Contenuto Zero – Varietà 7° – Recensione

MTM – Teatro Leonardo

Contenuto Zero – Varietà 7°

17 aprile 2019 : I sette samurai

con Lorenzo Attanasio, Bruno Bassi, Valentina CardinaliAndrea Delfino, Carlo Amleto Giammusso, Tano Mongelli ,Giuseppe Scoditti, Giulia Vecchio

musica Tano e l’Ora d’aria – scene Maddalena Orianicostumi Barbara Petreccaregia Pablo Solari

durata dello pettacolo: 90 minuti

Ieri sera all’MTM Teatro Leonardo la Compagnia Contenuto Zero ha terminato il suo “varietà” previsto in sette puntate Le “puntate” si sono avvicendate di mercoledì, rappresentate un’unica volta ed erano una serie di sketch e musiche, dove avvenivano cose incredibili, spesso politicamente scorrette, ma questo per volontà della compagnia stessa il cui motto che ripeteva a ogni fine “siparietto” era “Allegoria! Allegoria!” E in effetti i vari “pezzi” che venivano recitati contenevano un’allegoria di qualche luogo comune del giorno d’oggi. Una “presa in giro”, direi meglio. E i personaggi interpretati erano spesso personaggi storici.

Ogni puntata aveva un suo titolo.Quella di ieri sera era “I sette samurai”, e i titoli venivano scelti a significare un compendio sulla tipologia delle varie scenette che avvenivano sul palco. Il tutto con notevole coinvolgimento del pubblico.

Ormai la Compagnia si era guadagnato fin dalla prima puntata un gruppo di simpatizzanti che aumentavano sempre più. La rappresentazione di ieri sera, anche perché era l’ultima, ha di fatto affollato il teatro più del solito tanto da realizzare quasi il sold-out: non sembrava più che la gente che si affollava al botteghino fosse lì per fare il biglietto per uno spettacolo teratrale, ma quasi un mettersi in fila per partecipare tutti a una grossa festa. E così un effetti è stato, tanto che lo spettacolo è iniziato necessariamente in ritardo.

Non è stato, questo, uno spettacolo totalmente nuovo, perché sono stati presentati sketch che si erano già visti nelle puntate precedenti ma non interamente: quindi è stata un po’ una rivisitazione di cose conosciute già ma di cui non si era spesso visto la conclusione, che ora arrivava finalmente a dare un senso compiuto al mezzo “deja-vu”. Cosi si sono rivisti il colloquio tra Socrate e un suo allievo in cui Socrate filosofeggia sui vari tipi di peti che possono sfuggire all’uomo e dando a ciascuno di essi un nome e un significato. In un altro è avvenuto l’incontro tra Nerone e Hitler, terminato con gli abbracci. Non è mancata l’intervista alla soubrette che incarnava il luogo comune che una persona molto bella abbia il cervello vuoto, anzi le due cose sono inversamente proporzionali: più si è dotati fisicamente e meno lo si è intellettivamente.

Anche questa volta Giacomo Leopardi è stato assillato da suo padre, uomo godereccio che spingeva il figlio a mangiare fichi che potevano risvegliare un briciolo di sensulaità in quel figlio così malaticcio. Ma, quando gli ha rivelato di essersi scopata Silvia, il poeta ha ragggiunto il massimo della disperazione, tanto da mettersi a cantare a viva voce una canzone struggente che ha scatenato un fragoroso e ironico applauso tra il pubblico, il quale naturalmente era ormai avvezzo a partecipare alle mille trovate che i Contenuto Zero elargivano a piene mani.

Un altro personaggio sempre presente era il dottor Sperti che ha indicato nella pratica della masturbazione il sistema più adeguato sul controllo delle nascite che ormai sta sovrappopolando il pianeta. Senza contare gli extracomunitari che invadono il nostro paese riducendo le scorte alimentari. Una scienziata propone, e alla fine se ne vede l’attuazione, di mangiarne le carni, che sembrano essere molto ricche di proteine e si risolve così il problema sia del sovraffollamento che della penuria cibaria.

Uno dei momenti più esilaranti è quello dove i vari attori interpretano la parte del corpo umano: e così in scena sono apparsi seduti allineati sul proscenio il cervello, il cuore, lo stomaco e le altre componenti. Il loro problema era che non riuscivano più a collaborare tra loro creando un intasamento gastrointestinale che, solo alla fine, dopo aver raggiunto un accordo, hanno messo l’ano in condizione di liberare tutto il non digerito fino ad allora.

Le varie parti che costituivano lo spettacolo è andato avanti in questo brillante modo, continuando a inventare scenette che si rivelavano sempre allegorie del nostro quotidiano.

Non sono mancati i siparietti musicali, uno in particolare che non si può fare a meno di citare ed è stata la romanza “Caro nome” dal “Rigoletto” cantata con grandi capacità da Valentina Cardinali, vero piatto forte della serata. La sua interpretazione è stata di grande livello perché ha saputo giocare con le innegabili doti vocali, usate mentre minacciava con un mitra il malcapitato pianista che non voleva eseguire a dovere la partitura.

Il dottor Sperti si è mostrato anche nelle vesti di samurai mentre vendeva l’Italia a un’improbabile cinese che alla fine ha comprato tutto il nostro paese. Altra allegoria dei nostri ultimi tempi.

I sette spettacoli singoli ora sono terminati ma Contenuto Zero non potrà fare a meno di inventarsi qualche altra novità per la prossima stagione teatrale, dato il grande successo che ha riportato quest’anno da un pubblico che sicuramente lo seguirà ancora nelle sue scorribande di recite surreali.

Carlo Tomeo: ogni diritto è riservato

Categorie RECENSIONi, Senza categoria

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