30 anni di ATIR al Teatro Elfo Puccini – comunicato stampa

30 anni di ATIR

ATIR compie trent’anni e continua a raccontare e raccontarsi senza mai interrompere il dialogo con la città. Nata nel 1996 per iniziativa di un gruppo di allieve e allievi della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, la compagnia dopo tanta strada torna ancora una volta sui palchi dell’Elfo con un programma di quattro titoli.

27 ottobre > 1° novembre | Sala Bausch

TRILOGIA DELLA MONTAGNA

(S)LEGATI | 27 e 28 ottobre

di e con Jacopo Maria Bicocchi e Mattia Fabris
luci Alessandro Verazzi
musiche Sandra Zoccolan
produzione ATIR
Due amici, due attori, due appassionati di montagna si imbattono nell’incredibile storia vera degli alpinisti Joe Simpson e Simon Yates. È la storia di un sogno ambizioso: essere i primi al mondo a scalare il Siula Grande, attaccato dalla parete ovest. Ma è anche la storia di un’amicizia e della corda che, durante quella terribile impresa, lega questi due giovani ragazzi.
Durante la discesa Joe si rompe una gamba. Da quel momento tutto cambia. L’impresa diventa riuscire a tornare vivi: a 5.800 metri. Tutto sembra funzionare finché c’è un altro imprevisto, questa volta fatale, e Simon è costretto a tagliare la corda che lo lega al compagno. Un gesto che separa le loro sorti unite. Che ne (s)lega i destini per sempre. Quell’atto estremo però, in questo caso miracoloso, salverà la vita a entrambi. È la storia di un miracolo. Di un’avventura al di là dei limiti umani.
Ed è una metafora: delle relazioni e dei legami. E del momento in cui la relazione è portata al limite estremo, in cui la verità ti mette alle strette e ti costringe a ‘tagliare’, a fare quel gesto che sempre ci appare così violento e terribile, ma che invece, a volte, è l’unico gesto necessario alla vita di entrambe.
Dalla rassegna stampa
«Bicocchi e Fabris, bravissimi, riescono a tenerci col fiato sospeso per tutto lo spettacolo. E non solo per il ritmo incalzante della drammatica impresa sportiva, quanto piuttosto per la vicenda esistenziale sottesa, di cui sono stati capaci di rendere tutte le sfumature e implicazioni possibili». (Claudia Cannella, Hystrio)

UN ALT(R)O EVEREST | 29 e 30 ottobre
di e con Jacopo Maria Bicocchi e Mattia Fabris
scene Maria Spazzi
luci Alessandro Verazzi
scelte musicali Sandra Zoccolan
assistenti alla scenografia Erika Giuliano e Marta Vianello
produzione ATIR con il sostegno di NEXT 2016
Jim Davidson e Mike Price sono due amici. Sono una cordata. Nel 1992 decidono di scalare il Monte Rainier nello stato di Washington, Stati Uniti. Il sogno di una vita, una vetta ambita da ogni scalatore, un passaggio obbligatorio per chi, nato in America, vuole definirsi Alpinista. “The Mountain” come la chiamano a Seattle. Ma le cose non sono mai come ce le aspettiamo e quella scalata non sarà solo la conquista di una vetta. Sarà un punto di non ritorno, un cammino impensato dentro alle profondità del loro legame, un viaggio che durerà ben più dei 4 giorni impiegati per raggiungere la cima.
Un Alt(r)o Everest è una storia vera, non è una storia famosa, da essa non è stato tratto nessun film, ma potrebbe essere la storia di ognuno di noi. E forse lo è. Proprio per la sua spietata semplicità. Una storia che racconta le difficoltà e i passaggi obbligatori che la vita ci mette davanti. Crepacci. Non possiamo voltarci dall’altra parte e non possiamo girarci intorno ma solo attraversarli. Due amici, due vite, due destini indissolubili.

Dalla rassegna stampa

«Il teatro, come la montagna, diventa metafora di quella necessità di sentire l’altro, anche quando non può esserci. «Non ti vedo, ma ti sento»: Jim, anche se non può vedere l’estremità della corda, se tira riesce ancora a sentire che c’è Mike dall’altra parte». (Francesca Serrazanetti, Hystrio)

«Il cielo terso, l’ascesa, la fatica diventano metafore di un’esistenza tesa a sfidare la morte. Tra il cielo limpido dell’alta quota e il fondo del crepaccio, tra la dipartita di chi è costretto ad abbandonare precocemente il mondo e la resistenza di chi sopravvive al dolore dell’assenza, si aprono squarci di poesia.
Dalla sofferenza lancinante dell’abbandono nasce la necessità di creare un dialogo silenzioso e costante, che nella pièce assume la forma di una lettera indirizzata a un’assenza ingombrante». (Laura Timpanaro, Krapp’s Last Post)

