Che disastro di commedia-Recensione

Commedia di Henry Lewis, Jonathan Sayer e Henry Shields – tradotto da Enrico Luttmann

con Luca Basile, Alessandro Malverti, Valerio Di Benedetto,Yaser Mohamed, Marco Zordan, Stefania Autuori, Viviana Colais e la partecipazione di Gabriele Pignotta 
regia Mark Bell
scene Nigel Hook riprese da Giulia De Mari 
disegno luci Marco Palmieri
musiche Rob Falconer
costumi Roberto Surace ripresi da Francesca Brunori

Produzione AB Management
“Che disastro di commedia” fu scritta a sei mani (i britannici Henry Lewis, Jonathan Sayer e Henry Shields) nel 2012 e debuttò in un teatrino di un piccolo pub londinese, ma ebbe subito un grosso successo di pubblico che, nel  2014, dove ne fu “consacrato” il suo debutto ufficiale nel grande teatro Duchess di Londra dove la stanno rappresentando ancora oggi. Il successo fu talmente grande che la commedia fu tradotta e rappresentata nelle maggiori capitali europee, Roma compresa, e inoltre in Paesi Extraeuropei, approdando a Broadway, Premiata infine agli Oliwier Awards nel 2015, e l’anno successivo si aggiudicò in Francia il premio Molière 

Ora è arrivata al MTM  – Teatro Leonardo che ha iniziato a metterla in scena il 17 gennaio e continuerà a replicarla fino al 27 di questo mese. 

La storia narra di una compagnia di teatro amatoriale che, grazie a una fortuita e ingente eredità, si dà da fare per mettere in scena commedie di ogni tipo di spettacolo, sempre sperando di riscuotere successo. Purtroppo ne capitano di tutti i colori perché gli attori non sono professionisti e pensano che “il fai da sé”  possa essere bastevole per mettere in scena uno spettacolo. E non basta avere scritto in qualche modo un copione e deciso di allestire una scena per arrivare al pubblico, quando è tutto “fatto in casa” e, malgrado l’inventiva delle storie che rappresentano, accadono sempre tanti problemi che l’insuccesso li insegue in ogni lavoro che rappresentano. Questa vota hanno deciso di rappresentare un giallo e fin da prima che inizi lo spettacolo lo spettatore assiste, a luci accese in sala, ai primi inconvenienti che poi si rifletteranno sulla scena.

Quello che accade sul palcoscenico è indescrivibile in tutti i suoi accidenti. Oggetti che non si trovano al loro posto quando servono, porte che,quando si dovrebbero aprire. rimangono ineluttabilmente chiuse, mentre si spalancano quando non è il momento, battute del copione che non vengono ricordate, oppure che vengono recitate insieme alle didascalie, tempi che non vengono rispettati e improvvisazioni forzate da attori che non hanno la sufficiente esperienza per poter provvedere alle manchevolezze di qualche collega che ha dimenticato la parte. E via di questo passo.

Chi ha avuto modo di vedere uno spettacolo analogo intitolato “Noises Off” che l’inglese Michael Frayn scrisse nel 1977 e rappresentato nella versione italiana dalla Compagnia Attori e Tecnici nel 1983, un anno dopo la “prima” londinese, sa di che genere di commedia sto parlando: una forma di metateatro che coinvolge il pubblico che si spancia dal ridere a ogni battuta e a ogni azione improvvisa che cui è “costretto” ad assistere.

Alla prima dello spettacolo cui ho assistito si aggiungevano, ai vari episodi che si susseguivano sul palcoscenico, le risate irrefrenabili del pubblico (in particolare una signora che rideva singhiozzando ogni 10/15 secondi aggiungeva “divertissement” alla farsa). Il teatro non era più costituito da una sala di spettatori e da un palcoscenico dove avveniva una recita, ma si è trasformato in un tutt’uno, dove il pubblico sembrava gareggiare con gli attori. E che attori, poi! E’ risaputo che è più difficile recitare parti comiche che drammatiche. In questo caso gli attori non si sono risparmiati per due ore sia verbalmente che fisicamente, prendendo, così immagino, un attimo di tregua durante i dieci minuti di intervallo esistente tra il primo e il secondo atto.

La commedia non ha pretese allegoriche sul nostro contemporaneo, come, a volte spesso accade. Qui si tratta di una commedia nata per divertire lo spettatore il cui spirito, spesso molestato dai tanti fatti poco allegri dell’epoca che stiamo vivendo, ne trarrà sicuramente giovamento, se correrà ad acquistare il biglietto per vederla e assicurarsi due ore di sana allegria.    

INFORMAZIONI: Teatro Leonardo, via Andrea Maria Ampère, 1 –                               Spettacoli da martedì a sabato: ore 20,30- domenica: ore 16,30       RAPPRESENTAZIONI: dal 17 al 27 gennaio 
BIGLIETTI: Unico intero: 30,00 €, under 26: 16 €, over 65: 12 €, under 12: 10 €- Spettacolo Inserito in abbonamento – ABBONAMENTI: ARCOBALENO, 6 al Litta, UNI 4 al Litta, UNI 4 al Leonardo, CARTA REGALO, UNIZERO VARIETA’ – Abbonamenti liberi a partire da 40 €   BIGLIETTERIA  : 02 86 45 45 45  –   biglietteria@mtmteatro.it  – Prenotazioni e prevendita: dalle ore 15 alle ore 20

Carlo Tomeo: riservato ogni diritto 

 

Categorie RECENSIONi

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