Conversazione con la morte – Recensione

MTM – Teatro Cavallerizza di Milano
19-31 marzo 2019
Conversazione con la morte 
di 
Giovanni Testori 
con 
Gaetano Callegaro
assistente alla regia
 Marta Ossoli 
disegno luci 
Fulvio Melli 
regia 
Mino Manni
produzione 
MTM – Manifatture Teatrali Milanesi 
durata 
70 minuti

Ricavare da un testo poetico non scritto espressamente per il teatro è impresa alquanto difficoltosa e occorre la mente irrituale e sensibile di un bravo regista come Mino Manni che ha portato in scena aI Teatro La Cavallerizza del Gruppo MTM di Milano “Conversazione con la morte” di Giovanni Testori, un poema che lo scrittore scrisse nel 1978 e che fa parte della seconda trilogia delle sue opere (la prima era stata, come si sa la trilogia teatrale che era costituita da L’”Ambleto”, “Macbetto” ed “Edipus”). In realtà “Conversazione con la morte” era stata scritta per l’amico Renzo Ricci che non fece in tempo a recitarla in teatro perché morì e allora fu lo stesso Testori a darle una lettura al Teatro Pier Lombardo (oggi Teatro Franco Parenti).

All’epoca Testori aveva 55 anni, non era certo vicino alla morte (morirà 15 anni dopo) quindi il suo non era un commiato dalla vita ma piuttosto una specie di confessione, l’“inventario” della sua vita vissuta fino ad allora, di cui sentiva l’esigenza, dopo la morte della madre e dopo i travagli morali che aveva vissuto da religioso legato alla tradizione cattolica più rigida che mal si conciliava in quei tempi con la sua omosessualità. E parla con la morte che è conseguenza della vita e la sente amica perché essa gli ricorda la madre (ogni donna, mettendo in vita un figlio non gli dà solo un’esistenza, da vivere bene o male, a seconda dei casi, ma gli decreta anche la morte che rappresenta appunto il termine di quella vita) Chi accetta il dono della vita non può non accettare anche la morte che chiude il cerchio dell’esistenza. Testori si rivolge alla morte come lo si fa con una compagna “…tu la mia unica, / dolcissima compagna; / potrei dire la mia unica, dolcissima amante / se, coi miei anni, la parola / non si tingesse d’un riflesso d’ironia”.

La regia di Mino Manni, aiutato dalla collaborazione di Marta Ossoli, oltre a entrare nelle maglie più segrete del pensiero particolare di un momento della vita di Testori, che il bravissimo Gaetano Callegaro sa trasmettere con efficacia, si avvale di una splendida messa in scena che dà il giusto colore e aiuta una corretta movimentazione linguistica a un’opera che, per la sua stessa tipologia, rischierebbe la staticità.

La sala de La Cavallerizza è il luogo ideale scelto per la rappresentazione che si immagina avvenga in un sottoscala. Nel centro della sala un lungo tavolo coperto da un lenzuolo bianco e i sedili per gli spettatori sono disposti diagonalmente lungo le pareti, in modo che lo spettatore possa avere la visuale sia del palco, dove si svolge prevalentemente il monologo, sia dei lati del tavolo, quando verrà il momento in cui l’attore vi si stenderà abbracciando il lenzuolo che rappresenta la madre morta e che porterà via con sé quando si avvierà verso l’uscita posta in fondo al palcoscenico mentre reciterà le ultime battute di pietà.

All’entrata del pubblico nella sala, Gaetano Callegaro è seduto in un angolo posto in fondo al palco completamente vuoto di qualsiasi oggetto e illuminato dall’alto con un oblò. Ai lati, sui muri non intonacati ma con i mattoni lasciati scoperti, appaiono tubature da cui proviene, amplificato, il rumore del gorgoglio delle acque (“La mia perdizione e la mia vanità / s’è ridotto a questi muri scrostati / a questo gocciolare d’acqua dentro le tubature” dirà a un certo punto l’attore). Poi si spengono le luci e l’azione ha inizio con la frase che da la stura all’opera (“Vieni avanti, su, / Non aver paura. Entriamo ancora una volta / nel nostro triste, umido eppur così tenero sottoscala”).

Callegaro alternerà a frasi tenere, scatti d’irruenza, si siederà a tratti sulla sedia, in altri momenti sui gradini che portano sul palcoscenico, oppure reciterà in piedi, usando varie tonalita di voce, a seconda dei ricordi che gli verranno alla mente e che esporrà senza pudore. Grandissima prova da mattatore! Il gioco sapiente delle luci di Fulvio Melli dona la giusta dimensione nei vari momenti della conversazione, secondo l’interpretazione scenica che Mino Manni ha voluto. E poi ci sono le musiche (come la cavatina di Mozart “L’ho perduta, me meschina”), che aiutano “l’azione / non azione” ma che aggiungono commozione all’animo degli spettatori.

Quando ho saputo che sarei andato a vedere “Conversazione con la morte “ di Testori ho avuto il piccolo dubbio che mi sarei potuto annoiare nonostante la stima nutrita per il regista. E invece ho provato il dolce piacere della commozione e con me lo hanno provato tutti gli spettatori che alla fine, dopo i lunghi battimani, si sono avvicendati al regista e alla sua aiutante per fare loro i dovuti complimenti.

Questa bellissima prova di teatro-poesia, oltre a decretare del tutto un regista di nuova generazione che si può annoverare tra i grandi nomi, (e, del resto, l molteplici ruoli d’attore sostenuti in passato con famosi registi gli sono stati d’aiuto) DEVE continuare il suo percorso nella stessa sala con molte più repliche perché merita di essere visto, e anche più volte, da un pubblico più vasto. 

INFORMAZIONI

MTM Sala Cavallerizza -Corso Magenta, 24 – Milano
da martedì a domenica – ore 19.30

Biglietti: Intero 16€ – Under26/over65 – 12€ – Spettacolo inserito in Invito a teatro. 

Abbonamenti: Arcobaleno – 6al Litta – UNI 4al Litta – UNI 4al Leonardo – Carta Regalo – Contenuti Zero Varietà’ – Abbonamenti liberi a partire da €40.

BIGLIETTERIA MTM
02. 86 45 45 45 – biglietteria@mtmteatro.it
Prenotazioni e prevendita da lunedì a sabato dalle 15:00 alle 20:00

Biglietti e abbonamenti sono acquistabili sul sito www.mtmteatro.it e sul sito e punti vendita vivaticket.it. I biglietti prenotati vanno ritirati nei giorni precedenti negli orari di prevendita e la domenica a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

Carlo Tomeo: ogni diritto è riservato

Categorie RECENSIONi

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