Serendipity – Recensione

Teatro Carcano di Milano
23 gennaio 2019
Serendipity (memorie di una donna difettosa)
di e con Serena Dandini 
reading con disturbi musicali 
con Germana Pasquero  
dj Dmitrtri Cebotari 
collaborazione artistica Paola Cannatello
organizzazione tecnica Marco Boraso 
produzione Mismaonda

Unica serata, purtroppo, per lo spettacolo-reading di Serena Dandini: anche se il teatro era pieno, ci sarebbero stati molti altri spettatori a vederlo se l’evento avesse avuto almeno un paio di giorni di repliche.

Il titolo è “Serendipity” (assurto nell’italiano “serendipità”, ma è molto più comune usarlo nel suo termine originale inglese e significa la gioia che si prova nel fare nuove scoperte intriganti mentre ci stavamo a dedicare a un altro tipo di ricerca. Naturalmente il termine gioca molto con il nome di battesimo della protagonista che, accanto a un leggìoesegue il suo reading che racconta un po’ della sua vita, che dalla sua famiglia e specialmente da sua nonna, era considerata un po’ trasgressiva. Una trasgressione era considerato per esempio il suo innamoramento per Mick Jagger dei Rolling Stones, tanto che, quando la band venne a tenere un concerto a Roma, e lei era giovanissima, volle andare ad ascoltarli, finalmente “live” e a vederli, accompagnata, per pietà e per raccomandazione dei genitori, da sua sorella più grande (che, di contro, era un’ammiratrice dei Platters): lei in quell’occasione già sognava che Jagger, stanco di tutte le sue ammiratrici inglesi e bionde e, visti i suoi capelli corvini che le davano un’aria così esotica, l’avrebbe avvicinata e portata via con sé. Del resto, quando dormiva, Serena Dandini sognava molto di partecipare a eventi eccezionali e irripetibili, con personaggi famosi, ma sempre, a guastarle i sogni, compariva la nonna con la sua pelliccia di astrakan a rovinarglieli, con la sua presenza fuori luogo.

Parla molto la Dandini della vita che si conduceva una volta, quando, per esempio, le donne per scoprire il tradimento del proprio uomo erano costrette a interminabili ricerche, come controlli notturni che duravano ore nascoste dietro una siepe aspettando che il sospettato fedifrago rincasasse, magari in compagnia di una donna. Oggi è tutto più facile: nella vita odierna basta avere un telefonino oppure seguire i post di Facebook dell’amato per scoprire subito, tramite i messaggi ricevuti dallo “spiato”, il nome della rivale. Una volta, continua la Dandini, possedevamo oggetti e cose, anche inutili ,che ci ostinavamo a conservare anche quando non servivano più. Or sono le cose che possiedono noi e ci abbandonano quando vogliono. Insomma sembra tutto più facile, basta mantenersi giovani e seguire la moda: se non hai il chirurgo plastico di fiducia non sei nessuno. Una donna oggi è giovanissima a sessanta’anni e guai se non provvede a mantenersi tale.

Poi si parla a un certo punto alla pensione che sembra non debba mai arrivare. Ed ecco entrare in scena l’attrice Germana Pasquero a imitare Elsa Fornero, spiegando tutti i buoni motivi per cui creò quella riforma, basta non nominare la parola “sacrificio”: questo è uno dei momenti più esilaranti dello spettacolo.Come quello in cui la Pasquero, imitando Franca Leosini, interroga la Dandini sulle cose più segrete della sua vita, come la passione per la musica e per i giardini e tutte le sue innocenti debolezze.

E così altri aspetti vengono messi in evidenza sulla figura femminile: irresistibile é, per esempio, la scena in cui Germana Pasquero interpreta la parte della donna che deve servirsi di un bagno pubblico. Mentre non mancano fra le due donne i battibecchi, dove la Pasquero rimprovera la Dandini di vestire sempre di nero e l’altra le risponde che il nero è il colore più bello che una donna possa indossare e ha diverse sfumature, non è sempre uguale, ma tanto è inutile fare queste affermazioni davanti a una persona che non ha capito neanche le sfumature di grigio. Sì, battute un po’ da Zelig ma non ne mancano di molte altre che sfiorano il surreale.

Al termine dello spettacolo, che dura un’ora e mezzo senza interruzione, Serena Dandini, fornendo un numero di cellulare all’uopo utilizzato, invita il pubblico a inviare in quel momento con un sms un pensiero di quello che desidererebbe si realizzasse. Questi sms verranno poi letti alla fine dello spettacolo e non saranno pochi.

Bisogna dire che Serena Dandini esprime i suoi pensieri usando il personaggio che siamo abituati a vedere in televisione: non recita, è lei, ma tanto di cappello al suo testo scritto da lei stessa e pieno di osservazioni intelligenti sull’attualità e che si accompagnano all’ironia. Ogni battuta è un momento di grande comicità. Come molto dense di ilarità sono le performance di Germana Pasquero, sia nell’eloquio sia nelle gestualità, nonché nelle ottime imitazioni.

Molto bravo anche il dj Dmitri Cerbotari (il suo nome di battesimo è proprio scritto così, senza la “i”) mentre esegue, tra un siparietto e l’altro, musiche non sempre gradite dalla Dandini.

A questo punto non rimane che attendere un’altra ripresa di questo reading-spettacolo che comunque gira tra i teatri italiani.

Carlo Tomeo – Diritti riservati

 

Categorie RECENSIONi

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