Mistero buffo (parti femminili di Franca Rame) – Recensione

Teatro Menotti  Milano
1-3 marzo 2019
Mistero buffo (parti femminili di Franca Rame)
di Dario Fo e Franca Rame 
con Lucia Vasini 
regia Emilio Russo – assistente alla regia Claudia Donadoni 
scene Lucia Rho – luci Mario Lopreviti – costumi Pamela Aicardi 
si ringraziano perla collaborazione ai costumi: Stephan Janson  e Martino Midali
Assistente alla produzione Cecilia Negro

Produzione Tieffe Teatro Milano 

Mistero buffo è stata la massima opera teatrale di Dario Fo e fu da lui scritto insieme alla moglie Franca Rame, la quale raramente partecipava a qualche episodio, mentre tutta l’opera era costituita da episodi di satira e da un’accusa al potere che teneva sottomessa la popolazione attraverso il timore del peccato in epoca medievale, che era stato tratto da un canovaccio dell’epoca e veniva recitato in grand guignol da Fo, il quale, prima di iniziare il singolo episodio, ne spiegava in italiano la trama.

Le parti recitate da Franca Rame erano numericamente più rade  non la si vedeva spesso in scena.

Lucia Vasini, unico personaggio in scena, ha presentato tre episodi di Mistero Fo, in una forma di italiano antico, partendo dall’episodio più divertente, “La nascita di Eva” dove la donna parla con Dio che non le risponde e scopre per caso la diversità delle fattezze fisiche fra l’uomo e la donna. E la conoscenza del sesso descritto in maniera tutt’altro che volgare. Del resto uno dei temi principali dell’epoca era proprio allusivo della sessualità senza per questo essere osceno. Sono divertenti le battute di Lucia Vasini nella loro ingenuità che, a mano a mano che procede nel monologo, diventa meno allusiva. Nell’italiano antico in cui si esprime l’attrice appare gioiosa, e si muove con leggerezza, suscitando le risate del pubblico. 

Ma già le cose cambiano nel secondo episodio, “La Parpaja Topola” dove, se prende l’avvio proprio facendo uso di questo termine e suscitando ancora le risate degli spettatori, assume, man mano che si inoltra nel racconto più serietà. La storia è nota: la “parpaja” rappresenta il sesso femminile all aquale, proprio per dare maggiore comprensione del testo, le venne aggiunto la parola “topola” che non poteva dare adito a dubbi. E l’episodio di cui parla è naturalmente di ordine erotico che da comico sfocia nel grottesco fino ad arrivare al patetico, quando si arriva a parlare di un pastore che vive da solo con il suo gregge di pecore sulle Alpi, conosce a fondo la natura ma non sa nulla delle cose riguardanti il sesso e per lui la parpaja è del tutto sconosciuta. Anche qui il potere vuole controllare tutto, anche la sessualità, dandole un  senso di peccato. Questo episodio viene affrontato da Lucia Vasini con serietà maggiore: Eva si è evoluta e, da ingenua che appariva all’inizio del primo episodio, diventa consapevole nel bene e nel male e anche nel dolore. 

Quel dolore che affronterà nel terzo episodio, “Maria alla croce”, con voce straziante, che strappa l’anima a chi l’ascolta.Maria che nulla può fare per staccare dalla croce il proprio figlio se non disperarsi senza acquistare un momento di pace, che non troverà più (e ben lo descrisse Testori del terzo dei suoi lai, “Madre Strangosciàs”

Dire che Lucia Vasini è straordinaria nelle tre parti, ben diverse l’una dall’altra e che richiedono tre diverse gamme di recitazione. è poca cosa. Lei conosce bene l’arte della recitazione in tutte le sue sfaccettature e ben lo dimostra in questo spettacolo, dove in una sera, seduta o in piedi in una scena completamente vuota, diverte il pubblico all’inizio e lo commuove alla fine. E nel teatro pieno di spettatori, attentissimi alle parole dell’attrice, comprende che il teatro non è solo divertimento, come si crede abitualmente, ma anche commozione e denuncia.

Come la denuncia che, al termine dello spettacolo fa Lucia Vasini, leggendo la lettera che una somala scrisse a Franca Rame raccontandole che quando, fuggita con un barcone dal suo paese per raggiungere l’Italia, salvò un bambino, la cui madre biologica era morta durante il viaggio, asserendo che era suo figlio e che, quando non fu creduta, portò la bocca del bambino al proprio seno per fargli suggere il latte che, miracolosamente, le era spuntato, pur non essendo mai stata incinta.

Grande successo di pubblico e moltissime chiamate dell’attrice al proscenio.  

TEATRO MENOTTI Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 02 36592544 – biglietteria@tieffeteatro.it

PREZZI : Intero 30.00 € + 2.00 € prevendita
Ridotto over 65/under 15 – 15.00 € + 1.50 € prevendita

ORARI BIGLIETTERIA
Dal lunedì al sabato dalle ore 15.00 alle ore 19.00
Domenica ore 14.30 | 16.30 solo nei giorni di spettacolo

Acquisti online con carta di credito su www.teatromenotti.org

ORARI SPETTACOLI
Martedì, giovedì e venerdì ore 20.30
Mercoledì e sabato ore 19.30
Domenica ore 16.30 – Lunedì riposo

nella foto: Lucia Vasini (ph. di Marco Marezza)

Carlo Tomeo: ogni diritto è riservato

Categorie RECENSIONi

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