Sogno di una notte di mezza estate – Recensione

Teatro Manzoni di Milano
28 febbraio – 17 marzo 2019
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE 
di William 
Shakespeare – Adattamento di Massimiliano Bruno
con Stefano 
Fresi  Violante Placido  Paolo Ruffini  Augusto Fornari 
e con Maurizio 
Lops Rosario Petix  Dario Tacconelli Zep Ragone
Sara 
Baccarini Alessandra Ferrara Antonio Gargiulo Tiziano Scrocca
Daniele
 Coscarella  Maria Vittora Argenti
regia Massimiliano 
Bruno 

scene e costumi: Carlo De Martino 
musiche Roberto Procaccini 
light designer 
Marco Palmieri
coreografie Annalisa
 Agliotti 
produzuione esecutiva
 Fabrizio Iorio
prodotto da CORTE 
ARCANA – ISOLA RITROVATA

Dopo il gran successo riscosso lo scorso anno al Teatro Eliseo di Roma, il “Sogno di una  notte di mezza estate” ,nell’adattamento di Massimiliano Bruno, arriva al Teatro Manzoni di Milano e sembra fatto apposta per portare più gente a teatro, specialmente i giovani, che al nome di opere di Shakespeare al giorno d’oggi arricciano il naso, quasi in senso di fastidio o di rifiuto, perché i lavori di uno scrittore di oltre trecento anni fa non possono che essere lunghi e noiosi, mentre oggi la tendenza è quella di presentare lavori di breve durata, possibilmente comici e più vicini alla realtà dei nostri giorni. Come se i temi trattati da Shakespeare non fossero di valore universale. Certo, alcune tra le sue opere più famose vengono scelte perché vengano recitate pari pari,così come sono state scritte e presentate agli studenti delle scuole medie con lo scopo di abituarli alla letteratura “recitata” e quindi al teatro. Viene pensata come un’operazione filologicamente corretta ma purtroppo perdente.

Logicamente, infatti, l’effetto è l’allontanamento, specie  da parte dei giovani, da questa forma di arte chiamata teatro. che tende a essere disertata. Ci si dimentica che Shakespeare ha scritto anche commedie e non solo tragedie e va inizialmente “visitato” a piccole dosi, particolarmente dagli studenti delle scuole di secondo grado. 

Una delle opere shakespeariane più “saccheggiate” specialmente per i giovani è il “Sogno di una notte di mezza estate” perché ritenuta sufficientemente piacevole, nonostante la trama possa apparire alquanto complicata. E una storia che invece desta allegria e buonumore e si fa accettare più facilmente perché ha le caratteristiche di una favola, perché è una storia di amori, anzi di pluri-amore, più o meno reali, e perché racchiude una forma di mistero che non può che attrarre le nuove generazioni. Si ricordi lo stravolgimento che ne fece nel 1981 Gabriele Salvatores per il Teatro dell’Elfo che raccolse 200.000 spettatori e la portò finanche al cinema dove ottenne la partecipazione persino di una cantante in stato di grazia come Gianna Nannini che interpretava la regina della notte. E ancora adesso il teatro dell’Elfo, con la regia di De Capitani, la rispolvera nonostante gli anni passati.

Massimiliano Bruno gli ha voluto dare un tocco diverso, rappresentandola quasi come un musical, dove tutti i personaggi alternano la parte recitata, cantando e ballando la musica che oggi piace ai giovani, scritta da Roberto Procaccini, con le coreografie di Annalisa Agliotti. Si va dalla discoteca più classica, al pop rock irruente, alla ballata da musical di Broadway, al rap, fino ad alcune poche note della Cavalcata delle Walchirie in un momento topico che lo richiede. Una modernizzazione che si avvale di un gruppo di attori ben amalgamato e ottimamente diretto dallo stesso Massimiliano Bruno. E tutto questo senza tradire Shakespeare, ma anzi scopo del regista, come egli stesso ha dichiarato è “Tirare fuori la dimensione inconscia che Shakespeare suggeriva neanche troppo velatamente”. Quella dimensione inconscia che esiste in ciascuno di noi e ci tradisce quando compiamo qualche atto non proprio in linea con quella che appare essere la nostra natura. Amori che vanno e vengono, che si alternano con il trucco della magia, ma quanto c’entra veramente il tocco magico di un fiore per rivelare un sentimento non conosciuto ma esistente dentro di noi insieme a quello accettato con sincera consapevolezza?

Nominare tutti gli attori della compagnia è impresa ardua, perché nessuno si è “come dire” perso per strada o ha perduto la sua bravura. Violante Placido, che interpreta due ruoli diversi, contrastanti a livello recitativo l’uno dall’altro: la dolce e pacata Ippolita, prossima  moglie del Duca Teseo (Daniele Coscarella) e Titania (irruente regina delle amazzoni del bosco). E in entrambi mostra ottime capacità trasformative.

Paolo Rufffini, nella parte di Puck, il divertentissimo e mattacchione folletto del bosco al servizio di Augusto Fornari, nella parte un po’ equivoca di Oberon, marito di Titania al quale contende un paggetto del quale sono entrambi attratti. I quattro giovani innamorati, che risentono ancor dell’insegnamento accademico, ma sanno destreggiarsi con languore e rabbia a seconda dei momenti. Tra questi si distingue Ermia (Alessandra Ferrara) , figlia di Egeo (Rosario Petix). 

La parte più esilarante è però condotta, dai cinque comici, artigiani del villaggio che si prestano al ruolo di attori per recitare “la morte di Piramo” alle imminenti  nozze del Duca Teseo: Bottom (l’irresistibile Stefano Fresi, che si concede anche una suonata con un piccolo violino), Quince (interpretato da un esilarante Maurizio Lopez), Snug (ancora) Rosario Petix), Flute (Dario Tacconelli) e Zap Ragone nella parte del… muro!

I cinque parlano una lingua da commedia dell’arte con parole spesso inventate e che derivano da uno stravolgimento boccaccesco della lingua italiana. Sono stati questi cinque attori, più degli altri, a far sbellicare dal riso il pubblico e alla fine sono stati tra i più applauditi.

Visto il successo riportato dalla commedia lo scorso anno al Tetro Eliseo di Roma e quest’anno al Teatro Manzoni di Milano, un suggerimento all’eclettico Massimiliano Bruno andrebbe dato: perché non continuare con un altro Shakespeare che possa attirare come “La bisbetica domata” o “Le allegre comari di Windsor”?

ORARI: feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30

Teatro Manzoni, via Manzoni, 42 – 20121 Milano -Tel 02 76.36.901 info@teatromanzoni.it

BIGLIETTI: Poltronissima Prestige € 35,00 – Poltronissima € 32,00 – Poltrona € 23,00 Poltronissima under 26 € 15,50

Carlo Tomeo: ogni diritto è riservato

Categorie RECENSIONi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close