
Dal 10 al 15 novembre, Gabriele Vacis torna al Teatro Menotti con la compagnia PoEM e la Scenofonia di Roberto Tarasco, proponendo due spettacoli che attraversano le grandi parole del passato per interrogare le contraddizioni del nostro presente.
Il 10 e 11 novembre torna SETTE A TEBE. QUESTO TERRIBILE AMORE PER LA GUERRA, una rilettura della tragedia di Eschilo che, attraverso lo sguardo e i corpi di una nuova generazione di interpreti, mette a nudo la violenza dei conflitti e il terribile legame tra guerra, identità e appartenenza.
Dal 12 al 15 novembre, in prima milanese, debutta VANGELI, la nuova creazione di Vacis e PoEM, che porta in scena le parole delle Scritture per interrogarsi sul significato di grazia e verità in un mondo che sembra averle smarrite. Due spettacoli, due universi solo apparentemente lontani, uniti dalla stessa urgenza, dare voce alle domande del presente attraverso testi antichi che continuano a parlarci di ciò che siamo, delle nostre paure e della nostra umanità.
10 e 11 novembre
SETTE A TEBE:
QUESTO TERRIBILE AMORE PER LA GUERRA
GABRIELE VACIS
Da I sette contro Tebe di Eschilo, traduzione di Monica Centanni
Regia di Gabriele Vacis
Con Davide Antenucci, Andrea Caiazzo, Pietro Maccabei, Lucia Raffaella Mariani, Eva Meskhi, Erica Nava, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti, Letizia Russo, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera
Scenofonia di Roberto Tarasco
Cori a cura di Enrica Rebaudo
Una produzione PoEM Potenziali Evocati Multimediali con il supporto di 76° Ciclo Spettacoli Classici Teatro Olimpico di Vicenza, Artisti Associati – Centro di Produzione Teatrale Fondazione ECM Settimo Torinese
Al centro della scena il vissuto corale dei cittadini di Tebe fa da cassa di risonanza a quanto accade al di là dalle mura della città e fa accadere in scena i rumori dell’assedio, i colori e le immagini terrificanti del nemico, dell’estraneo, dell’altro che da fuori spinge, e minaccia l’ordine della città dalle sette porte. Ma l’“altro” – come ci rivela l’inaspettato scontro alla porta settima tra i fratelli nemici Eteocle e Polinice – ha sempre le sembianze del fratello: la guerra è, sempre, guerra civile. Il copione è costruito incastonando nel testo di Eschilo brani di voci attuali, che portano sulla scena dati tecnici sulle armi in uso nel nostro tempo, ma anche considerazioni storico-culturali sull’immanenza della guerra a ogni latitudine, geografica e cronologica, della nostra civiltà.
Sulla trama di un testo così costruito, i giovani attori/autori di PoEM si prendono la responsabilità di rappresentare, di far accedere alla realtà aumentata del teatro, i desideri, i punti di forza e di debolezza della generazione dei ventenni: in scena riflettono l’esperienza della guerra nei pensieri, nei gesti, sui corpi dei giovani loro coetanei. In questo la tragedia di Eschilo si dichiara come “necessaria”, la matrice giusta che genera una presentazione adeguatamente complessa del nostro tempo. In un’altalena che oscilla tra le parole di Eschilo e le domande del presente su cosa sia, allora come oggi, la guerra, si attiva un cortocircuito energetico tra antico e contemporaneo, complici molti autori, di epoca e cultura diversa, chiamati in causa: Henri Laborit, Sun Tzu, Franklin J. Schaffner, Bertolt Brecht e, soprattutto, James Hillman che orienta la prospettiva mai retoricamente buonista sul tremendo impasto di amore e di ferocia che ha il nome divino di Ares, e innesca la concentrazione di uno sguardo e la direzione di un pensiero mai scontato sulla terribile vitalità di ogni guerra.
