannica. Cooney ci ha aggiunto l’humor inglese e nelle sue storie sa attivare sapientemente, dietro trame dall’apparenza innocue, molta satira sulla vita sociale e politica del nostro secolo (e anche buona parte di quello concluso).

La commedia scelta dal Teatro Martinitt è “Una bugia tira l’altra”, adattata alla realtà del nostro Paese e diretta da un bravissimo Matteo Vacca, che si rivela anche un ottimo attore, dalle tante sfaccettature.

La storia si svolge nella suite di un albergo a cinque stelle, dove un vice ministro del Movimento 5 Stelle, l’Onorevole De Mitri, invece di essere presente alla Camera dei Deputati per una seduta notturna, decide di passare una notte d’amore con la sua amante, appartenente al partito del PD.

Ma la serata dei due amanti si dimostrerà ben presto tutt’altro che piacevole, a causa dell’intervento di altri personaggi che si troveranno coinvolti per i motivi più svariati nella storia e che naturalmente non rivelerò per non spoilerizzare. Dirò solo che i due amanti clandestini sono entrambi sposati e sono stati quinti costretti a raccontare ai rispettivi coniugi le prime delle tante bugie che poi si dovranno necessariamente moltiplicare, per rendere credibili le precedenti in quanto, come dice il titolo, “una bugia tira l’altra”.

Non a caso ho citato Feydeau, perché, per tutta la commedia, si assiste a scambi di persone, avvenimenti surreali, un ritmo incalzante che non dà tregua non solo agli attori in scena ma anche agli spettatori che si sbellicano dalle risate. In scena c’è sempre qualcuno che deve fingere di essere un altro e accadono le cose più incredibili. La commedia potrebbe anche chiamarsi “Una sorpresa tira l’altra”.

Le famose porte di Feydeau che erano elementi essenziali delle sue sceneggiature, qui vengono adoperate in continuazione, ma vi si aggiungono, quali elementi essenziali alla scena, anche le porte di un armadio e gli infissi removibili dall’alto in basso di una finestra che conduce a un balcone. E il continuo entrare e uscire di corsa dei vari personaggi attraverso tali elementi rende ancora più movimentata la commedia e irresistibile la comicità della stessa.

La compagnia intera ha dato dimostrazione di grande professionalità e chi si è distinto di meno non è stato per mancanza di bravura, ma solo per una minore presenza in scena. In ogni caso si ricordi che una commedia comica richiede maggiore fatica in quanto a prestazione attoriale di una commedia drammatica, a cui non ha nulla da invidiare.

Il protagonista Marco Fiorini nella parte del Viceministro è quello che ha brillato certamente per la sua ottima performance, tuttavia Matteo Vacca, oltre ad aver condotto un’ottima regia, si è dimostrato vincente nella parte del sottosegretario Franchetti che ha recitato in modi diversi, tutti credibili, a seconda delle varie parti che doveva sostenere: da quella timorosa e “cocco di mamma”, a quella del rispettoso e timoroso sottosegretario che eseguiva gli ordini del Vice Ministro, del falso medico fino a trasformarsi in focoso amante di più di una donna.

Marco Morandi ha rivestito due ruoli: quello dell’uomo tradito e quello del cameriere cinese, in cui ha saputo dimostrare ottime doti di trasformista

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La commedia era stata scritta durante il primo Governo Conte e ora è stata adattata dal secondo Governo dello stesso Conte. La satira pungente non è venuta a mancare e, tra una risata l’altra, chi ha buone orecchie per intendere l’ha saputo sicuramente cogliere.

E visto che si parla di bugie, Marco Fiorini non ha perso l’occasione di citare un’altra commedia famosa di Cooney “Se devi dire una bugia dilla grossa”

MORANDI CINESE

Teatro pieno in ogni ordine di posto durante la serata della prima con tantissimi applausi. Gli abbonati, se tanto mi dà tanto, hanno capito di aver fatto un ottimo investimento. Comunque, in generale, abbonati e non devono correre assolutamente a vedere questa commedia che è stata scritta non solo per far ridere ma anche per far pensare.

Carlo Tomeo: ogni diritto è riservato

TEATRO/CINEMA MARTINITT

Via Pitteri 58, Milano – Tel. 02 36.58.00.10 – Parcheggio gratuito.

Orario spettacoli giovedì-sabato ore 21, domenica ore 18. Il sabato anche alle 17.30.

Biglietteria: lunedì ore 17,30-20, da martedì – sabato 10-20 domenica ore 14-20

Ingresso: 26 euro intero. Abbonamenti a partire da 62 euro

 

Categorie RECENSIONi

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