Non chiamatemi maestro – Recensione

Teatro Arsenale di Milano
19 – 24 marzo 2019
Non chiamatemi maestro 

progetto e regia di Corrado d’Elia 
liberamente tratto dagli scritti e dalle testimonianze di Giorgio Strehler 
con Corrado d’Elia 
assistente alla regia Federica D’Angelo 
tecnico luci e suono: Christian Laface
grafica Chiara Salvucci  –  foto di scena Angelo Redaelli 

Uno spettacolo di Corrado d’Elia è sempre un evento a cui non ci si può sottrarre: sia esso la riproposta di un suo spettacolo di qualche anno fa, sia esso una novità assoluta. Si chiamano album le sue performance che recita da solo in uno spazio in genere vuoto di arredi, se non uno sgabello e un microfono e illuminato da un gioco di luci (ora fievoli, ora più potenti) e di brevi brani musicali. L’essenzialità che possa accompagnare la parola, vera protagonista del teatro. Corrado d’Elia sente la necessità di raccontare più ancora  che recitare un personaggio. Questa volta ha riproposto uno dei suoi album amati, “Non chiamatemi maestro” dove racconta di Giorgio Strehler, un regista amato che merita di essere ricordato, un grande maestro dell’arte teatrale, così come sono maestri i personaggi omaggiati negli altri suoi album. Ha preso riferimento dagli scritti e dalle testimonianze di Strehler e ne racconta momenti della sua vita teatrale e personale. Da quando lasciò Trieste per raggiungere Milano subito nel dopoguerra e pieno di desiderio di esprimersi nell’arte che amava: Il teatro, che sembrava morto, eppure c’era chi aveva, come lui, l’esigenza della  ricostruzione dopo il disfacimento della guerra. Insieme con Paolo Grassi trovarono il teatro sfatto, vecchio di via Rovello che era però un’occasione per riaprire una realtà che la guerra aveva interrotto ma non distrutta nell’animo di chi non aveva smesso la passione per la poesia che il teatro poteva trasmettere. Ci volle molto coraggio per far nascere il Piccolo Teatro, e ci volle soprattutto la grande forza di volontà di un personaggio come Strehler nel mettere in scena con pochi mezzi “L’albergo dei poveri” di Maksim Gorkij” .

Corrado d’Elia si entusiasma a mano a mano che procede del racconto, quando rammenta i primi successi teatrali e anche, con dolci parole, i ricordi sentimentali (Valentina Cortese, Gulia Lazzarini, Andrea Jonasson) e le opere che hanno fatto insieme. Diventa elegiaco quando parla de “Il giardino dei ciliegi” e la sua voce acquista calore quando si rivolge al critico De Monticelli, mentre diventa irruente quando ripete il discorso che Strehler fece da senatore per la sinistra indipendente di Craxi nel 1987: quel discorso d’accusa contro la mancanza di operosità di un governo che non faceva nulla per diffondere la cultura nel Paese. Discorso rimasto attuale ancora oggi, anzi ingigantibile se ci fossero elementi di uguale forza d’animo e convinzione come il primo che lo pronunciò. Si dimise dalla politica Strehler e Corrado d’Elia continua a raccontare, ora seduto sul trespolo, ora in piedi, incapace di star fermo come il personaggio di cui narra la vita, che non si fermava mai, che volle che si costruisse un teatro degno della cultura milanese e che purtroppo, a causa della morte, non riuscì a inaugurare.

Nel sottofondo dell’appassionante narrazione di Corrado d’Elia si avvertono le musiche che hanno accompagnato la vita di colui che non voleva essere chiamato maestro: da “Ma mi” ad arie di Mozart, tra cui un paio tratte da “Così fan tutte”, opera di cui Strehler realizzò la regia e che avrebbe inaugurato il nuovo teatro, ma che, pur ultimandone le prove, non fece purtroppo in tempo a vedere.

Una sincera boccata di poesia nelle parole raccontate (più che recitate) di Corrado d’Elia da cui traspaiono vere sensibilità e passione, senza atteggiamenti da divo, ma affabulatore ineguagliabile che ha voluto raccontare soprattutto in un luogo dove specialmente gli spettatori più giovani, seduti sui cuscini disposti sul parterre, si sono lasciati prendere da quell’incanto che pochi sanno esercitare.

Info e prenotazioni: Teatro Arsenale, via Cesare Correnti 11, tel. 02.8321999    @teatroarsenale.it (orari biglietteria: lunedì al mercoledì 16-19 – giovedì dalle 14 – 17)

Carlo Tomeo: ogni diritto è riservato

Categorie RECENSIONi

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