
© Francesco Falciola
E brave Monica Faggiani e Valentina Ferrari sul palcoscenico del Teatro Leonardo che si presenta agli spettatori nella magnifica veste completamente restaurata nelle poltrone. E bravo Arturo Di Tullio che le ha dirette nella divertentissima commedia da me vista ieri sera in una sala gremita di spettatori i quali, è bene dirlo subito, sono stati a buon ragione molto plaudenti. Si tratta della versione al femminile de “La strana coppia” di Neil Simon, tradotta da Maria Teresa Pedruzzi e adattata dalle stesse Faggiani e Ferrari.
La commedia fu scritta nel 1965 e rappresentata con successo a Broadway per quasi mille repliche. Tre anni dopo lo stesso Simon ne scrisse la sceneggiatura per la trasposizione cinematografica diretta da Gene Saks e avente protagonisti Jack Lemmon e Walter Mattau. Nel 1968, spinto dal successo ottenuto, l’autore ne scrisse una versione al femminile che fu ed è rappresentata ancora oggi nei teatri di tutto il mondo. Io stesso ebbi la buona ventura di assistere nel lontano 1987 all’interpretazione di Anna Proclemer e Monica Vitti.
Protagoniste della storia sono due amiche dai caratteri completamente diversi ma non per questo meno affezionate l’una all’altra, almeno fino al momento in cui tra le due capita una serie di incomprensioni che mettono a repentaglio la loro amicizia. La prima è Olivia (Valentina Ferrari), capo redattrice di un quotidiano sportivo, disordinata, amante della vita libera, che dedita una sera a settimana a giocare con le amiche a “Inferno e Paradiso” e di avere come unica debolezza quella di essere ancora sensibile alle richieste dell’ex marito, Filippo, una persona ludopatica che le telefona quando ha bisogno di essere foraggiato perché in bolletta e al quale lei non riesce a dire di no. L’altra è Fiorenza (Monica Faggiani), ipersensibile, metodica, ossessionata dall’ordine e dalla pulizia, che da 24 ore è stata lasciata dopo quattordici anni di matrimonio da Camillo un uomo che, “con il suo metro e cinquantanove di altezza e il suo parrucchino le trasmetteva tanta sicurezza”. Adesso piange da ore, cosa peraltro molto grave perché lei è allergica alle sue lacrime.
Fiorenza irrompe in casa di Olivia che stava giocando e spettegolando con due amiche. Le tre erano già state allertate poco prima da una telefonata di Camillo che le informava del fatto che la donna, sconvolta perché era stata lasciata, era andata via di casa minacciando il suicidio. La loro preoccupazione ora è quella di impedire il compimento di quell’atto estremo e, una volta andate via le due ospiti, il compito è affidato alla sola Olivia che propone all’amica di restare a convivere con lei. Fiorenza accetta e, felice di contraccambiare l’offerta, si dispone, assecondando la propria natura, a mettere ordine fin da subito nell’appartamento dell’amica.
Purtroppo con il passare dei giorni quella che sarebbe dovuta essere una felice convivenza si rivelerà con il passare dei giorni un tormento per Olivia e anche per le sue compagne di gioco. Ne nasceranno discussioni, litigi, battibecchi, sempre più accesi in una serie di gag di cui Simon è maestro e che costituiranno il plot più esilarante della commedia di cui, a evitare spoiler, non appare opportuno approfondire l’evolvere. Basti dire che l’imprevisto è in agguato e che sarà proprio quello a decidere il finale.
Occorre precisare che “La strana coppia” non è una commedia di solo intrattenimento in quanto il suo scopo va al di là del divertimento perché tratta con garbo e intelligenza temi profondi quali l’amicizia, la solidarietà femminile, il femminismo (ne è testimone la canzone “Quello che le donne dicono” cantata da Enrico de I Timidi durante un cambio di scena).
Le due protagoniste della commedia interpretano due aspetti contrapposti della tipologia femminile, entrambi adorabili per diversi aspetti e una perfettamente complementare all’altra .
Monica Faggiani ha un ruolo un po’ differente da quelli cui ci ha abituato negli ultimi spettacoli (penso per esempio a “È arrivata la cicogna” e a “Terapia di gruppo” da me visti recentemente). Qui descrive sapientemente un personaggio sofferente almeno inizialmente che però sa mantenere una sua lucidità. Accusata dall’amica di essere una lagna sa giocare su questo epiteto per guadagnare attenzione. In questo Faggiani dimostra tutta la sua duttilità recitativa nel rendere appieno un personaggio che è più complesso di quanto possa apparire.
Valentina Ferrari, da me conosciuta in altre sue magistrali interpretazioni dal carattere meno leggero, rivela una sua ottima attitudine a interpretare un ruolo comico infondendo quel quid necessario all’andamento della storia. Fin dalla sua entrata in scena sa mostrare con proprietà il piglio proprio della donna affermata che conosce il fatto suo. Non a caso svolge un lavoro dirigenziale. Eppure anche lei nasconde una sua fragilità neanche tanto segreta agli occhi delle amiche e che si manifesta attraverso due telefonate una all’inizio e una, più sintomatica, alla fine.
Accanto alle due protagoniste brillano le prestazioni delle due attrici che rivestono i ruoli delle amiche compagne di giochi che sanno essere ironiche, sardoniche, beffarde, ma anche generose, solidali, premurose interpretando vari aspetti della personalità femminile. Sono Sarah Paoletti, Stefania Santececca e meritano entrambe la massima attenzione.
Arturo Di Tullio ha curato una regia dal ritmo incalzante, dove le continue gag si susseguono veloci provocando spesso applausi a scena aperta. Di Tullio è anche presente in scena insieme al bravo Luigi Guaineri. Entrambi interpretano una esilarante breve parte di due vicini più sensibili di quanto sembrerebbe a causa del loro linguaggio non proprio forbito. Ottima la scelta delle musiche pop di accompagnamento ai cambi di oggetti e arredi nella scena fissa essenziale e molto colorata disegnata da Dora Pia Barbenti.
Grande successo di pubblico con diverse chiamate. Ultima replica questo pomeriggio alle ore 16,30. In calce all’articolo i crediti e le INFO per acquisto biglietti.
Visto il giorno 7 novembre 2026
(Carlo Tomeo)
MTM Teatro Leonardo – dal 5 all’8 novembre 2026
LA STRANA COPPIA Versione al femminile
di Neil Simon
traduzione Maria Teresa Petruzzi (per gentile concessione di MTP Concessionari Associati S.r.l.)
adattamento Monica Faggiani e Valentina Ferrari
con Monica Faggiani, Valentina Ferrari, Sarah Paoletti, Stefania Santececca
e con Arturo di Tullio e Luigi Guaineri
regia Arturo di Tullio
costumi e scene Dora Pia Barbenti
progetto grafico Martina Messori
produzione Teatro dell’Allodola – Le Irriverenti
MTM Teatro Leonardo
da giovedì a sabato ore 20.30 – domenica ore 16.30