Igiene dell’assassino – MTM Teatro Leonardo – Recensione

MTM – Teatro Leonardo
1 e 2 febbraio 2019
IGIENE DELL’ASSASSINO
Dal romanzo di Amélie Nothomb 
con Alessandro Ornatellli, Valeria Perdonò, Alessandro Castellucci,                             Roberto Recchia, Maurizio Pellegrini                                                                                      fonico Andrea Ferronato 
adattamento e regia Sergio Ferrentino                                                                                    produzione Fonderia Mercury 

Durata dello spettacolo: 75 minuti 

“Igiene dell’assassino” è il primo romanzo di Amèlie Nothomb che, con la sua scrittura, chiarì subito il genere letterario che le interessava: le sue opere sembrano essere esili e in certi casi poco appassionanti, ma la loro virtù consiste proprio in un linguaggio estremamente letterario e colto che nasconde sempre qualcosa, come accade nei gialli.

La trama di “Igiene dell’assassino” è apparentemente molto lineare: il protagonista è Prétestat Tach, premio Nobel per la letteratura, famoso per la sua misantropia. I giornalisti più affermati non riescono ad intervistarlo, malgrado le numerose richieste da parte di gente importante. Quando lo scrittore viene a sapere che ha davanti a sé solo due mesi di vita, allora si concede a interviste  in un periodo compreso dal giorno 14 al giorno 17 del mese di gennaio. La cosa avviene da parte di quattro giornalisti (nella versione di Sergio Ferrentino si parte dal 15 del mese e l’intervista del primo giornalista non viene inserita)

Al 18° giorno si presenterà nell’abitazione dell’uomo una donna che al momento non sarebbe stata ricevuta perché arrivata fuori termine, però la donna riuscirà a farsi ammettere e non solo non finirà beffata come i suoi predecessori, ma riesce a far sì che il colloquio da intervista si trasformerà in interrogatorio, per cui, grazie alle intelligenti e spiazzanti domande della donna, l’uomo si rivelerà un personaggio ben diverso da quello che risulta essere.

Questo romanzo, che si trasforma in una storia gialla, tanto che un drammaturgo avrebbe potuto ricavarne un soggetto per una commedia contemporanea come se ne vedono diverse oggi, è stata affidata dall’MTM – Teatro Leonardo alla Compagnia Fonderia Mercury che l’ha trasformata in radiodramma portato a teatro.

La Compagnia non a caso ha scelto questo nome: la sua tecnica è infatti una fusione di linguaggi, dove si mescolano e interagiscono varie forme di comunicazione attraverso la radiofonia: effetti sonori, musica, linguaggio parlato normalmente, oppure volutamente distorto da strumentazioni particolari. Presenti anche sul web e ben attenti ai progressi che si ottengono tecnologicamente, pronti a creare altre novità. La comunicazione non tralascia nulla. 

A dire il vero non è la prima volta che si porta a teatro uno spettacolo tratto da un’opera letteraria scritta nel passato o nel presente e questo spesso accade perché al giorno d’oggi la drammaturgia completamente inedita non è così ricca di novità, piuttosto ci si “appoggia” a un romanzo o a un racconto se non a un fatto di cronaca o alla biografia di un grande personaggio.

Nel caso de “L’igiene dell’assassino” assistiamo a un radiodramma portato sulla scena di un teatro in cui Ferrentino ha utilizzato il romanzo dell’autrice belga trasformandolo in radiodramma. Perché il prefisso “radio”? Perché Ferrentino non lascia che il pubblico assista a una scena teatrale recitata con il solo e nudo linguaggio verbale degli attori ma fa sì che sul palco sia presente un microfono binaurale per cu la vocalità è riprodotta al meglio tramite l’ascolto in cuffia ed è arricchito da suoni ed effetti esterni che si mescolano al linguaggio orale: un’operazione appunto da radiodramma.

Agli spettatori sono fornite, infatti, prima dell’inizio dello spettacolo, cuffie, che serviranno per fare percepire dalle loro orecchie anche alcune voci che provengono da persone non affiancate o posizionate addirittura dietro di loro, dando la possibilità di un ascolto potenziato a 360 gradi.

Un’operazione del genere sembra creata per spettatori di nicchia, ma non è così. Premesso che già la parola “nicchia” fa drizzare le orecchie alle persone di oggi, perché essere di “nicchia” non significa appartenere a un gruppo ristretto, come veniva considerato una volta, ma, se mai, induce a entrare a vedere cosa c’è nella “nicchia” e interessa tutte quelle persone che non vogliono restare al passo con i tempi correnti. Spesso la nicchia si allarga talmente che perde valore, in attesa che venga sostituita da un’altra più esclusiva. È la curiosità del vivere quotidiano che ce lo impone.

In ogni caso, tornando al radiodramma reso in palcoscenico (ma potrei dire anche spettacolo teatrale che fa uso di strumentazioni da radiodramma) di questa bella messa in scena delle MTM -Teatro Leonardo non si può che parlarne bene. Pubblico ce n’era, più del previsto, e si è divertito molto sia per l’opera in sé che per la sua originalità nella forma di esecuzione. La novità del testo della Nothomb, che era già stato trasmesso in radio, in questo format teatrale può fare da nave scuola per altre opere similari.

Caldeggio vivamente il teatro MTM di adoperarsi in tal senso e invito ogni tipo di pubblico che ama il teatro a recarsi alla replica del 2 febbraio perché ne trarrà sicura soddisfazione.

Visto il 1° febbraio 2019

(Carlo Tomeo)  

INFORMAZIONI:

MTM Teatro Leonardo                                                                                               Via Andrea Maria Ampère, 1
sabato ore 20:30

Biglietti: Intero 25€ – Under26 – 16€ – Over65 – 12€ – Under12 – €10

Abbonamenti validi: Arcobaleno – 6al Litta – UNI 4al Litta – UNI 4al Leonardo – Carta Regalo Contenuti Zero Varietà ’ – spettacolo inserito in abbonamento

BIGLIETTERIA MTM:   02. 86 45 45 45 – biglietteria@mtmteatro.it

Categorie RECENSIONI

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