12 | 15 novembre
PRIMA MILANESE
VANGELI
GABRIELE VACIS
Drammaturgia Gabriele Vacis e Compagnia PoEM
Regia Gabriele Vacis
Con (in ordine alfabetico) Davide Antenucci, Andrea Caiazzo, Eleonora Limongi Pietro Maccabei, Lucia Raffaella Mariani, Eva Meskhi, Erica Nava, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti, Kyara Russo, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera
Scenofania e ambienti Roberto Tarasco
Suono Riccardo Di Gianni
Cori e training vocale Enrica Rebaudo
Assistente regia Erica Nava
Produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale in collaborazione con Poem Potenziali Evocati Multimediali
Dopo Trilogia della guerra, intensa indagine sulle radici profonde che plasmano scelte, giudizi, diritti e leggi – e che ancora alimentano i conflitti del nostro tempo – Gabriele Vacis e gli artisti di PoEM volgono lo sguardo a un altro immenso giacimento di parole antiche e vive: i libri sacri. Vangeli è il nuovo capitolo di un percorso, iniziato con Antico Testamento, che si interroga su ciò che le sacre scritture offrono ancora oggi, e come possano risuonare nelle coscienze dei più giovani, nel cuore inquieto del presente. L’allestimento teatrale non si limita a raccontare testi millenari, ma esplora le domande e le tensioni che essi generano, mettendo in dialogo parole, emozioni e memoria collettiva. Il progetto si inserisce così in un percorso più ampio, che unisce ricerca storica, riflessione civile e sperimentazione scenica. Il cammino proseguirà nel 2027 con Corano, completando questo intenso viaggio attraverso le grandi tradizioni spirituali del mondo.
Note sullo spettacolo di Gabriele Vacis
Il mondo che abitiamo oggi pare senza grazia. La verità è messa al bando, non è una virtù, ma una carta da giocare secondo la propria convenienza. Nell’Antico Testamento fu data la legge. Nel Nuovo Testamento furono date la grazia e la verità. In particolare, nel Vangelo di Giovanni, Gesù Cristo è grazia e verità. Dove abitano oggi? In quali luoghi del mondo? Quando noi ne abbiamo fatto e ne facciamo esperienza? Vangeli pone queste domande con l’obiettivo di costruire insieme al pubblico un tempo sollevato, sospeso tra grazia e verità: un tempo di consapevolezza.
Il primo spettacolo di questo trittico, Antico Testamento, prendeva il Pentateuco e altri libri un po’ a pretesto. Ci interessava raccontare storie di oggi sugli antichi racconti biblici. Prendendo in mano i Vangeli ci siamo subito resi conto che è necessario, di questi tempi, semplicemente pronunciare le parole del Nuovo Testamento. In particolare, il Vangelo di Giovanni che comincia così: «in principio era il logos.» La parola logos è stata sempre tradotta con verbo, parola. Ma traduzioni recenti mantengono la parola greca originaria. Perché è intraducibile. Logos è parola incarnata, vuol dire, oltre a parola, discorso, pensiero, legge, fino a soffio. Abbiamo deciso che volevamo provare a far agire il logos nel corpo dei giovani attori di PoEM. Vorremmo capire cosa significano, in questi tempi schiodati, parole come verità e grazia.
Nel mio lavoro la narrazione è sempre stata una delle tre componenti del teatro: rito, gioco e, appunto, narrazione. Perché queste tre componenti, quando hanno pari dignità, ci permettono di indagare su aspetti fondamentali della nostra vita, oltre sciocchezze come la post-verità o la mala grazia di poteri che reprimono ogni soffio vitale.
Abbiamo costruito questo spettacolo provando a dare corpo alle parole. A generare azioni e immagini dai testi.: dal discorso della montagna o dalla parabola dei talenti del Vangelo di Matteo, fino alla struttura “spirituale” del Vangelo di Giovanni, che Enzo Bianchi raccomanda di chiamare “il Quarto Vangelo”, o “l’altro Vangelo”.
STAGIONE 2026 | 2027
BIGLIETTERIA
PREZZI
- Intero – 32.00 € + 2.00 € prevendita
- Ridotto over 65/under 14 – 21.50 € + 1.50 € prevendita
- Abbonamento Menotti Card 4 ingressi €60, 8 ingressi €110
TEATRO MENOTTI
Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 – biglietteria@teatromenotti.org
ORARI BIGLIETTERIA
Dal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo
Domenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo
Acquisti online on carta di credito o Satispay su:
https://www.teatromenotti.org/evento/sette-a-tebe_896781.aspx
https://www.teatromenotti.org/evento/vangeli.aspx
ORARI SPETTACOLI
Dal martedì al sabato ore 20
Domenica ore 16.30
Lunedì riposo
L’immagine di copertina è tratta dallo spettacolo “Sette a Tebe” © Eduardo De Matteis