31 ottobre e 1° novembre
ANCHE I SOGNI IMPOSSIBILI. Il quindicesimo ottomila di Fausto De Stefani

di e con Jacopo Maria Bicocchi e Mattia Fabris
scene Lucia Rho
light designer Roberta Faiolo
produzione ATIR
in collaborazione con Montura
con il sostegno di NEXT ed. 2022/2023 Progetto di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo.
Chi sono io? Questo sembra chiedersi, senza timore, Fausto De Stefani. La risposta è facile: Fausto De Stefani è il secondo alpinista italiano e sesto al mondo ad aver scalato tutti i 14 Ottomila. Ma sarebbe la risposta sbagliata. Fausto non si definirebbe mai così. Semmai l’alpinismo lo ha aiutato e spinto a domandarsi con più intensità e precisione la stessa domanda: chi sono io? Fausto ha sempre guardato alle montagne come a un mezzo, mai come a un fine. Un tramite per conoscere il mondo e conoscere sé stessi. Un percorso umano, molto prima che alpinistico, coronato dalla sua impresa più grande, forse l’unica degna di portare quel nome, il suo 15° Ottomila: la realizzazione della Rarahil Memorial School, una scuola in Nepal, nella valle di Katmandu.
La storia di Fausto supera di gran lunga i confini della montagna. Parla alla fantasia e alla capacità di sognare del bambino che dimora in ognuno di noi. E parla agli adulti che siamo o che diventeremo, che si dibattono nel trovare un senso alle proprie azioni e alla propria vita.

Dalla rassegna stampa
«Sedie, tavolo, coperta spostati, rovesciati, accatastati, assumono i colori di una storia importante non solo dal punto di vista sportivo, ma umano, in una costruzione drammaturgica coinvolgente che permette un racconto che è teatro, vero, emozionante, narrando un percorso di vita che continua a voler dare speranza e sogni, soprattutto ai più giovani». (Claudia Pinelli, Teatrando)

2 novembre | Sala Shakespeare
DI A DA IN CON SU PER TRA FRA SHAKESPEARE

Di a da in con su per tra fra Shakespeare è la storia di un amore. Dell’amore di Serena Sinigaglia, qui autrice e interprete, per William Shakespeare. È la storia di una consapevolezza maturata negli anni, quella per cui “i maestri, se sono veri maestri, devono aiutarci a illuminare la via per ritrovare noi stessi dentro all’opera che si sta studiando. Dovrebbero suggerirci le domande più appropriate per arrivare a quel senso di appartenenza di cui non si può fare a meno, se davvero si vuole fare esperienza di cultura”.
Per questo Shakespeare – e come lui tutti i “classici” ci riguardano e in qualche modo parlano a noi: “perché la cultura non c’è, se non c’è il soggetto vivente che la vive. La cultura è relazione, sempre. Relazione tra le persone, tra i ricordi, tra le emozioni, tra i pensieri”. Questo il punto di partenza di Di a da in con su per tra fra Shakespeare, “la storia di come io e Shakespeare ci siamo prima odiati e poi amati pazzamente”, spiega la regista. “La storia della mia giovinezza e del mio mestiere. La storia di come sono arrivata a mettere in scena, appena ventenne, Romeo e Giulietta e Re Lear. La storia di una prima volta, la prima volta che scoprivo quanto vicina e toccante può essere la parola di un poeta, quanta concreta semplicità, quanta vita dentro le sue storie, quanta parte di me dentro i suoi versi”. Una storia molto personale e proprio per questo ‘raccontata da lei medesima’, dalla stessa Sinigaglia, in scena, con la collaborazione di alcuni attori della sua compagnia, Arianna Scommegna e Mattia Fabris, per la scena del balcone di Romeo e Giulietta e per il finale di Lear.

Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano

Trilogia della montagna

27 ottobre / 1° novembre, sala Bausch

Orari: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 19.00 | domenica ore 15.00

Di a da in con su per tra fra Shakespeare

Lunedì 2 novembre, sala Shakespeare, ore 20

Prezzi: intero € 34 | <30 anni € 16 | >65 anni € 25 | online da € 16,50

Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021

L’immagine di copertina è riferita allo spettacolo “Di a da in con su per tra fra Shakespeare” © Serena Serrani

Categorie comunicato stampa

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